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Snowpiercer 2: recensione del primo episodio

Il connubio che lega Netflix al mondo dei fumetti non sembra destinato a terminare molto presto. Iniziato ai tempi della prima serie dedicata Daredevil, questo rapporto si è inseguito consolidato attraverso altre serie, come The Umbrella Academy o Warrior Nun. Non di soli supereroi si è nutrita questa relazione, considerato come nel palinsesto del colosso dello streaming abbia trovato spazio anche una trama di tutt’altra natura, più cupa e decisamente umana, con in palio nientemeno che la sopravvivenza dell’umanità: Snowpiercer. Tratto dal graphic novel di Jacques Lob e Jean-Marc Rochette, Snowpiercer non è il primo tentativo di portare l’inquietante treno del futuro fuori dal contesto fumettistico, visto che il primato va riconosciuto all’omonimo film di Bong Jon Ho, datato 2013.

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La serie di Netflix ha puntato a una definizione differente rispetto a quella della pellicola cinematografica. Il più ampio respiro consentito dalla narrazione seriale, infatti, è uno strumento perfetto per poter affrontare con maggior attenzione e cura aspetti altrimenti sorvolati all’interno del contenuto minutaggio tipico del cinema. Snowpiercer ha dimostrato, con la sua prima stagione, di potersi concedere il lusso di ampliare l’aspetto emotivo dei personaggi, di valorizzare questa peculiare ambientazione andando a raccontare un preambolo agli eventi conosciuti all’interno dell’opera cartacea.

Snowpiercer, nessuno fermi il treno

Mutare alcuni aspetti, come una differente caratterizzazione della divisione sociale alla base del concept di Snowpiercer, erano felici intuizioni, che si sono però arenate per via di una lavorazione complessa, che ha visto diversi ripensamenti e ritardi nella produzione della serie. Aspetti che sono emersi, purtroppo, sotto forma di mancanze della prima stagione, che pur mostrando del potenziale non è riuscita a nascondere una sensazione di frettolosa definizione delle dinamiche sociali, che invece avrebbero dovuto essere il motore dell’intera trama.

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Snowpiercer è il nome di un treno mosso da un motore perpetuo, che viaggia ininterrottamente in una Terra futura, trasformata in una landa ghiacciata in cui è impossibile vivere. A bordo di questa arca costruita dalle Wilford Industries, sono sopravvissuti poco più di tremila persone, costrette a condividere lo spazio composto da 1001 carrozze. Una suddivisione decisamente iniqua, considerato che coloro che erano riusciti a comprare biglietti di prima classe, finanziando al costruzione del treno, vivono in una sorta di gabbia dorata, mentre i meno facoltosi e i disperati che erano saliti da clandestini a bordo sono relegati in fondo al treno, in una situazione di semi-schiavitù e totale indigenza.

Nella prima stagione della serie, questi presupposti divennero la scintilla che guidò i derelitti e gli oppressi di questa distopica sociale futura a insorgere per prendere il controllo dello Snowpiercer. Evento raccontato partendo da un’indagine di omicidio che scoperchia segreti e misteri che minano le basi stesse di questo mondo compresso e spietato. Un’evoluzione sociale che si muove pigramente, con sporadici colpi di scena, che grazie a un felice piazzamento all’interno della trama risollevano un tenore narrativo traballante. Il cliffhanger che chiude la prima stagione di Snowpiercer è il vero punto di svolta atteso per tutti gli episodi, che apre a nuovi scenari che potrebbero spingere la serie verso una nuova dimensione.

Motivo successivo per guardare la seconda stagione di Snowpiercer, dunque? Nonostante i difetti, la serie fantascientifica di Netflix aveva mostrato del potenziale, grazie a un’ottima caratterizzazione dei personaggi chiave, come Layton (Daveed Diggs) e Melanie (Jennifer Connelly), che diventavano i pilastri di una sottesa rivolta sociale che, molto lentamente, arrivava a un climax nel finale di stagione che ribaltava lo status quo ante da cui prendeva il via la trama di Snowpiercer.

Può un finale scoppiettante e promettente divenire un ottimo punto di partenza per una seconda stagione? Dipende da come le premesse vengono sviluppate, dimostrando che le mancanze della prima stagione siano state recepite e si sia corso ai ripari. L’ultima puntata della prima stagione , con la comparsa di un secondo treno, ha introdotto nuovi personaggi e riaperto vecchie ferite in seno alla comunità del treno, già piagata da dissidi interni e che con l’arrivo di nuovi personaggi potrebbero portare a rivelazioni drammatiche sul passato di uno dei personaggi più appassionanti della serie, Melanie.

Emerge il passato di Snowpiercer

E’ il personaggio di Jennifer Connelly, infatti, a esser la vera protagonista della prima puntata della seconda stagione di Snowpiercer. L’arrivo del secondo treno, considerata un’impossibilità da parte dei residenti dello Snowpiercer, ha un impatto diretto sulla vita della ex-capo Accoglienza, il cui passato diviene il punto di svolta della serie. Memori della prima stagione, gli showrunner con il primo episodio di questa nuova stagione sembrano aver appreso come imbastire un discorso più dinamico nelle relazioni personali, utilizzando come prima vittima proprio Melanie.

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La scelta di introdurre nientemeno che Wilford in persona, interpretato da Sean Bean, è un colpo di scena vincente, così come la presenza di Alex, la figlia di Melanie, che consente di dare una maggior connotazione agli eventi passati della vita di Melanie, aprendo alle motivazioni che hanno portato la donna a opporsi a quello che era il grande piano di Wilford, portando lo Snowpiercer in un viaggio totalmente diverso da quello per cui era stato costruito. Questa divergenza tra le intenzioni del creatore dello Snowpiercer e Melanie si presenta come il pilastro su cui la seconda serie di Snowpiercer si baserà apparentemente, e i presupposti del primo episodio sembrano muoversi in questa direzione.

La scelta di Netflix di trattare Snowpiercer come una serie a rilascio settimanale, con sommo dispiacere degli amanti del bingewatching, ci costringerà a dare fiducia alla seconda stagione di Snowpiercer con la massima calma. In un periodo in cui la fruizione di contenuti sembra improntata alla massima rapidità, la decisione di farci vivere con ritmi che paiono quasi perduti potrebbe rivelarsi il miglior modo per goderci questa visione inquietante dell’umanità futura.

Potete vedere Snowpiercer sottoscrivendo un abbonamento a Netflix