Cinema e Serie TV

So Cosa Hai Fatto, recensione in anteprima dei primi 4 episodi della serie teen horror

Morti, scene sanguinose, e un mistero enorme non tanto da scoprire quanto da mantenere al fianco dei protagonisti: questo è So Cosa Hai Fatto, la nuova serie tv firmata Amazon e Sony che troverete disponibile (con i primi 4 episodi) dal 15 ottobre, sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video. Gli episodi non sono un progetto completamente originale bensì si ispirano all’iconica pellicola horror anni ‘90 intitolata I know What You Did Last Summer, con protagonisti Jennifer Love Hewitt, Sarah Michell Gellar, Ryan Philippe, Freddie Prince Jr. e altri volti noti.

So cosa hai fatto

I volti di questa rivisitazione contemporanea invece sono i giovani Madison Iseman, Brianne Tju, Ezekiel Goodman, Ashley Moore e Sebastian Amoruso nel ruolo dei ragazzi la cui vita sarà stravolta da una sola, terribile e indimenticabile nottata. La trama è semplice, proprio come nella maggior parte dei teen drama e i teen horror a cui siamo abituati: un gruppo di ragazzi festeggia la fine del liceo ma non nel modo in cui tutti loro avrebbero immaginato. La serie è un prodotto semplice ma curato, capace di unire la matrice molto 90’s del cult con una fotografia, regia e trucco di scena molto più vicini a una serie contemporanea come Euphoria. Scopriamo insieme cosa ci ha convinto nei primi 4 episodi della serie che abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima.

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Caccia allo stalker: la trama e la narrazione, da vicino

La pellicola diretta da Jim Gillespie nel ’97 e la serie tv del 2021 hanno in comune un focus principale: la vita di un gruppo di adolescenti messi al limite e terrorizzati da un evento funesto a cui ne conseguiranno molti altri. Il compito di So Cosa Hai Fatto non era semplice: tenere testa a un cult del genere senza imitarlo passo passo e allo stesso tempo senza stravolgerlo non era proprio alla portata di tutti; eppure possiamo dire che in queste prime 4 puntate, ovvero la prima metà o il “primo tempo” della narrazione, hanno saputo dimostrare che il progetto di fondo è stato pensato con attenzione, con l’intento di dare una propria identità alla serie ed evitare di fare una “scopiazzatura” in piena regola.

Ma vediamo in maniera minuziosa, e assolutamente priva di spoiler, chi sono i protagonisti e cosa ci vuole raccontare So Cosa Hai Fatto, che uscirà in prossimità di Halloween con la prima parte delle puntate per poi spaventarci ulteriormente con un episodio a settimana fino al 12 novembre. Sei ragazzi festeggiano la sera del loro diploma in un’enorme villa all’insegna della droga, del sesso e dei segreti rivelati in balia dell’enfasi. Di sereno e spensierato c’è ben poco: ognuno ha i propri dilemmi, le proprie decisioni da attuare; sulla fine della prima puntata, ovvero al culmine dell’insoddisfazione dei personaggi, giunte un evento funesto, che traumatizzerà irrimediabilmente le loro vite. Da quella lunga notte si passerà direttamente a un anno dopo, quando il segreto sarà maturato dentro la mente di ognuno dei protagonisti, ma non solo.

So cosa hai fatto

Pensavano di essere soli, di essere riusciti a ingannare il mondo che li circondava e invece il passato ritorna bussando alla porta come il fantasma del Natale passato. Qualcuno sa quello che loro hanno tentato di seppellire con tanto timore e rimorso e, per qualche assurdo motivo, è pronto a rovinare loro la vita affinché tutti sappiano ciò che hanno coperto clandestinamente, mentendo a se stessi e agli altri. Questa è la storia di base, in grado di prestarsi facilmente a una narrazione molto teen e allo stesso tempo interessante anche per un target leggermente più maturo. Effettivamente si lasciano apprezzare quei tocchi leggermente più maturi nel prodotto, pur riconoscendo i limiti di un linguaggio diretto principalmente agli adolescenti.

Una serie teen che si impegna, per davvero

Questa voglia di creare un titolo pensato per i giovani, ma non del tutto superficiale, si manifesta con i continui tentativi di farci entrare nella mente dei personaggi principali; il che si nota in particolare modo con Lennon e Allison ovvero le due sorelle gemelle opposte, unite da un rapporto tossico e molto complicato da gestire o anche solo da vedere su schermo. Sembra che finalmente le grandi aziende abbiamo cominciato a comprendere che ideare delle opere cinematografiche o seriali per i ragazzi non significhi necessariamente puntare sul sesso o su stereotipi perpetrati in maniera fastidiosa e poco credibile già da anni. Finalmente si cerca di dare un minimo di spessore non solo alla regia e alla fotografia ma anche alle singole rappresentazioni e alla caratterizzazione.

In questi quattro episodi la componente della scrittura dei personaggi gioca un ruolo fondamentale e ci permette di comprendere molto meglio i drammi che i ragazzi stanno vivendo. La violenza, il sangue, la vera e propria componente horror, con tanto di stalker, ci sono ma non vengono buttati a caso nel corso degli episodi, al limite del gore o soprattutto al limite del credibile. Siamo rimasti piacevolmente impressionati dal fatto che la psiche e i traumi dei 6 ragazzi venga messa al pari della feature narrativa carica di terrore, di jumpscare e plot twist.

So cosa hai fatto

E vi stupiremo dicendovi che la dose di horror in So cosa hai fatto non è per nulla trascurabile: è riuscita. a farci trasalire sulla sedia più di una volta, usufruendo di semplici “scene a tradimento” – con sangue e arti mozzati – ma anche di un montaggio alternato in grado di creare la suspance giusta prima di darci la mazzata (o meglio coltellata) finale. Senza dubbio, il prodotto tende a stratificare il livello di macabro, passo dopo passo: ci ha molto incuriositi, al punto tale che essendo giunti a metà storia non aspettiamo altro che poter scoprire tutte le carte nascoste dallo stalker (e non solo).

Nell’insieme? Un interessante reboot

In conclusione, So Cosa Hai Fatto ci ha convinto durante questo “primo tempo”: ritmi mediamente scanditi, leggermente più lenti e melensi nella fase dei dialoghi con gli adulti, una fotografia molto curata e affascinante da vedere sul proprio schermo, un racconto rivisitato non nel contenuto ma nel condimento e indubbiamente una serie horror che potrà intrattenervi sul divano della vostra camera da pranzo. La serie di Amazon Prime Video è un’opera medio-alta adatta a una serata da brivido, senza dovervi impegnare più di tanto a seguire la trama ma, dall’altro lato, anche in grado di mantenere la vostra attenzione alta, senza farvi annoiare inutilmente davanti alla televisione o allo schermo di turno. Attendiamo con piacere di poter osservare il resto delle puntate dato che siamo arrivati a un punto cruciale e molto macabro. Ci riaggiorneremo con la seconda metà della recensione, in arrivo con la fine della stagione e pronti a trarre effettive conclusioni a “viaggio” terminato.