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Roe e il segreto di Overville: intervista a Daniele Giannazzo

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Daniele Giannazzo durante questo Lucca Comics & Games edizione Changes. Daniele, anche conosciuto come @daninseries, è un influencer arrivato alla fama grazie alla sua passione per le serie TV.

Intervista Daniele Giannazzo

Oltre a gestire diversi siti di informazione sul suo argomento preferito, Daniele è arrivato in tutte le librerie d’Italia il 27 Ottobre 2020 con un romanzo Young Adult pubblicato da Mondadori, nella collana Chrysalide: Roe e il segreto di Overville. (disponibile per l’acquisto online)

Ambientato in una classica cittadina da serie TV americana (immaginate ad esempio la Stars Hollow di Una mamma per amica), il romanzo segue la protagonista, Roe, nel suo trasferimento nella villa della nonna, una specie di Emily Gilmore, ricchissima benefattrice della città. Il suo ingresso nella scuola locale, però, porta alla luce alcuni segreti che riguardano l’intera cittadina.

Intervista Daniele Giannazzo

Come ci si sente a esordire con Mondadori?

Daniele GiannazzoLo vivo come un onore e anche una responsabilità. Una grossa responsabilità. Fortunatamente mi sono trovato a lavorare con una editor per me sempre presente a ogni ora del giorno e della notte, e diciamo che, se inizialmente ero io quello intimorito da Mondadori, poi i ruoli si sono capovolti perché la povera Simona si è trovata a che fare con uno stacanovista un po’ troppo …frenetico.

Come mai la scelta di non ambientare il tuo romanzo in Italia?

Daniele GiannazzoSono stato influenzato dalle serie TV americane che sono un po’ il mio pane quotidiano. È venuto quindi spontaneo non solo quel tipo di ambientazione ma anche usi, modi e costumi.

La tua protagonista è una ragazza: è stato difficile scrivere dal suo punto di vista?

Daniele GiannazzoNon troppo, a dire il vero è stato più difficile ricreare dei personaggi di una generazione diversa dalla mia. Le dinamiche di un liceo sono più o meno sempre le stesse ma i modi di pensare, di reagire e le sensibilità dei personaggi che mi ritrovavo a scrivere avevano sfumature molto particolari. Per fortuna ho tantissimi followers giovani e ogni giorno apprendo, imparo e fanno tornare adolescente anche me.

E il suo strano nome, Roe: ora puoi dirci da dove viene?

Daniele GiannazzoMi fa piacere questa domanda, credo addirittura di averlo inventato io questo nome. È la crasi tra Rolly, che era il mio cane nonché il mio primo vero amico, e Cloe la mia attuale cagnolina che mi ha restituito il sorriso dopo che il primo se n’è andato. Da Rolly e Cloe nasce Roe. Quindi, insomma, anche lei è un po’ la mia bambina ormai.

Parliamo delle tantissime citazioni: pensi che i giovani lettori, ovviamente quelli che non ti seguono, riusciranno ad intercettarle tutte?

Daniele GiannazzoHo voluto creare una specie di gioco secondario all’interno del libro. Ci sono diverse citazioni dirette e indirette. Una sorta di caccia agli easter eggs. Sarà molto difficile trovarli tutti, ma sì, qualcuno ce la farà sicuramente. Hanno avuto un buon maestro.

Il romanzo è una bella metafora sulle scelte: cosa vorresti dire ai ragazzi che lo leggeranno?

Daniele GiannazzoSono partito dal presupposto di non voler necessariamente insegnare qualcosa. La mia storia è puro intrattenimento per chi vorrà prenderlo come tale, qualcosa di più per chi riuscirà a carpire questo tipo di sensibilità. Ci sono dei messaggi di fondo che vorrei facessero sentire le persone più comprese e meno sole. Ci sono tante tematiche: dal bullismo, al classismo, all’emarginazione. Tutte raccontate con gli occhi di Roe che sono gli stessi di tanti ragazzi che si ritrovano a volte anche annientati in un periodo delicato come quello delle superiori che forma il carattere delle persone. Spero di arrivare a quelle persone, e dir loro: non siete soli.

In un periodo in cui il contatto umano è stato limitato, come cambia il tuo rapporto con i lettori?

Daniele GiannazzoNon è cambiato, mancano solo gli abbracci che ci davamo agli eventi. Ho sempre avuto un rapporto molto diretto con tutti. Mi ricordo i volti, i nomi un po’ meno perché mi dimentico le cose, ma devo dire che nel periodo Covid questo legame si è addirittura intensificato. Ho cercato di essere presente tenendoli aggiornate, facendo intrattenimento. Tante persone mi hanno scritto messaggi di gratitudine, perché almeno una volta al giorno riuscivo a strappare un sorriso o una risata. Mi sono sentito come Roger Rabbit!

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