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Motherland: Fort Salem, l’anteprima delle streghe patriottiche su Prime Video

Tremate, tremate: le streghe son tornate! Ma non aspettatevi falò alla Giovanna D’Arco, strani riti medievali e quant’altro. La cifra stilistica della narrazione proposta nella nuova serie targata Prime Video è molto più vicina a quella di prodotti presenti sulla piattaforma rivale, Netflix, a partire da Stranger Things o Le terrificanti avventure di Sabrina, ad esempio. Parliamo di Motherland: Fort Salem, la prima stagione composta da 10 episodi della durata di circa un’ora ciascuno e nata dalle menti degli executive producer Will Ferrell, Adam McKay e Kevin Messick, creata da Eliot Laurence (Claws), è ambientata in America, ma in un presente alternativo. La serie sarà disponibile dal 20 Novembre su sulla piattaforma di Jeff Bezos, ma abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima per voi i primi tre episodi, densi di suspence e che ci hanno decisamente conquistato. Vi raccontiamo tutti i dettagli in questa recensione.

Motherland: Fort Salem, la magia al servizio degli USA

Da tre secoli le streghe hanno ottenuto la fine della loro persecuzione grazie a un accordo con il governo degli Stati Uniti che prevede il loro impegno a combattere per difendere il paese in caso di attacchi. Seguiamo così tre ragazze che si preparano a un addestramento di base in “combattimento magico” fino al dislocamento sul campo, invertendo i tradizionali ruoli di genere e potere e mettendo le donne in prima linea. Non per nulla, parliamo appunto di streghe; tra queste, emergono i personaggi di Raelle (Taylor Hickson, Deadly Class) una recluta riluttante con problemi a riconoscere l’autorità e la cui madre è deceduta in servizio; Tally (Jessica Sutton, The Kissing Booth), una ragazza gentile, determinata e curiosa che si è arruolata nonostante la disapprovazione della madre; infine Abigail (Ashley Nicole Williams), strega intelligente, dedicata e coraggiosa, nonché discendente di una stirpe di alto rango della società militare delle streghe.

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Siamo di fronte a un drama abbastanza teen, ma non oseremmo affiancare queste due terminologie per evitare che venga recepito come un prodotto non troppo maturo. Le protagoniste infatti vengono poste di fronte a scelte abbastanza difficili, nonostante la loro giovane età, invitandole a prendere decisioni davvero adulte e ad addestrarsi per mettersi al servizio della madrepatria, nientemeno che gli Stati Uniti d’America. Per questo motivo, le ragazze si riuniscono nel Massachussets, per la precisione a Fort Salem, dove viene loro impartito un preciso insegnamento, a partire dal recupero delle origini di questa corporazione, che risalgono a ben 327 anni prima. Un evento perfino precedente alla nascita degli Stati Uniti.

Così le tre protagoniste principali si uniscono in una nuova avventura che vede fenomeni sovrannaturali potenti in azione, donne altrettanto travolgenti e determinate, ragazze pronte a tutto pur di allenarsi e dimostrare quanto valgono davvero. Per paragonare le tre protagoniste ad attrici più famose, potremmo mettere a confronto Raelle Collar a Jaime King in Black Summer, Demetria McKinney a una giovane Catwoman interpretata da Halle Berry e Jessica Sutton ad Angelina Jolie in Tomb Raider (ma decisamente meno formosa).

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Tra cliché e nuove commistioni di generi

Nel corso della serie, sono evidenti e per nulla nascosti e impliciti i richiami alla patria statunitense, tra i colori della bandiera patriottica, parate militari, coccarde e tutto quanto possa effettivamente inneggiare allo spirito nazionalista del popolo americano. Non nascondiamo nemmeno noi però una sensazione che si è definita in queste prime battute della serie: per quanto riesca a catturare la nostra attenzione, è evidente quanto si riprendano le fila di cliché narrativi piuttosto tradizionali nella cinematografia americana. Partiamo con il riferimento ai ranghi militari, all’istruzione rigida alla Salvate il Soldato Ryan impartita a giovani discendenti di linee di sangue dal potere singolare e, per l’appunto, magico, ponendo però l’accento sulla supremazia femminile in questo caso.

Viene qui scardinata la principale posizione assunta nel tempo dal patriarcato, per porre invece l’accento sull’importanza del potere femminile e del ruolo di queste streghe, chiamate a onorare i loro antenati e le abilità trasmesse loro. E’ però sempre interessante notare come questi elementi, sempre più tradizionali e incistati nel linguaggio seriale e cinematografico in senso ampio, vengono qui uniti per dare luogo a un prodotto sicuramente curato e dal chiaro impatto visivo. La cura riposta nel concept e nella regia sono immediati sin dalle primissime inquadrature, con l’ambizione chiara di restituire al pubblico un prodotto patinato e deciso a conquistare gli spettatori della piattaforma per poter dare luogo a una seconda stagione, già confermata lo scorso maggio.

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L’interesse viene tenuto alto anche grazie alla recitazione di volti ben poco noti al grande pubblico, avendo selezionato un cast perlopiù sconosciuto, forse per ristrettezze di budget o semplicemente nel tentativo di dare una rinfrescata al panorama dello star system. Del resto, sappiamo quanto Amazon cerchi di essere sempre anticonformista nella sua comunicazione, come succede nei suoi prodotti seriali originali, dando voce e lustro a nuovi nomi ben promettenti. Non mancano nemmeno le relazioni omosessuali, un elemento sempre più presente nella produzione cinematografica, come richiesto di recente anche nei requisiti degli Oscar delle prossime edizioni, al fine di inserire in maniera naturale e non stigmatizzata la rappresentazione di personaggi della comunità LGBTQ+. Un altro punto a favore per questa serie, che scalza l’ennesimo pregiudizio.

In conclusione

Non lo neghiamo: in Motherland: Fort Salem i riferimenti a tanti altri prodotti, qua e là, sono più o meno espliciti, arrivando perfino alla nomina di alcuni valori come la sincerità, l’onore e il coraggio che tanto ci rimbalzano nella testa dall’uscita del live action Disney Mulan a settembre. Il potere femminile qui però non è il vero focus del discorso: si presentano più i valori e la storia in sé, interpretati e incarnati da un cast poco noto, ma assolutamente ben preparato.

Per quanto il prodotto seriale possa risultare incastrato tra qualche cliché facilmente riscontrabile, si sfrutta la presenza femminile completa (o quasi) del cast per dare luce ancora una volta alle lotte tra famiglie, antichi dissapori rimasti irrisolti e una sincera (ri)scoperta del mondo femminile, che si qualifica non più gentil sesso, tantomeno debole. Le streghe sanno anche addestrarsi militarmente, sanno avere un cuore, sanno portare rancore, sanno essere umane. Ma rimangono pur sempre potenti. Tremate, tremate: le streghe son tornate.

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