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Remember the Titans, recensione: titani contro il razzismo

Da quando è stato lanciato Disney +, le nostre vite sono molto più impegnate. (per scoprire come funziona questo servizio streaming potete cliccare qui). Tra nuovi titoli tutti da scoprire, come la serie The Mandalorian, e vecchi classici di cui fare il rewatch compulsivo, non ci bastano più le ventiquattr’ore della giornata. Il catalogo Disney, in costante ampliamento, ripropone anche alcune perle cinematografiche, molte delle quali sconosciute ai più.

Remember the Titans

Tra tutte spicca sicuramente Remember the Titans film sportivo del 2000 presentatoci in Italia con uno sfortunato titolo, a mio parere: Il sapore della vittoria – Uniti si vince. Un film che, nonostante abbia da poco compiuto i 20 anni, si dimostra mai come ora contemporaneo. In un momento storico in cui il movimento Black Lives Matter si espande, questo film ci ricorda come sia in realtà conveniente andare oltre i pregiudizi dandoci uno spunto di riflessione tutt’altro che banale. Andiamo quindi a scoprire questo piccolo gioiello che ha tutte le carte giuste per essere amato da tutti, appassionati di sport e non.

Come nascono i Titani

Diretto da Boaz Yakin, tra le altre cose sceneggiatore di Now You See Me, Remember the Titans, con protagonista Denzel Washington nei panni dell’allenatore Herman Boone, è ambientato durante il periodo dell’integrazione razziale. La storia narra le vicende realmente accadute della squadra di football americano del liceo T.C. Williams High School di Alexandria (Virginia). Nell’America del 1964, a seguito di anni di lotte e alla marcia pacifica di Martin Luther King, le leggi razziali vennero abolite, con l’approvazione del Civil Rights Act. Nel 1971 le scuole segregazioniste in Virginia vennero chiuse e ad Alexandria venne aperto il liceo T.C. Williams, frequentato sia da studenti bianchi sia da studenti afroamericani. Così come le classi anche le squadre dei due licei vennero integrate ed il vecchio coach Bill Yoast, interpretato da Will Patton, viene rimpiazzato dal coach di colore Herman Boone.

Remember the Titans

Per affrontare questa integrazione imposta e sicuramente non voluta, i due Coach decideranno di collaborare, Yoast assumerà quindi, non senza polemiche, il ruolo di allenatore della difesa. Le difficoltà che i due coach dovranno affrontare saranno innumerevoli. Primo tra tutti ci sarà lo scoglio del rendere un’accozzaglia di adolescenti, persuasi dalla società dell’epoca a guardarsi con odio e sospetto, una vera e propria squadra. Affinché l’allenatore Boone riesca ad unificare tutti i suoi giocatori in modo che diventino una grande squadra di football, dovrà riuscire a cambiare il modo in cui il team gioca, così come il modo in cui vive e pensa.

La seconda, e più complessa, sfida sarà quella di far accettare la squadra alla città. In America infatti le squadre di football liceali sono tradizionalmente considerate veri e propri emblemi cittadini, fiori da portare con orgoglio all’occhiello. Come potrà una cittadina profondamente chiusa come Alexandria ergere ad eroi dei giocatori di colore?

Tutto il film è un susseguirsi di incontri e scontri, grazie ai quali sia i personaggi sia gli spettatori crescono e si arricchiscono. È nero contro bianco; nuovo contro vecchio; cambiamento contro storia.

Quattro strade una sola destinazione

Remember the Titans non è solamente un film sportivo. È una lezione di vita.

Prima di tutto è la storia di una comunità in evoluzione, di esistenze che si intrecciano, di persone che percorrono strade diverse verso un unico punto di arrivo. Sebbene durante le sue due ore il film riesca a far affezionare il pubblico a tutti i personaggi e la storia racconti di tutta la squadra dei Titans, è innegabile che la pellicola si concentri su quattro personaggi principali e sulle loro relazioni: la coppia dei due coach, Yoast e Boone, e la coppia dei due Linebakers, Julius Campbell, interpretato da Wood Harris, e Gerry Bertier, interpretato da Ryan Hurst.

Remember the Titans

Benché nate e sviluppate in maniera differente, le loro relazioni sono quelle che detteranno i tempi e i termini dei rapporti tra gli altri giocatori, arrivando a condizionare la visione che l’intera città ha della squadra. Diffidenza, amicizia, rispetto reciproco; emozioni che coinvolgono gli spettatori e, a meno che non siate totalmente insensibili o vi siate fatti chiudere i dotti lacrimali, vi faranno piangere di gioia, dolore, commozione e orgoglio.

