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Oggetti di scena, la recensione: la deliziosa caccia al tesoro targata Disney+

Oggetti di scena è il nuovo contenuto originale distribuito dalla piattaforma di streaming Disney+ e disponibile nel catalogo dal primo maggio. Presentata dallo storico del cinema e collezionista di oggetti scenici Dan Lanigan, la serie accompagna gli spettatori in un viaggio attraverso alcuni dei loro film preferiti mentre Dan riunisce iconici oggetti di scena Disney con i registi, gli attori e la troupe che li hanno creati e utilizzati in alcuni dei film più amati dell’azienda. I film presenti in questa prima stagione sono Pirati dei Caraibi: La maledizione della Prima Luna, Mary Poppins, Muppets, Tron, The Nightmare Before Christmas, Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l’Armadio, Chi ha incastrato Roger Rabbit e Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi. Prima di iniziare con la recensione, vi raccontiamo un piccolo aneddoto sul titolo: mentre in Italia la serie prende il nome diretto e immediato di Oggetti di scena, il titolo originale è Prop Culture e gioca sull’assonanza con la frase che indica la cultura popolare in relazione all’importanza dei prop usati per la realizzazione dei migliori prodotti della cinematografia Disney. Con prop si intendono proprio gli oggetti di scena, quindi in parole povere il titolo italiano rompe un po’ questa “magia”.

Oggetti di scena: la caccia al tesoro di Dan Lanigan

Dopo questa breve introduzione passiamo alla recensione vera e propria partendo dalla personalità del presentatore e co-creatore, Dan Lanigan, la quale risulta incredibilmente energica e che rende facile allo spettatore rimanere attratto da ciò di cui sta parlando. Una cosa che abbiamo notato fin da subito è stata la sua grande passione non solo degli oggetti di scena, ma dei sopracitati film trattati nella prima stagione. È abbastanza chiaro come questi film abbiano avuto un impatto enorme su di lui e questo si può osservare tramite le sue clip personali che mostrano la famiglia Lanigan attenta ad osservare le suddette pellicole. Non è, quindi, un presentatore passivo il cui unico interesse è descrivere le particolari reliquie cinematografiche e questo arricchisce il coinvolgimento da parte dello spettatore che si ritrova a vivere più che un documentario, una passione di un artista. È divertente, infatti, osservare i suoi occhi che si illuminano vedendo gli oggetti di scena, soprattutto perché la maggior parte di noi darebbe qualsiasi cosa per avere la possibilità di trovarsi nella stessa stanza.

Oggetti di scena

L’aspetto più interessante di questa serie, però, è che c’è davvero qualcosa per tutti. Siamo, infatti, abituati a vedere Disney e la relativa piattaforma Disney+ come se fosse un brand dedicato soprattutto ad un pubblico giovanile, ma in realtà con Oggetti di scena ogni spettatore può trovare il pane per i propri denti. Tra gli episodi più interessanti ci sono certamente The Nightmare Before Christmas e Chi ha incastrato Rober Rabbit: sfidiamo chiunque a non provare un po’ di invidia mentre Dan tocca con mano e racconta la storia dell’originale scultura di Jack Skellington o della statuina di Jessica Rabbit proveniente dagli archivi ufficiali Disney. Un altro fattore di cui è pregna la serie è la nostalgia, classico cliché disneyano che qui viene inserito in maniera intelligente perché basato unicamente sugli oggetti di scena di pellicole molto amate dal pubblico e senza l’inserimento di inutili sentimentalismi o romanticismi. Sempre nella puntata su Chi ha incastrato Roger Rabbit è emblematica in tal senso la scena in cui, durante l’intervista con Christopher Lloyd, mostrano il costume originale del Giudice Morton con tanto di intermezzi provenienti direttamente dal film.

