Giochi di carte

Munchkin Shakespeare, la recensione: Two Bees, or Not Two Bees!


Munchkin Shakespeare
Autore
Steve Jackson
Editore
Raven Distribution
N° Giocatori
3-6
Età consigliata
10+
Durata Media
60-120 minuti

Quanti di voi non hanno ancora avuto il piacere (o il dispiacere, secondo i punti di vista) di giocare a Munchkin? Per chi non lo sapesse, si tratta di un gioco di carte che riprende il tema dei giochi di ruolo fantasy in una serie di esilaranti parodie basate sui giocatori di questi prodotti che, totalmente disinteressati di ogni elemento interpretativo, pensano unicamente a conquistare livelli esperienza uccidendo mostri, catturando tesori e giocando delle trappole ai compagni d’avventura. Il “dispiacere” citato poco sopra riguarda proprio quest’ultimo punto dato che in Munchkin è anche permesso barare pur di raggiungere lo scopo finale ovvero raggiungere per primi il livello 10.

Di Munchkin esistono differenti versioni le quali riprendono nelle tematiche i più importanti temi storici, letterari e culturali. In questa recensione tratteremo la versione Shakespeare che attinge a piene mani dalle opere classiche del celebre scrittore inglese. Vi sono quindi nemici ed equipaggiamenti provenienti da quell’universo, ma mantiene comunque le scherzose illustrazioni di John Kovalic e la nota ironia.

Munchkin Shakespeare: unboxing

Come di consueto, prima di addentrarci all’interno delle meccaniche di gioco (praticamente identiche a quelle del gioco base), è giusto porre una lente d’ingrandimento sulla dotazione di gioco. La scatola di Munchkin Shakespeare segue fedelmente lo stile costruttivo di tutte le versioni di Munchkin già esistenti: scatola robusta e dalle dimensioni compatte che ne consentono la facile trasportabilità e la giusta resistenza agli urti.

Abbiamo, però, notato che il coperchio di chiusura della scatola non combacia perfettamente con la scatola inferiore permettendo, sì, una più facile apertura, ma anche una meno sicurezza durante il trasporto. La grafica delle stampe è quella classica del marchio, con uno stile retrò fatto di figure colorate, ironiche e a tratti cruente. Una volta alzata troviamo subito tre mazzi di carte (168 carte in totale), un regolamento e un dado a 6 facce esclusivo.

Componentistica

La scatola risulta compatta e contiene al meglio l’alto numero di carte contenute al suo interno. Quest’ultime sono il fulcro dell’intero gioco e dato l’elevato utilizzo che ne sarà fatto consigliamo di proteggerle con le apposite bustine in plastica per evitare che si rovinino a seguito dei frequenti mescolamenti. Il dado a sei facce presente è adeguato per dimensioni all’utilizzo che se ne dovrà fare e risulta un gradito plus essendo customizzato per questo prodotto.

Completa il prodotto Il manuale di gioco che risulta come di consueto per questa linea di prodotti piacevole da leggere grazie all’ottima impaginazione e alla suddivisione dei paragrafi che rende lo stesso foglio ripiegabile e facilmente inseribile all’interno della piccola scatolina.

Preparazione

Adesso è arrivato il momento di addentrarci all’interno del gioco vero e proprio, ma è importante ricordare che si tratta di un gioco di carte consigliato ad un pubblico, compreso dai 3 ai 6 giocatori, che abbia un’età superiore ai 10 anni. Ogni partita ha una durata variabile che può andare dai 60 ai 120 minuti, ma tutto dipende da quanto un giocatore impiega ad arrivare al livello 10 e da quanto gli altri giocatori vogliano ostacolare questo percorso. C’è anche da dire che Munchkin è famoso per rendere legittime le azioni di baro, pertanto se un giocatore riesce a compierle senza farsi scoprire potrebbe ulteriormente diminuire la durata complessiva del gioco (sia chiaro, però, se si viene scoperti la punizione è esemplare e al contrario la durata potrebbe impennarsi). Detto ciò, possiamo iniziare con la spiegazione del gioco.

Munchkin Shakespeare si presenta come un classico gioco di ruolo con le carte, pertanto ogni giocatore dovrà scegliere i propri equipaggiamenti, classi, razze e quant’altro strada facendo. Si inizia dividendo le carte Porta e Tesoro in due mazzi separati e posti al centro del tavolo e ad ogni giocatore spettano otto carte iniziali, 4 Tesoro e 4 Porta. Il regolamento consiglia anche di prendere 10 segnalini, non inclusi nel gioco, per segnare i vari livelli. Questi possono essere monete, fiches o anche semplicemente foglietti di carta dove ogni giocatore segna il proprio livello. Il gioco, poi, prosegue come nei classici Munchkin pertanto faremo un piccolo riassunto senza addentrarci in analisi specifiche per coloro i quali non hanno mai giocato a questo titolo.