Per i due ragazzi la relazione si evolve molto velocemente, forse proprio in virtù dell’irruenza del loro carattere. All’inizio del rapporto tra Gerry e Julius sembra esserci un muro invalicabile fatto di odio e ignoranza che condiziona negativamente le performance di tutta la squadra. Come spesso accade però la passione per lo sport, che in questo film si fa continuo mediatore delle relazioni, prende il sopravvento diventando terreno fertile per la comunicazione.

L’unione fa la forza

Chiunque abbia giocato, o anche solo visto, uno sport di squadra, sa bene come comunicare con i propri compagni e sviluppare un rapporto di fiducia sia fondamentale per gestire al meglio le azioni durante le partite. Da questa stima reciproca nata sul campo tra i due atleti crescerà un forte legame di amicizia che porterà in seguito Gerry Bertier a mettere in discussione tutti i suoi rapporti, compreso quello con la sua fidanzata che “corre in una direzione diversa” dalla sua.

Foto generiche

Il rapporto tra i coach Boone e Yoast procede invece lentamente, evolvendosi un poco ad ogni scena. Questo viene condizionato prima dalla gelosia professionale di Yoast per aver perso il posto di capo allenatore, poi dal timore che il nuovo arrivato faccia dei favoritismi nei confronti dei giocatori afroamericani.

Divisi dalle proprie origini, ma uniti da un obiettivo comune, vincere il campionato, i due coach scopriranno che per poter guidare al meglio la loro squadra è fondamentale lavorare insieme e sviluppare una comprensione reciproca, sia in campo che fuori. Per poter percorrere la propria strada ed arrivare alla vittoria finale ognuno di questi personaggi dovrà lasciarsi alle spalle orgoglio, odio, pregiudizi e diffidenza imparando a “fidarsi dell’animo di un uomo e non del colore della sua pelle”.

Il “loro” che diventa il “noi”

I fattori che rendono godibile Remember the Titans a tutti i tipi di persona sono tantissimi, così come i livelli di lettura. Il tema principale però è, e coerentemente rimane per tutto il film, quello dell’integrazione. Partendo dal macro argomento dell’integrazione razziale,  il film riesce a delineare con finezza e tatto i conflitti interiori, le resistenze e le aspettative che vengono messe in campo quando due gruppi profondamente diversi vengono forzati ad interagire.

Le difficoltà personali nell’accettare il diverso si fondono con i pregiudizi della società, mostrandoci in maniera puntuale come troppo spesso il singolo si adegui al gruppo non perché ne condivida i valori, ma per paura dello stigma sociale. La segregazione non è mai una soluzione, soprattutto se si vuole avere successo, questo è il grande insegnamento di questo film, che trova la sua massima espressione nel monologo che Boone ci recita verso l’inizio del film, quando durante il ritiro pre-stagione cerca di far collaborare giocatori bianchi e di colore come una vera squadra:

“Fu combattuta qui la battaglia di Gettysburg. 50000 uomini persero la vita su questi campi, combattendo la stessa battaglia, che dopo un secolo stiamo combattendo tra noi. Ancora oggi. L’erba di questi campi era tinta di rosso, la terra ribolliva del sangue di giovani vite. Fumo… E piombo rovente uscivano dai loro corpi. Il loro spirito ci parla: «ho ucciso mio fratello con l’odio nel cuore. È stato l’odio a distruggere la mia famiglia».

Ascoltatemi: questi morti ci danno un insegnamento. Se non abbattiamo il muro che ci divide, adesso qui su questa terra consacrata, l’odio distruggerà anche noi… Come distrusse loro. Non mi importa se adesso non vi piacete. Mi importa che impariate a rispettarvi. E forse… Chissà, forse imparerete a giocare da veri uomini”.

 Durante tutto il film il regista ci ricorda che solo collaborando si possono raggiungere grandi risultati. Accettare e includere il “Loro”, il diverso, nel “Noi” non può fare altro che arricchirci e portarci alla vittoria.

Remember the Titans

In conclusione

Remember the Titans racconta la sua storia in maniera eccellente, non senza un po’ di retorica e qualche licenza poetica in pieno stile Disney. Sono molti gli elementi a rendere grande questo film: a partire dalla curatissima fotografia di Philippe Russelot, passando dalla magistrale interpretazione dell’intero cast, fino al ritmo narrativo ben calibrato unito ad una trama coinvolgente.

È questo insieme a tenere lo spettatore, che sia appassionato di sport o no, attaccato allo schermo a tifare per i Titans come se fossero la sua squadra del cuore nel mezzo della partita più importante del campionato. Questo è Remember the Titans, la storia che ci narra del coraggio dei Titani, più forti degli stessi dèi, che hanno abbattuto i muri della diffidenza e dell’odio in nome della solidarietà e del rispetto reciproco.

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