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Giochi di ruolo

Recensione: Heavy Sugar, l’estetica Teslapunk elettrizzante del GDR italiano

Editore
Eleven Aces
Autori
Simone Morini
Ambientazione
Fantastica
Genere
Teslapunk
N. Pagine
160

Heavy Sugar si presenta come un gioco di ruolo teslapunk, e come in ogni genere “punk” che si rispetti mette i protagonisti in antitesi ad una società ingiusta, sbagliata ed opprimente fornendo loro la possibilità di contrastare il sistema sfruttando la stessa tecnologia che chi è al governo vorrebbe usare per dominare gli uomini.

Pensate ad esempio alla realtà virtuale del Neuromante o al mondo di Johnny Mnemonic, probabilmente gli esempi più famosi di cyberpunk, oppure al mondo di Interceptor di Mad Max, che ha reso famoso il genere del dieselpunk ecco in Heavy Sugar potrete “respirare” un insieme di queste ambientazioni “miscelate” fra loro.

Nel gioco scritto da Simone Morini e pubblicato dal Gruppo Eleven Aces i giocatori si troveranno “gettati” per le strade di Bahan City, una città dominata dalle invenzioni della EdiSons Company e dai ritrovati medici della Couldron & Couldron.

Balhan City è un città utopica in cui tutto sembra perfetto e in cui i cittadini hanno un ruolo ben definito dalla propria classe sociale, una città apparentemente salvata proprio da queste compagnie durante gli anni di declino causati dalle epidemie che hanno flagellato il genere umano, ormai indebolito proprio dall’intensivo sfruttamento dell’energia elettrica e delle tecnologie retrofuturistiche che ne sono derivate, come i brighat, cappelli in grado di controllare gli oggetti elettrici ed elettronici con il solo pensiero.

Questione di testa

Sono proprio questi brighat a rendere pericolosi i cosiddetti Mutinear, uomini e donne in grado di bypassare i limiti tecnologici imposti dalla EdiSons Company.

I brighat possono tradurre in ordini ,a cui gli apparecchi elettrici di Balhan City devono obbedire, i pensieri di chi li indossa, ma proprio per evitare che qualcuno ne abusi, questi ordini possono essere in genere impartiti solo agli apparecchi che un cittadino possiede.

Un Mutinear invece cercherà di comandare qualsiasi apparecchiatura torni utile ai propri scopi, siano essi nobili o meschini.
In Heavy Sugar i giocatori non sono infatti necessariamente eroi, anzi, sono pericolosi criminali che si muovo nel sottobosco clandestino della città, e le gang di cui fanno parte potrebbero semplicemente cercare di ottenere ricchezza sfruttando la popolazione oppure potrebbero cercare di abbattere il sistema da dentro, per liberare gli abitanti di Balhan City dalla fredda stretta delle corporation che la dominano.

Rien ne va plus: dadi e gettoni da poker

Per riuscire nelle proprie imprese i giocatori dovranno, come in tutti i giochi di ruolo, affrontare delle prove, chiamate Test.

La difficoltà delle prove viene decisa dal Conduttore (così viene chiamato il Dungeon Master in Heavy Sugar) e può andare da 2 per le azioni più semplici e banali a 18 numero che rappresenta azioni lunghe e complesse. Per riuscire a superare una prova un giocatore dovrà quindi lanciare un dado a 6 facce, sperando di pareggiare la difficoltà imposta dal Conduttore.

Per aumentare le proprie probabilità di successo un giocatore potrà scommettere dei Gettoni, legati al grado del Tratto, cioè a quell’elemento che in Dungeons & Dragons chiameremmo Caratteristica, utilizzato durante la prova, o all’intensità del Blink, cioè la capacità di controllare gli apparati elettrici, nel caso stiano facendo uso di un brighat per impartire ordini ad una macchina.

Quando un personaggio deve affrontare un Test, il Conduttore dichiara prima quale sarà la difficoltà dello stesso ed il giocatore punta un numero massimo di Gettoni pari al grado del Tratto messo in gioco durante l’azione. Una volta puntato, tira il dado e somma il risultato del dado al numero di Gettoni puntati: se il totale è pari o superiore alla difficoltà del Test, la prova è riuscita!

Sebbene questi Gettoni rendano più facile superare i Test, non sono una risorsa infinita: in caso di successo i Gettoni torneranno in mano al proprietario, ma in caso di fallimento, o in caso il dado faccia 1, tutti i Gettoni usati passeranno alla controparte, che potrà poi usarli contro il personaggio.

Occorre quindi fare attenzione quando si puntano i Gettoni, per evitare di rimanere completamente a secco nel momento del bisogno.

Il combattimento in Heavy Sugar aggiunge una meccanica ai test base originale rispetto ai giochi di ruolo sul mercato ovvero quella delle Posizioni. Le Posizioni, decise ad inizio del round, indicano quali sono le intenzioni del personaggio e forniscono bonus e malus ai Test in base a ciò che si è scelto: la Posizione di Attacco ad esempio permette di effettuare due azioni di attacco contro il proprio avversario, mentre se un mutinear si mette in Posizione di Attesa, durante il round successivo potrà agire prima di quando altrimenti toccherebbe a lui.

Uno sguardo alla scheda

Sulla scheda del personaggio, oltre ai tre Tratti (Fisico, Mente, Carisma), troviamo le Capacità, talenti che rappresentano a grandi linee il proprio background, e il Blink, ovvero il potere elettromagnetico del personaggio, che rappresenta quanto facilmente il Mutinear potrà piegare gli apparecchi elettrici al proprio volere.