Per decidere chi deve iniziare il regolamento cita testualmente: “Si decide chi inizia consultando tre streghe in una notte senza luna in Scozia… oppure tirando il dado e lamentandosi del risultato, del senso della vita, e di come le parole pronunciate ad alta voce continuamente perdano di significato.” Capite bene come anche il regolamento segua esattamente la pregnante ironia del titolo, ma comprendete anche che il primo ad iniziare il gioco sarà chi fa il numero più alto tirando il dado. A questo punto ogni giocatore dovrà, nel proprio turno, compiere esattamente le medesime azioni ovvero: aprire una carta Porta girando una carta dal relativo mazzo, se si tratta di un mostro occorre combatterlo, se si tratta di una maledizione l’effetto sarà immediato, negli altri casi la carta può essere o giocata o aggiunta alla propria mano (non bisogna superare mai il numero di 5 carte in mano). Se aprendo la porta il giocatore non ha alcun incontro con un mostro, può decidere di giocarne uno dalla propria mano e combatterlo, oppure potrà pescare un’altra carta Porta che aggiungerà alla propria mano. Al termine del turno se la mano del giocatore supera le suddette cinque carte, quelle in eccesso devono essere date al giocatore o ai giocatori con il livello più basso.

Vivere o morire: a volte è una questione di fortuna

Combattere i mostri è fondamentale per guadagnare esperienza poiché ogni volta che un giocatore uccide un mostro, guadagna un livello o due in rari casi. Ogni carta che rappresenta un mostro indica il livello, le eventuali conseguenze in caso di sconfitta, gli eventuali bonus/malus in base alla razza e alla classe del personaggio e infine quante carte Tesoro si guadagna con il relativo aumento di livello in caso di successo. Per sconfiggere il mostro bisogna considerare il livello del giocatore sommato ai bonus degli eventuali oggetti posseduti che deve essere maggiore di quello del mostro. L’impresa non è sempre facile soprattutto nelle fasi iniziali, pertanto il giocatore può chiedere l’aiuto di un compagno con il quale potrebbe dividere i tesori conquistati, così da sommare i loro valori. A questo punto possono succedere alcune cose:

  • il giocatore vince: aumenta il proprio livello e pesca le relative carte tesoro che gli spettano o che spettano anche all’altro giocatore che l’ha aiutato.
  • un altro giocatore ostacola la vittoria con delle carte che aggiungono mostri, aumentano il livello del mostro presente o comunque ostacolano la vittoria. Il giocatore da solo o insieme al suo aiutante possono giocare altre carte consentite a questo scopo per pareggiare i conti.
  • il giocatore è in difficoltà: prova la fuga lanciando il dado. Se si fa 5 o più, la fuga riesce, ma non si riceve né il livello né gli eventuali tesori. Se invece la fuga non riesce il mostro applica il malus chiamato Brutte Cose che possono variare dal perdere un Oggetto, al perdere uno o più livelli fino alla morte. Nel caso in cui il giocatore si sia fatto aiutare da un altro giocatore, entrambi devono tentare la fuga ed entrambi possono morire.

Se un personaggio muore perde tutto il suo equipaggiamento, le carte in mano saranno distribuite agli altri giocatori partendo dal giocatore con il livello maggiore e le uniche cose che saranno mantenute saranno la classe, il livello e la razza. A meno che qualche giocatore non faccia la Carità, il giocatore morto non può tornare in gioco fino a quando non arriva il suo turno. A quel punto dovrà pescare nuovamente 4 carte Tesoro e 4 Porta, come se fosse l’inizio del gioco.

Una piccola panoramica delle carte, prima di avviarci verso la fine: le carte classe e razze danno dei vantaggi e delle abilità speciali diverse ed è anche possibile trovarsi ad essere bi-classe o bi-razza. I tesori possono essere giocati ed utilizzare per avere dei bonus, possono essere scambiati con gli altri giocatori o ancora venduti per acquistare ulteriori livelli di esperienza.

Obiettivo: arrivare al Livello 10, ma ci sono delle varianti

Il gioco termina non appena un giocatore raggiunge il livello 10. Attenzione, però, il livello finale può essere raggiunto soltanto sconfiggendo un mostro pertanto non si può vincere sfruttando le carte speciali che permettono di salire di livello o vendendo carte. Per aumentare l’attrattiva del gioco e la rigiocabilità è possibile mischiare vari set di Munchkin (esistono sia espansioni che giochi base) ed è anche possibile portare il livello vittoria da 10 a 20 sfruttando il regolamento Epico gratuitamente disponibile nel sito ufficiale. Per chi ha, invece, poco tempo a disposizione, nel regolamento è presente il Gioco Veloce che cambia alcune meccaniche come ad esempio la vittoria finale: se un giocatore raggiunge il livello 10 in un combattimento con un aiutante, anche l’aiutante vince la partita indipendentemente dal suo livello.

