Giochi di ruolo

Pathfinder – Il Culto delle Ceneri, la recensione


Pathfinder – Il culto delle ceneri
Editore
Giochi Uniti
Autori
Eleanor Ferron
Ambientazione
Pathfinder
Genere
Fantasy
N. Pagine
92

Sfidando a testa alta le limitazioni pandemiche, Giochi Uniti porta in Italia il secondo capitolo della saga Era delle Ceneri, primo “Adventure Path” (AP) progettato per la rinnovata edizione di Pathfinder. Noto con il nome de Il Culto delle Ceneri, questo capitolo spinge i giocatori a immergersi con decisione in quelle atmosfere fantasy che il suo predecessore aveva solamente sfiorato, iniziando progressivamente a rivelare la fitta coltre di intrighi che muove l’invisibile forza antica che vuole distruggere il Garund e l’intero mondo di Golarion.

Il Culto delle Ceneri, l’ambientazione

La Collina dei Cavalieri Infernali si era conclusa con gli avventurieri che erano stati eletti a veri e propri paladini di Collebreccia. Ripulita la Cittadella Altaerein tanto dai sordidi occultisti, quanto dai mostri insidiosi, il gruppo é infatti divenuto un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti della cittadina, risultando sia garante di sicurezza, sia motore immobile della ripartenza economica. Avendo reclamato come propria la roccaforte dei Cavalieri Infernali, gli avventurieri hanno indirettamente riattivato le rotte commerciali che si erano da tempo intorpidite, gettando le basi di una ritrovata prosperità finanziaria. Gli stessi eroi, d’altronde, sono costretti a spendere molte monete d’oro in prima persona, investendo nelle risorse e nell’artigianato locale per riportare agli antichi fasti la roccaforte che hanno eletto a propria base.

Non possono però dimenticare un dettaglio essenziale, ovvero che nel cuore del dungeon della roccaforte é ancora presente l’Anello di Alseta, un crocevia di portali mistici che in passato aveva vomitato pericolosi fanatici. Agli avventurieri non resta quindi che un’unica opzione per rendere sicuro il proprio dominio: riattivare il portale da cui erano originariamente giunti i micidiali malintenzionati e assicurarsi che la loro organizzazione non possa più fare del male a nessuno.

Il manuale

Composto da 92 pagine piene di mappe e illustrazioni, Il Culto delle Ceneri é un’AP pensato per inserirsi senza alcun indugio in coda a La Collina dei Cavalieri Infernali. Si apre pertanto a personaggi che, tra una battaglia e l’altra, dovrebbero ormai aver toccato il quinto livello e li accompagna fino raggiungere il nono. Rispetto al suo predecessore, il manuale si pone in maniera decisamente più smaliziata, dando per scontato che ormai tutti i partecipanti si siano fatti le ossa e non abbiano più bisogno di essere tenuti per mano e incanalati verso un percorso a tenuta stagna. Con molti personaggi non giocanti già introdotti, i Game Master hanno piuttosto una svariata scelta di leve emotive con cui condurre i giocatori nella direzione che preferiscono, qualora vi fosse necessità di suggestionare la direzione intrapresa dalla trama.

Il risultato é che, pur mantenendo una direzione di massima, l’avventura esplora molte deviazioni e “dirottamenti”, garantendo una gamma di approcci varia e d’ampio respiro chem occasionalmente, indulge sardonicamente in quel genere di eccessi tipico del fantasy in salsa d20 system. Quella scritta da Eleanor Ferron é comunque un’opera che esplicita a più riprese una promessa: l’Era delle Ceneri ha intenzione di approfittare a pieno regime dell’escamotage narrativo dell’Anello di Alseta e l’Adventure Path mira a offrire uno scenario drasticamente diverso a ogni capitolo pubblicato. Se La Collina dei Cavalieri Infernali affondava le proprie scenografie negli archetipi più tipici del dungeon crawling, Il Culto delle Ceneri affronta molti degli stereotipi che i giochi di ruolo ricollegano classicamente alle giungle: ragni giganti, tribù, sculture maledette, miniere e così via. Non solo, l’autrice dichiara in maniera schietta che ogni futura uscita si focalizzerà sull’esplorazione di un diverso portale magico, con il risultato che vedremo una gamma sempre più ampia e imprevedibile di location.

