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Matrix, la pioggia di codice non è altro che una ricetta di sushi!

A distanza di anni, alcuni interpreti di Matrix hanno rivelato la reale provenienza della famosa pioggia di codici. Proveniva da una ricetta di sushi!

Matrix rappresenta senza ombra di dubbio uno dei capolavori, di matrice pop, stampato – indelebilmente – nel cuore di tutti gli appassionati.  Nonostante si sia analizzata ogni sfumatura ed ogni scena di questo classico del cinema fantascientifico a distanza di anni sono rimasti vari misteri  da risolvere legati alla pellicola delle sorelle Wachowski. Tra questi la provenienza della famosa pioggia di codice che ha contraddistinto il film.

Secondo quanto riportato dai nostri colleghi di CNET e riproposto da Wired, la famosa scena è composta da un mucchio di ricette di sushi codificate, creata da Simon Whiteley in collaborazione con la moglie (di origine giapponese), e digitalizzata da Justin Marshall, artista di effetti visivi dell’Animal Logic.

Per questa scena, infatti, “le Wachowski non pensavano che il design fosse abbastanza vecchio e tradizionale, volevano qualcosa che fosse più giapponese, più manga”, racconta Whiteley. “Mi hanno chiesto se mi fosse piaciuto provare a lavorare al codice, principalmente perché mia moglie è giapponese e lei avrebbe potuto aiutarmi a elaborare i dati e darmi informazioni su quali informazioni erano buoni e quali no”.

Matrix background with the green symbols

Sotto consiglio delle sorelle Wachowski, Simon, nelle settimane successive, in cerca di ispirazione, andò a casa e iniziò immediatamente a sfogliare pile di libri di cucina giapponese di sua moglie. La sua attenzione fu attirata da un libro in particolare le cui ricette diventarono la famosa scena del film. Una volta ultimata la prima tavolozza – disegnata con la massima cura – fu digitalizzata da Justin Marshall.

Originariamente, però, le lettere avrebbero dovuto scorrere da sinistra verso destra, ma successivamente furono fatte scorrere dall’alto verso il basso per migliorare l’impatto emotivo trasmesso dal codice.

“Il film è molto orientato alle macchine”, dice Whiteley. “Adoro l’idea che si tratti di qualcosa di davvero ‘meccanico’, ma tra questi il ​​codice viene estratto da qualcosa di così organico e scorrevole”.

Nonostante questa bizzarra curiosità dietro Matrix, Simon Whiteley e la moglie non vogliono rivelare a tutto il mondo il titolo del libro. “Sono stato gentile a non voler dire a nessuno che cos’è il ricettario, in parte perché è l’ultimo tocco di magia. […] In realtà non è un libro, è una rivista, ma si chiama libro. È qualcosa che la maggior parte dei giapponesi avrebbe sentito o visto sul proprio scaffale”.

Infine, Whiteley afferma che gli appassionati della pellicola – in particolare quelli di origine giapponese – non saranno in grado di estrapolare la ricetta direttamente dal film perché le ricette sono state scritte in codice. In più, Simon dice che le ricette giapponesi sono solitamente scritte in hiragana e kanji – i caratteri sillabici e logografici -, mentre il codice di Matrix è stato stilizzato, quindi non è facile ottenere nuovamente la fonte dei dati.

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