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Cinema e Serie TV

Rotten Tomatoes limita i commenti sui film, troppi troll e troppo rumore

Su Rotten Tomatoes i commenti saranno limitati fino all'uscita del film, in un tentativo di arginare i troll organizzati.

Rotten Tomatoes, sito famoso nel mondo per i voti assegnati ai film, ha deciso di cambiare politica. Da un paio di giorni ha infatti reso meno visibile il valore “want to see”, cioè quel voto (e giudizio) che i frequentatori del sito possono esprimere su film che devono ancora uscire e che nessuno (o quasi nessuno) ha ancora visto.

Perché fare una cosa del genere? Secondo la nota stampa ufficiale, l’obiettivo è “rappresentare in modo più accurato e autentico la voce dei fan, e allo stesso tempo proteggere i nostri dati e i nostri forum pubblici da agenti pericolosi”.

RT, inoltre, ha deciso di disabilitare i commenti per i film non ancora usciti. “Sfortunatamente”, si legge sul blog ufficiale, “abbiamo visto crescere i contenuti non costruttivi, spesso al limite del trolling, che secondo noi sono un disservizio per il nostro pubblico. Abbiamo deciso che disabilitare questa funzione per ora è la scelta migliore. Ma non preoccupatevi, i fan avranno ancora modo di esprimersi: una volta che un film è uscito, il pubblico potrà lasciare voti e commenti come sempre”.

Armi contro i troll

Gli “agenti pericolosi”, bad actors in originale, sono quindi i tradizionali troll, ma non quelli carini di Boxtrolls. In più di un’occasione, in effetti, si è visto come azioni online coordinate abbiano portato ad abbassare notevolmente il giudizio su un film. Angela Watercutter su Wired cita i casi di Captain Marvel e di Star Wars: Episodio IX, due film di prossima uscita entrambi colpiti da una sassaiola virtuale, costituita da migliaia di persone desiderose di far sapere a tutti che sono film brutti a prescindere, inquinati da un’ideologia falsamente progressista, e così via.

In genere sono persone che faticano a uscire da schemi infantili, a ridimensionare i miti della propria infanzia, a metterli e mettersi in rapporto con la realtà che hanno intorno. Altre volte all’interno di un fandom si innescano veri e propri meccanismi tossici, che trasformano innocui fan in bestie sanguinarie, pronte a sbranare (virtualmente, di persona sono meno pericolosi) chiunque la pensi diversamente da loro o tenti di intaccare la loro visione della realtà. Altre volte ancora, sono vere e proprie società organizzate, in genere con sede in Russia, sui cui scopi non si è mai fatta assoluta chiarezza – ma d’altra parte è proprio questo il punto della disinformazione organizzata.

Quando poi il film esce, può capitare che sia un successo come Black Panther, oppure che critica e botteghino confermino i giudizi espressi dai want to sse – vedi il caso di Justice League.

La decisione di Rotten Tomatoes è sicuramente positiva, e per il futuro potrebbe effettivamente aiutare e rendere un po’ meno assurdo il discorso intorno al Cinema. O almeno intorno a certi film. E forse hanno agito in tempo per evitare impatti negativi su Captain Marvel, le cui prenotazioni per ora stanno andando piuttosto bene.

Il problema del trolling però resta, e non riguarda solo Rotten Tomatoes. Ogni spazio online può essere, per fortuna, spazio di dibattito. E anche spazio per deviare il dibattito su territori del tutto irrilevanti per valutare un’opera creativa, ma utili per sostenere un discorso politico. Perché tutto sommato quando si punta il dito contro un presunto eccesso di femminismo (Ghostbusters) o una presunto eccesso di giustizia sociale (Black Panther) si smette di puntarlo sull’opera.

Opera che può essere un capolavoro o una porcata, ma a un certo punto non importa più: si sta parlando di politica perché il troll ha avuto successo. Si sta discutendo dell’opportunità di un reboot al femminile, sulla correttezza sociale di un personaggio, sul razzismo di un film intero; tutto perché l’ha voluto lui.

Se ne incontrate uno, cercate di evitarlo e non nutritelo. Se siamo fortunati e agiamo tutti insieme, come Nemo nella rete dei merluzzi, forse riusciamo a farli morire di fame. Ci sarebbe anche il metodo “Jay & Silent Bob“, visto nella loro azione verso caccasuifilm.com – ma è chiaro che mancherebbe la copertura economica per un’operazione del genere.