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Razzo Cinese fuori controllo potrebbe precipitare sulla Terra

Parte di un enorme razzo che ha lanciato il primo modulo cinese per la sua stazione spaziale Tianhe sta ricadendo sulla Terra, e potrebbe giungere in maniera incontrollata in un punto di atterraggio sconosciuto, anche se molti sostengono possa atterrare proprio in Italia, in una zona compresa tra il centro e il sud del paese. Infatti, attualmente la caduta potrebbe avvenire nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud.

Spazio

Il nucleo, alto 30 metri, del razzo Long March 5B ha lanciato il modulo centrale senza pilota “Heavenly Harmony” nell’orbita terrestre bassa il 29 aprile, da Wenchang nella provincia cinese di Hainan. Il Long March 5B è poi entrato in un’orbita temporanea, ponendo le basi per uno dei più grandi rientri mai controllati. Alcuni esperti temono che possa atterrare su un’area abitata. “Potenzialmente non va bene”, ha detto Jonathan McDowell, astrofisico presso l’Astrophysics Center dell’Università di Harvard. “L’ultima volta che è stato lanciato un razzo Long March 5B ci siamo ritrovati grandi e lunghe barre di metallo che volavano nel cielo e danneggiavano diversi edifici in Costa d’Avorio”, ha detto. “La maggior parte è bruciata, ma c’erano questi enormi pezzi di metallo che sono caduti a terra. Siamo molto fortunati che nessuno sia rimasto ferito “.

Spazio

Martedì il nucleo orbitava intorno alla Terra ogni 90 minuti circa 27.600 km orari con un’altitudine di oltre 300 km. L’esercito americano lo ha chiamato 2021-035B e il suo percorso può essere visto su siti Web a questo linkDal fine settimana è sceso di quasi 80 km di altitudine e SpaceNews ha riferito che le osservazioni a terra amatoriali hanno mostrato che il razzo stava precipitando in maniera incontrollata. Questo, e la sua velocità, rendono impossibile prevedere dove atterrerà quando l’atmosfera terrestre alla fine lo trascinerà verso il basso, anche se McDowell ha detto che il risultato più probabile è che cadrà in mare, poiché l’oceano copre circa il 71% del pianeta. È presto però per trarre qualsiasi conclusione perché l’orbita potrebbe subire variazioni.