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Sea of Stars 1: Perduto nei cieli selvaggi, l’inizio di un’odissea spaziale

È sorprendete come lo spazio sappia rivelarsi sempre uno scenario perfetto per ogni tipologia di storia: dalle grandi avventure ad ampio respiro come le saghe più celebri (che si tratti di Star Trek o di Battlestar Galactica) ai racconti più intimi che sanno risuonare con la nostra emotività. A quest’ultima categoria appartiene Sea of Stars, nuova serie marchiata Image Comics nata dalla prolifica mente di Jason Aaron, approdata recentemente in Italia con il suo primo volume, Perduto nei cieli selvaggi, grazie a Panini Comics.

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Ad affiancare Aaron nella scrittura di Sea of Stars è Dennis Hallum, che assieme al celebre autore orchestra una narrazione duplice, che ci ricorda come non ci sia una sola versione di una storia, ma che tutto dipende da chi racconta. Nel dare vita a una simile narrazione, infatti, si cerca di creare una divergenza, differenti punti di vista che sappiano al contempo creare una sinergia tra le diverse componenti, offrendo in tal modo una storia completa, sotto ogni aspetto.

Sea of Stars: Perduto nei cieli selvaggi, alla scoperta dell’universo

Sea of Stars, in questo, è perfetto. Jason Aaron e Dennis Hallum identificano nella dinamica padre-figlio, tanto cara alla narrativa a fumetti, la dicotomia perfetta per valorizzare questa narrazione. Nel mondo del fumetto non è certo una novità, come dimostra il passato degli X-Men o storie stand-alone come Sentient di Lemire, ma l’originalità di Sea of Stars è nell’interpretazione che Aaron e Hallum infondono alla dinamica paterna di questo racconto.

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Gil è uno space trucker, un pilota spaziale che guida un’astronave cargo. Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio è il figlio Kadyn, che accetta di seguire il padre nella speranza che questa trasferta spaziale si riveli un’avventura. Con delusione del piccolo, il lavoro del padre è tutt’altro che avventuroso, situazione che porta Kadyn a lamentarsi della noia di questo viaggio. A sconvolgere questa piatta navigazione nel ritorno verso la Terra è l’incontro con una creatura dello spazio profondo che attacca l’astronave di Gil, distruggendola e separando padre e figlio.

Se è vero che nello spazio nessuno ti sentirà gridare, come ci ha insegnato Alien, è altrettanto vero che le profondità cosmiche possono riempirsi della gioiosa curiosità di un bambino o della disperazione di un uomo che ha perso tutto. Sono infatti questi due differenti modi di reagire alla tragedia vissuta che animano Sea of Stars, consentendoci di apprezzare la narrativa di Aaron. Come possono vivere un uomo adulto e un bambino curioso la conseguenza di questa tragedia?

Per Kadyn, dopo un primo attimo di sconforto, la distruzione dell’astronave paterna e l’allontanamento dal padre diventa l’occasione per lanciarsi in una stupenda avventura. Durante lo scontro con la titanica creatura spaziale, il suo corpo entra in contatto con un misterioso artefatto alieno che trasforma il suo corpo, consentendogli di respirare nel cosmo e di mostrare poteri incredibili. Grazie ad essi incontra due giocose creature aliene, che dopo averlo soccorso ne diventano in un certo senso amici e custodi. Tramite il punto di vista di Kadyn, Sea of Stars diventa un racconto divertente e tenero, in cui lo stupore e l’ingenua curiosità di Kadyn si appellano al bambino che si nasconde nel cuore del lettore.

Aaron e Hallum rispettano il carattere del giovane esploratore spaziale, utilizzando un approccio narrativo e lessicale che rispecchino la personalità del piccolo Kadyn. La spensieratezza di Kaydin viene resa con empatia, contrapponendo la sua spericolata irruenza ai più miti consigli dei suoi compagni di viaggio, che nonostante i poteri acquisiti dal piccolo umano vedono in lui un cucciolo da proteggere.

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Diverso tenore mostrano i momenti dedicati a Gil. Laddove poesia e spensieratezza accompagnano la scoperta del cosmo da parte di Kadyn, la ricerca dell’uomo viene caratterizzate da disperazione e rimpianto, con un senso di colpa che lo anima. Un contrappunto emotivo che viene  esaltato tramite proprio grazie alla caratterizzione dell’avventura di Kadyn, in cui si concilia con lo stupore e la curiosità di un bimbo alla scoperta di un nuova realtà, dove la sua ingenuità trova modo di animare la storia di Sea of Stars, grazie alla contrapposizione con Dalla la Disprezzata, aliena esiliata dal suo popolo, che vede nei misteriosi poteri di Kadyn l’incarnazione del dio tanto atteso dal suo popolo. Una visione che spinge questa ragazza a portare il giovane umano nel tempio della sua specie, inconsapevolmente riavvicinando padre e figlio.

E nessuna forza di questa galassia potrà impedire a Gil di salvare il suo piccolo.

Emozione, avventura e grandi scoperte

Sea of Stars è una storia avvincente, che valorizza il tradizionale concept narrativo del rapporto padre-figlio adattandola al meglio all’interno della narrazione fantascientifica, tradendo una visione dell’avventura tradizionale, e collocandosi nella scia di Verne e Salgari. La scrittura di Aaron e Hallum è suggestiva e avvincente, coglie le giuste sfumature dei due protagonisti principali, Gil e Kadyn, dando vita a una dialettica duplice, come un’eco dell’interiorità dei due. A supportare questo complicato gioco di emozioni sono i disegni di Stephen Green, perfetto nel portare su pagina una galassia spettacolare e avventurosa, popolate di creature incredibili in cui Kaydin si muove a suo agio, con movenze fanciullesche, mentre per Gil questo cosmo sconfinato diventa teatro di un’odissea, fatta di scontri spietati e di angherie subite. Una visione speculare dello spazio che appassiona i lettori, grazie alla colorazione vivace di Rico Renzi, che crea una varietà cromatica spettacolare e accesa.

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Panini Comics sceglie di dare fiducia a Sea of Stars, presentando il primo arco narrativo in un volume cartonato che segue la tradizione della casa editrice, che presenta anche una gallery di copertine variant e omaggi di artisti del calibro di Mike Mignola e Dave Stewart. Quanto letto in questo primo volume di Sea of Stars ci lascia ben sperare per l’evoluzione di questa avventura spaziale.

Sea of Stars: Perduto dei cieli perduti


Sea of Stars è una storia avvincente che valorizza il tradizionale concept narrativo del rapporto padre-figlio adattandola al meglio all’interno della narrazione fantascientifica, tradendo una visione dell’avventura tradizionale, e collocandosi nella scia di Verne e Salgari. La scrittura di Aaron e Hallum è suggestiva e avvincente, coglie le giuste sfumature dei due protagonisti principali, Gil e Kadyn, dando vita a una dialettica duplice come un'eco dell’interiorità dei due.

Pro

  • Storia appassionante, dal gusto classico
  • Valorizzazione emotiva dei protagonista per sviluppata
  • Graficamente accattivante

Contro

  • Non pervenuti