Munchkin Shakespeare

Tutte le più importanti differenze tra la versione base del gioco e questa edizione riguardano prettamente la parte stilistica e grafica. Dal punto di vista del gameplay, infatti, non vi è alcun cambiamento a tal punto da trovare anche le stesse classi e razze: halfling, nano ed elfo sono le razze non umane e le classi sono chierico, ladro, guerriero, mago e (ovviamente) bardo. Ogni carta, comprese le classi e le razze, hanno dei disegni a tema Shakespeare e si ricollegano ai testi e ai personaggi delle sue opere. Il gioco di parole è sempre stato l’aspetto più divertente di Munchkin e con un tema come quello shakesperiano non poteva essere altrimenti. Ovviamente la localizzazione italiana introduce alcune varianti ai giochi di parole utilizzati nella versione in lingua inglese. Vi sono in particolare tre casi emblematici che dimostrano il buon lavoro di ricerca di termini e “soluzioni alternative” fatto da Raven Distribution per riuscire a riprodurre nella nostra favella quanto ideato dagli autori inglesi. Le prime carte sono delle carte mostro, una di livello 1 e una di livello 10, che vedono raffigurate rispettivamente due api e tante api: in inglese la prima era stata denominata “Two Bees ” e la seconda “Not Two Bees” per ricollegarsi alla celebre frase “to be, or not to be” pronunciata dal principe Amleto nell’omonima opera di Shakespeare. Nella traduzione italiana il gioco di parole non poteva essere fatto dato che la traduzione letterale sarebbe “essere o non essere” e quindi non avrebbe avuto nulla a che vedere con le api, pertanto diventano Vespere nel caso delle due api e Non Vespere nel caso delle molte api. Il terzo esempio che riportiamo riguarda invece una carta Tesoro che vede raffigurata una guerriera mentre muove su e giù una lancia: in inglese la carta si chiama Shake Speare facendo un ovvio gioco di parole con l’autore, mentre in italiano è stata tradotta come Scuotilancia.

Nota di merito per alcune idee applicare ad alcune carte che risultano forse addirittura più divertenti che nella loro versione originale come ad esempio il Maiamleto che ha come bonus “-3 contro i Chierici che non approvano il suo fare suino”, Spiriti del Vasto Profondo con il bonus di “-4 contro i Nani, che sono abituati alle profondità” (il gioco di parole è abbastanza ovvio), Lady Macbet che “non insegue le femmine di Livello 4 o inferiore, ma insegue sempre i maschi”, la carta Tesoro Rompi il Quarto Muro (si ricollega alla rottura della quarta parete teatrale che rese celebre l’autore inglese) e soprattutto Il Bardagianni a cui “non interessa un cuculo di quel che pensi della musica. +4 contro tutti eccetto i Bardi”. Questi sono solo degli esempi della varietà di carte mostro presenti in Munchkin Shakespeare e dimostrano la sprizzante ironia di cui è pregno il titolo.

Gioco adatto a…

Munchkin Shakespeare è consigliato a tutti gli amanti di Munchkin e non, ma che abbiano una grande passione per il celebre scrittore inglese. Quest’ultimo punto non è fondamentale, ma permetterà di captare meglio la sprizzante ironia presente nel titolo (ad esempio il mostro Ici di Marzo non consente la fuga se è il 15 Marzo). Non consigliato, invece, ai puristi dei giochi di ruolo e a coloro che non sopportano il poter barare.

Conclusioni

Si tratta di un gioco estremamente dinamico e divertente che richiede non molto impegno. Le strategie da adoperare differiscono da giocatore a giocatore, ma non sono fondamentali da applicare e non serve chissà quale conoscenza del gioco per poterle imparare al meglio. Il divertimento è alla base, così come i sani litigi tra giocatori e quest’ultimi sono proprio dei requisiti presenti nel regolamento. In parole povere è un gioco che va preso alla leggera, con ironia e spensieratezza.

Munchkin Shakespeare


Munchkin Shakespeare riprende fedelmente le meccaniche classiche del franchise Munchkin divenuto celebre nel mondo. Il divertimento è assicurato e toccherà a voi l'ardua e ironica scelta "Two Bees, or Not Two Bees!". Se avete amato il gioco base non potrete non acquistare anche questa espansione. Buona la localizzazione anche se qualche "gioco di parole" riportato sulle carte si perde per ovvi motivi lessicali ma le scelte fatte in fase di traduzione risultano azzeccate e piacevoli.

Pro

  • È Munchkin in tutto e per tutto
  • Divertente sia nel gameplay che nella semplice lettura del regolamento
  • Grafica colorata e curata fin dalla scatola

Contro

  • Scatola facile da aprire, ma poco stabile nella chiusura