Al Blink sono anche legate delle Doti, ovvero il tipo di potere che il Mutinear avrà sulla tecnologia che lo circonda e che definirà se sarà ad esempio in grado di sabotare, sovraccaricare, bloccare le apparecchiature, e così via.

Molta importanza viene data alla Classe Sociale del personaggio, anche durante la creazione del personaggio: la gang a cui appartiene, una delle dieci gang presenti in città, avrà infatti una sua struttura gerarchica interna, e la popolarità o lo status di un personaggio, così come le sue tendenze più o meno anarchiche, potranno aprire al Mutinear le porte giuste o fargli trovare un pugnale tra le scapole se pesta i piedi alle persone sbagliate.
Potrebbe anche significare che i vostri vicini inizino a sospettare che siate un pericoloso terrorista che vuole sovvertire il perfetto ordine di Balhan City, denunciandovi alle autorità, che inizieranno a tenervi d’occhio, aspettando solo che facciate un passo falso prima di spedirvi in carcere o, se la fortuna vi sarà avversa, a lavorare nelle miniere di carbone che alimentano gli impianti elettrici della città.

Incredibilmente, sulla scheda, che occupa una sola pagina, la parte di equipaggiamento sembra incredibilmente ridotta per un gioco basato sul controllo della tecnologia, dedicando pochissime righe all’armamentario che un Mutinear possiede, ed una sola riga al brighat, che dovrebbe essere una parte molto importante del gioco.
Non sarebbe un problema se il modello di cappello scelto avesse solo una funzione estetica, ma in questo modo si fa fatica ad annotare i vari bonus e danni del proprio brighat o delle armi che il vostro personaggio porterà con se, persino usando la ancora più sacrificata sezione “Note”.

Tanto di cappello: un’ode alla grafica

La scelta di dedicare quasi 60 delle pagine del manuale, completamente a colori, ad artbook ed illustrazioni, a fronte di un totale di 160 pagine, potrebbe sembrare a prima vista uno spreco, o per lo meno una scelta coraggiosa, ma è invece uno dei punti forti di questo manuale.

Se infatti sia Balhan City ed i suoi cinque distretti, che le dieci gang di cui si può far parte, sono molto dettagliate e ricche di storia e spunti di gioco, sono proprio le illustrazioni e i piccoli dettagli grafici a rendere perfettamente l’atmosfera della città, la tensione tra classi sociali e l’incondizionato ottimismo verso il futuro degli anni ruggenti.

In particolare è la presenza dei loghi delle molte compagnie che dominano la città e i numerosi poster pubblicitari e di propaganda che trasmettono subito la paranoia in cui i cittadini sono immersi e l’estetica estremamente art nouveau statunitense che identifica Balhan City.

In generale, il lato estetico e di fattura del manuale sono di livello molto alto, valendo da soli i 35 € del manuale e nonostante le illustrazioni siano di più autori, la mano del Lead Artist, Lapo Roccella, rende tutto omogeneo e si riesce quasi a sentire il ronzio elettrico dei cavi che attraversano Balhan City già guardando le cornici a bordo pagina.

Quel che manca del gioco

L’unica vera pecca sta proprio nel sentire uno stacco notevole tra il regolamento vero e proprio e tutto il resto, sia l’ambientazione che la grafica. Queste ultime, molto curate, rendono benissimo sia la situazione in cui i giocatori si trovano, sia il tipo di conflitto che le gang vivranno con la società e con le altre gang, mentre le meccaniche rendono meno le atmosfere e le dinamiche di quanto faccia il resto.

I Test e i Gettoni, che pur ricordano le partite di poker giocate nelle bische clandestine durante il proibizionismo, non urlano teslapunk quanto un manifesto di propaganda che ricorda a tutti i cittadini che i mutinear sono dei sovversivi che meritano il carcere e che chiunque veda qualcosa dovrebbe denunciarli alla polizia.

Per fortuna le Doti dei Blink ci ricordano la natura teslapunk di Heavy Sugar, anche se il numero non eccessivo di Doti stesse potrebbe non rendere longevo l’utilizzo dei brighat.

Insomma, anche se il regolamento non ha grossi problemi che rovineranno la partita ai giocatori, sicuramente risalta molto meno rispetto alla cura data al resto del manuale, ed è un po’ un peccato.

Heavy Sugar: Manuale Base

Con un regolamento veloce e snello, basato su un sistema misto di dadi e puntate à la poker, Heavy Sugar lascia molto spazio per raccontare il mondo distopico e retrofuturistico in cui i giocatori si trovano ad agire, sostituendo alle tabelle tipiche di altri giochi, note ed illustrazioni che rendono immediatamente l’idea e il mood del gioco.


Verdetto

Nonostante il regolamento di Heavy Sugar risenta un po' del confronto con il resto del manuale, il prodotto è in grado di rendere l’atmosfera punk e l’estetica anni ‘20 così magistralmente che si può chiudere un occhio su questo (attenzione però a non attivare per sbaglio una Dote del vostro Blink!). La forza di Heavy Sugar sta infatti nell'ambientazione e nella cura grafica del manuale, che brilla con la luce intensa degli anni ‘20 che non sono mai esistiti. Adatto a one-shot e mini campagne di qualche sessione, è sicuramente un bell'oggetto da possedere ed un’ottima aggiunta alla vostra collezione di artbook, oltre che di manuali.

Pro

- Un’ambientazione chiara e definita senza diventare pedante
- Cura maniacale dei dettagli grafici
- Una società ricca e stratificata pronta a fare da sfondo ad avventure dall'alto tasso voltaico

Contro

- Sistema scarno rispetto all'ambientazione
- Scheda personaggio esteticamente bella, ma con poco spazio per le note