Oggetti di scena

La nostalgia si unisce spesso all’inquietudine e alla fantasia e sono proprio questi gli aspetti più curiosi di questa serie Disney. Ad esempio l’episodio su Mary Poppins è un agglomerato di storia della cinematografia disneyana a partire dalla prima pellicola del 1964 con la celebre Julie Andrews nei panni della protagonista. Finalmente, grazie ad Oggetti di scena, riusciamo a scoprire in che modo è stata realizzata la borsa originale di Mary Poppins, conservata meticolosamente negli archivi di scena della casa di produzione. Sempre in questa puntata si può osservare l’amore di Lanigan per gli oggetti di scena e per gli autori ed è sicuramente una delle puntate più commoventi. Si inizia con il globo di Feed the Birds, si continua con Karen Dotrice che si trova tra le mani l’abito di scena giallo della piccola Jane che interpretò nel film e si conclude con l’intervista a Tony Walton, il creatore del costume dell’entrata in scena dal cielo di Miss Poppins, il quale dopo aver rimesso in piedi l’abito originale su un manichino decide di abbracciarla in una scena tanto commovente quanto simbolica.

Oggetti di scena

A tutto questo si uniscono anche alcuni minuti di piccole polemiche, proprio a confermare che si tratta di una serie dedicata a tutti gli spettatori. L’episodio dedicato a Tron mostra ad esempio il regista Steven Lisberger stanco di essere accusato come il colpevole del flop al botteghino, sentendosi piuttosto disconnesso dall’eredità del film. A questo però unisce il ricordo, la passione e l’innovazione che emergevano dalla lavorazione del film mentre apre a casaccio alcune scatole che tiene in casa sua. Gli episodi migliori, quindi, sono anche quelli che riuniscono i protagonisti del cast per interagire con gli oggetti di scena usati durante la realizzazione di questi film: Bruce Boxleitner è onorato nel vedere l’abito di Tron dei primi anni ’80 e i bambini de Le Cronache di Narnia sono felicissimi di vedere le loro armi e i loro costumi e ognuno ricorda ancora molto bene alcuni aneddoti del film di quasi 20 anni fa come ad esempio il liquido nel flacone di pozioni di Lucy Peversie che era al gusto di fragola. Il miglior esempio di quanto possa essere interessante e importante la serie Oggetti di scena proviene dall’episodio sul film Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi. È possibile assistere anche ad un aspetto sorprendentemente raro legato alla macchina da presa di Rick Moranis e ad una spiegazione tecnica sulla termoretraibile restaurata da poco.

Oggetti di scena

Al di là del sentimentalismo evidente che sfocia in questi momenti, la serie affascina anche per la grande nota comica e scanzonata. Vi stupirete quando vedrete i creatori di marionette stop motion Phil Tippet e David Sosalla mentre mostrano come hanno realizzato i personaggi di Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi. Rimarrete incantati dalla creazione di personaggi e set di The Nightmare Before Christmas creati dall’artista Tom St. Amand e dal costruttore di miniature Fon Davis, per non parlare poi degli oggetti che sono stati conservati dal regista Henry Selick e dal compositore Danny Elfman che fornì anche la voce a Jack Skellington o sentire l’ex leader degli Oingo Boingo cantare dal vivo le canzoni del Jack.

Conclusioni

Insomma ogni episodio di Oggetti di scena è un connubio perfetto di intuizioni, filmati d’archivio, concept art e curiosità sulla storia cinematografica della Disney. È anche una vera e propria lettera d’amore e gioia scritta da Daniel Lanigan che ci porta in giro per gli Stati Uniti nel suo viaggio alla ricerca di cimeli di enorme valore sentimentale, artistico e storico (basti pensare che è arrivato fino a South Bend, nell’Indiana, per vedere lo Studebaker dei Muppets). Infine ha anche una valenza didattica e tecnica perché in tutti gli episodi c’è sempre una parte in cui gli artisti spiegano in che modo hanno potuto realizzare alcune scene o alcuni concept. Insomma, siamo dinnanzi ad una serie davvero di grande pregio che speriamo possa aggiungere altra linfa positiva con ulteriori episodi futuri.