Giochi di ruolo

Dungeons & Dragons: Mattel ed i primi giochi elettronici

Dungeons&Dragons è un gioco che si è sempre prestato a numerose licenze e, nei primi anni ottanta, ha cominciato a fare capolino anche nel campo dei giochi elettronici e nel neonato mondo dei videogiochi. Erano ancora lontani i tempi di Baldur’s Gate. In particolare il sodalizio sbocciò con la Mattel Elettronics, divisione della Mattel dedicata ai giochi elettronici. La collaborazione finì bruscamente nel 1983 con il collasso della Mattel Elettronics che, tra le altre cose, quasi affossò anche la casa madre.

Un Gioco da Tavolo elettronico

Nel 1980 la Mattel Elettronics mise sul mercato il primo prodotto nato dalla collaborazione con la TSR: “Dungeons & Dragons Computer Labyrinth Game”, un gioco da tavolo con una preponderante componente elettronica. In effetti, quello che può essere definito come “cervello elettronico”, posiziona casualmente cinquanta muri sulla plancia di gioco, creando un labirinto dove uno, o due, giocatori devono avventurarsi alla ricerca del tesoro, cercando di evitare il drago rosso. Il tutto è condito da effetti sonori che scandiscono le varie fasi del gioco, come quando il personaggio sbatte contro un muro invisibile, o quando appare il drago che comincia a spostarsi per la plancia. Il drago ovviamente soffia, non uccidendo i giocatori ma costringendoli a tornare sulla casella di partenza, perdendo prezioso tempo. Non è sicuramente un gioco dalla grandissima profondità ma per l’epoca era sicuramente una chicca. Decisamente bizzarra e, amio parere, alquanto fuori luogo l’illustrazione della scatola.

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L’epoca degli LCD

Nell’autunno del 1981 venne prodotto sempre dalla Mattel Elettronics il gioco “Dungeons&Dragons Computer Fantasy Game”, un giochino portatile con schermo LCD ispirato ai più famosi Nintendo Game & Watch. La Mattel all’epoca era specializzata soprattutto in giochi portatili dedicati a vari sport ma stava cercando di estendere il suo mercato acquisendo diverse licenze come appunto quella di Dungeons&Dragons, dei Masters of the Universe, di Battlestar Galactica e altre. Il gioco, programmato da Peter Oliphant, è abbastanza semplice e vede come protagonista un avventuriero che deve girovagare per diverse stanze cercando di evitare pipistrelli e fossi, in cui si muore immediatamente cadendoci dentro a meno che non si possieda una corda, fino ad arrivare a raccogliere una freccia magica e scagliarla contro il drago di turno. Si dice che per il Natale del 1981 il gioco fosse oramai diventato introvabile.

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L’epoca dell’Intellivision

Nel 1982 vide la luce per la console Intellivision, prodotta sempre da Mattel Elettronics, il gioco “Advanced Dungeons&Dragons”. Il titolo è proprio questo e probabilmente nessuno aveva pensato potesse esserci un seguito. Quando uscirà un altro gioco, sempre per Intellivision, ispirato ad AD&D il nome fu modificato in
“Advanced Dungeons & Dragons: Cloudy Mountain”. Il gioco fu sviluppato su licenza della Mattel dalla APh Technology Consultants e in particolare dal programmatore Tom Loughry con le illustrazioni della scatola di Jerrol Richardson. Il gioco ci vede nei panni di un avventuriero che si aggira per delle stanze generate casualmente, armato solo di arco e frecce, alla ricerca della mitica corona perduta. I mostri sono numerosi e decisamente agguerriti. Il gioco è famoso per aver spinto la cartuccia fino ai suoi limiti arrivando addirittura ai 6k di memoria.

Nel 1983 uscì un altro gioco per Intellivision, sempre sviluppato dalla APh Technology Consultants e in particolare dal programmatore Tom Loughry con le illustrazioni della scatola di Jerrol Richardson, intitolato “Advanced Dungeons & Dragons: Treasure of Tarmin”. Il gioco fu anche convertito per l’Aquarius Computer System, una nuova console da gioco prodotta dalla Mattel e messa sul mercato nel 1983 . Il gioco è innovativo per l’epoca, con una visuale in prima persona che conferisce all’ambiente un effetto quasi 3D. Anche se l’eroe inizia con il solito arco durante l’avventura può impossessarsi di altre armi e oggetti e inoltre può essere ferito sia fisicamente che “spiritualmente” dai non morti. Deve girovagare per per i vari livelli della tana di un terribile Minotauro alla ricerca del famoso tesoro di Tarmin difeso niente di meno che… da un terribile Minotauro.

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Conclusioni

Come detto nel 1983 la Mattel Elettronics andrà in fallimento e quindi finirà anche la collaborazione con la TSR. I prodotti proposti possono sembrare sicuramente un po’ ingenui per i tempi moderni e per le esperienze videoludiche a cui siamo abituati ma per l’epoca 6k di cartuccia erano tanta roba ed entrambe i videogiochi sono un prodotto di ottimo livello. Il Labyrinth Game è uno strano prodotto, a partire dalla scatola con quel drago orientale che stona parecchio, che probabilmente voleva sfruttare il fascino, quasi mistico, che i Computer esercitavano all’epoca sul grande pubblico. Alla fine risulta un gioco per bambini, molto rumoroso, con partite destinate a durare non più di quindici minuti. Il giochino portatile non ha assolutamente nulla di innovativo, e assomiglia molto a quello dei Masters of the universe della stessa linea, ma da uno scacciapensieri non ci poteva aspettare molto di più. Comunque fa il suo lavoro in maniera degna senza strafare. Dungeons&Dragons tornerà a fare capolino nel mondo dei videogiochi solo nel 1988 con Pool of Radiance prodotto dalla SSI, ambientato nei Forgotten Realms, che ottenne un ottimo successo, e Heroes of the Lance prodotto dalla U.S. Gold, ambientato nel mondo di Dragonlance, un po’ meno quotato.

 

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