Come ogni AP legato a questa seconda edizione di Pathfinder, anche Il Culto delle Ceneri si arricchisce di due appendici pregne di contenuti. Particolarmente interessante, anche se non troppo approfondita, é la sezione che introduce alcuni rudimenti di base building, giusto quanto basta perché i GM abbiano gli strumenti necessari con cui guidare i giocatori nella ricostruzione del loro fortino. Altrettanto degna di nota é la descrizione enciclopedica degli Ekujae, clan elfico silvestre che, essendosi separato dai propri simili da tempo immemore, non condivide alcuni dei preconcetti di cui si vestono gli elfi più tradizionali. Sempre nelle appendici sono presenti anche un piccolo bestiario, un’analisi dettagliata di un paio di PNG, nonché la descrizione di nuovi oggetti e di nuove malattie.

Conclusioni

In senso assoluto, l’Era delle Ceneri sarà composto da sei capitoli, ognuno dei quali promette di approfondire esperienze ludiche uniche e di garantire ai giocatori una gamma di sensazioni che dovrebbe coprire l’intero spettro di quanto offerto da Pathfinder. Fino a ora, la saga ha dimostrato una certa inclinazione a dare priorità ai combattimenti, tuttavia non si é neanche mai dimenticata di lasciare qualche gioia a coloro che traggono il massimo del piacere dal portare avanti vicende diplomatiche, dimostrandosi un’ottima serie di avventure con cui intrattenere un gruppo di giocatori vario e poliedrico. Ancor più, l’Era delle Ceneri si sta dimostrando incredibilmente abile nell’offrire sfide consistenti e appaganti. Nonostante sia calcolato che i personaggi interpretati siano ancora di livello relativamente basso, infatti, Il Culto delle Ceneri attinge con massima fantasia dal bestiario, schierando in campo tutta una serie di nemici spaventosi, inquietanti, ma anche molto entusiasmanti da sconfiggere.

Un gioco rivolto a…

Il Culto delle Ceneri si pone come spartiacque con cui smistare il giocar di ruolo occasionalmente dall’effettuare un investimento duraturo, delineando un punto di non ritorno che richiede una pianificazione lungimirante. Il primo capitolo dell’Era delle Ceneri, proprio perché il primo, ha offerto un’esperienza autonoma e, tutto sommato, completa: risolta la crisi di Collebreccia, gli avventurieri hanno  tranquillamente l’occasione di divergere dal percorso battuto per buttarsi verso altre avventure, disinteressandosi della macronarrazione complottistica che aveva messo in movimento le sfide che avevano dovuto superare. Così non é per questo nuovo volume, il quale da per assodato che i giocatori stiano per imbarcarsi pedissequamente nella trama e che abbiano intenzione di mantenere la rotta fino al naturale esaurimento della stessa.

Se avete già provato La Collina dei Cavalieri Infernali non vi resta che farvi quattro conti in tasca, valutando attentamente se preferite attenervi a un’avventura prefabbricata che impegnerà tutto il ciclo di vita dei personaggi o se, piuttosto, vi sentite pronti a introdurre una vostra trama originale, assumendovi l’onere di bilanciarne tutti i contenuti.

Pathfinder – Il culto delle ceneri


Pathfinder - Il Culto delle Ceneri é un buon secondo capitolo per una saga in sei parti che promette di essere eclettica e variegata. Allo stesso tempo, a differenza del suo predecessore, Il Culto delle Ceneri si inserisce in maniera profonda nell'arco narrativo che sta esplorando, rendendo complesso lo scorporarlo dai binari che sta seguendo e "riciclarlo" come avventura autonoma.

Pro

  • Eclettico
  • Rudimenti di base building

Contro

  • Qualche piccolo refuso nel manuale