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Omicidio a Easttown, la recensione della miniserie con Kate Winslet

Una giovane ragazza è stata uccisa. Il caso viene affidato a una detective in difficoltà psicologica e familiare. Una cittadina semisconosciuta diventa il fulcro centrale delle indagini e da apparente luogo sicuro si trasforma in un concentrato di paure e paranoie. Insomma, l’incipit di Omicidio a Easttown è tutt’altro che innovativo poiché ripercorre esattamente il sottogenere più celebre della narrativa gialla. Serie simili sono finite per essere cancellate a causa degli eccessivi cliché, della mancanza di talento degli interpreti o per ruoli errati. Tuttavia Omicidio a Easttown ha dalla sua una meravigliosa Kate Winslet che rappresenta la ciliegina sulla torta di una produzione inaspettatamente originale diretta da Craig Zobel e scritta e ideata da Brad Ingelsby. Questa miniserie, prodotta da HBO, arriverà in Italia il prossimo 9 giugno su Sky Atlantic e NOW, ma abbiamo avuto la possibilità di vederla in anteprima ed ecco a voi le nostre impressioni. Come sempre, vi ricordiamo che la recensione sarà assolutamente priva di spoiler.

Omicidio a Easttown

Omicidio a Easttown: molto più di una “semplice” indagine

Omicidio a Easttown segue le vicende della protagonista, la detective Mare Sheehan (il titolo originale della serie, infatti, è un più emblematico Mare of Easttown), dopo l’omicidio di una giovane ragazza. L’ufficiale di polizia ha molti contatti in città ed è in qualche modo una leggenda locale per i suoi successi atletici al liceo in giovane età. La vicenda inizia a prendere fin da subito delle pieghe misteriose, poiché la morte della giovane avviene esattamente nei giorni del primo anniversario di un altro omicidio, rimasto irrisolto. Con l’aumento della pressione pubblica, Mare lotta per bilanciare la sua vita professionale e personale. Il suo ex marito si fidanza, suo figlio muore suicidandosi e sua nuora chiede la custodia del nipote. Un nuovo partner (Evan Peters) e un appuntamento romantico (Guy Pearce) aggiungono nuove relazioni e ostacoli alla vita già caotica di Mare.

Omicidio a Easttown

Kate Winslet interpreta efficacemente una donna testarda, guardinga e affascinante. Una ex mecenate della città che è sul punto di diventare un’emarginata a causa del suo ruolo scomodo e della sua condizione familiare confusa e poco apprezzabile. A tal proposito è facile comprendere come Omicidio a Easttown sia, in realtà, una serie composta da due storie concettualmente parallele, ma fortemente intrecciate tra di loro. Da una parte abbiamo la vita privata della protagonista, la quale ha perso inspiegabilmente l’opportunità di andarsene da una piccola città che continua giornalmente a perseguitarla.

Ci si chiede se abbia scelto lei questa vita o le sia stata imposta. Il suo atteggiamento suggerisce che potrebbe avere problemi con le autorità, ma questo aspetto lascia il posto a un’autentica cura e preoccupazione per la sua famiglia e la sua immagine nella piccola Easttown. Dopotutto l’attrice ha già interpretato questo tipo di personaggi in precedenza, con esempi di spicco in La ruota delle meraviglie e Contagion quindi è indubbio che la sua performance sia sublime.

Omicidio a Easttown

Dall’altra parte, invece, troviamo proprio gli abitanti della cittadina della Pennsylvania i quali inizialmente sembrano elementi di puro contorno, ma poi diventano le vere e proprie pedine di un mistero ben strutturato e per niente banale. Mare, inoltre, non è l’unica apparentemente bloccata nell’ambigua Easttown, poiché la sua famiglia, i suoi amici e un’autore estraneo all’ambiente (Pearce) sembrano ugualmente intrappolati in questa sorta di purgatorio reale e tangibile. Nonostante la desolazione onnipresente, Ingelsby e Zobel costruiscono abilmente le trame della città e dei suoi abitanti. Le relazioni interpersonali e familiari sono messe magistralmente a nudo insieme a quelle nei confronti di Mare ed episodio dopo episodio (in totale sono 7 dalla durata di circa un’ora ciascuno) le maglie si intrecciano così tanto da non distinguere più il pubblico dal privato.

Omicidio a Easttown

Da non sottovalutare nemmeno i personaggi comprimari. Tra questi non possiamo non citare la madre di Mare, Helen (Jean Smart), che fornisce sollievo comico sia allo spettatore che alla figlia pungendola costantemente con battutine e domande scomode; il collega detective Colin Zabel (Evan Peters) che bilancia la coppia essendo sfacciato e idealista al contrario di Mare che è cinica e rassegnata e la sua migliore amica, Lori (Julianne Nicholson), che rappresenta la parte morbida capace di levigare il carattere abrasivo di Mare.

La fotografia mostra la realtà, la narrazione le dà l’anima

Le riprese e il ritmo di Zobel definiscono perfettamente l’atmosfera onirica e quasi irreale di Easttown. Basandosi su riprese angolari suddivise in blocchi ben definiti, il mondo sembra piccolo per i protagonisti donando allo spettatore un senso di claustrofobia che è lo stesso che viene provato da Mare e le persone a lei vicine. Il regista riesce a combinare magistralmente i primi piani per ambientazioni sia interne che esterne, in modo tale da esaltare, ad esempio, l’oscurità dei boschi trasmettendo una sensazione di terrore e la vita quotidiana degli abitanti che scorre lenta e in apparente tranquillità.

Omicidio a Easttown

Le uniche aree a campo aperto dalla grande spazialità visiva sono una palestra di basket e un torrente solitario dove, tra l’altro, giace il corpo di una ragazza morta. Il tema dell’essere intrappolati in un luogo psicologicamente divorante e logorante viene, quindi, rafforzato sia visivamente che narrativamente. Questo aspetto denota come l’intera produzione sia frutto di una proficua collaborazione tra Zobel e Ingelsby: un buon lavoro in sinergia ha permesso di creare un’armonia che poche serie possono vantare.

Conclusioni

Omicidio a Easttown si presenta come una serie dalla trama tutt’altro che nuova e mai vista, ma riesce a offrire una storia inaspettatamente coinvolgente, ricca di colpi di scena e in grado di rinnovare un genere già ampiamente trattato. La pietra miliare dello spettacolo è certamente la protagonista Kate Winslet la quale, sebbene non fornisca sempre un profilo onnicomprensivo sul dolore e la perdita, porta sugli schermi di casa una performance sublime che eleva la qualità generale della serie stessa.

Ingelsby, inoltre, è cresciuto vicino alla contea di Delaware, e questa serie è il prodotto perfetto per mettere in mostra la sua passione per i dettagli estetici (coperte all’uncinetto, portici, boschi, usanze locali come l’uso di oppioidi e tanto altro) che migliorano la verosimiglianza dello spettacolo così da non distrarre mai lo spettatore. Fondamentale è stata la decisione di rendere lo show totalmente imparziale. Omicidio a Easttown, dopotutto, è solo un ritratto sottile, strutturato e misterioso di un luogo in cui alcune persone stanno soffrendo e una donna fa del suo meglio per aiutarli.