Cinema e Serie TV

Space Sweepers, recensione: quale destino per il mondo?

Con l’offerta di film e serie tv coreane in aumento su Netflix, era lecito aspettarsi una nuova tornata di opere che potessero confermare la buona direzione che alcune produzioni hanno dimostrato di saper intraprendere. Sebbene la larga maggioranza di esse rimangano piuttosto trascurabili, come Sweet Home e diversi altri contenuti ancora distanti dalla qualità media offerta dal mercato moderno, qualcosa inizia ad andare per il verso giusto. Uscito il 5 febbraio, Space Sweepers in tal senso si propone come un’opera fantascientifica capace di mostrare cosa il cinema coreano riesce a fare con budget più alti, abbracciando una direzione registica che possa spingere verso la concezione della science-fiction moderna, con un occhio rivolto a un pubblico di giovani. Potrà questa formula riuscire a funzionare o si tratta di un film con pochi spunti interessanti?

Space Sweepers

Space Sweepers, il mondo che ci attende

In Space Sweepers siamo nel 2092: le foreste svaniscono e i deserti si espandono a perdita d’occhio; il sole debole e il suolo acido fanno scomparire progressivamente le piante e restano ormai poche opportunità per resistere. In fuga dalla Terra, la mega corporazione chiamata UTS costruisce una casa orbitante per ciò che resta dell’umanità. Tuttavia, solo pochi eletti possono permettersi di ricominciare altrove. Quell’altrove si chiama Marte, pianeta dove, tramite un progetto avveniristico, la compagnia è riuscita a creare un primo surrogato di vita botanica con nanoparticelle, offrendo una nuova speranza per l’umanità. In un contesto dove disperazione e incertezze dominano le vite degli uomini, un manipolo di faccendieri spaziali si sono organizzati diversamente e agiscono come cani sciolti.

Tra contrattazioni talvolta poco chiare e caos senza regole, lo sgangherato equipaggio di una nave spaziale riesce a trovare la sua dimensione, specializzandosi nella raccolta di rifiuti spaziali da rivendere per ottenere buone cifre di denaro. Sulla Terra i tre personaggi (a cui si è unito un robot) erano dei veri e propri reietti, ma la seconda rivoluzione spaziale ha concesso loro una seconda possibilità per redimersi. Nel frattempo, il capo della UTS Sullivan gioca a fare Dio, chiamando quel nuovo luogo Eden, un paradiso extraterrestre a cui è possibile accedere solo attraverso le giuste garanzie finanziarie.

Gli equilibri sono rapidamente destinati a cambiare quando si diffonde ovunque la notizia dello smarrimento di quella che agli occhi di tutti può sembrare solo una bambina tristemente caduta in disgrazia. In realtà, diversamente da quanto prospettato, quella bambina è in realtà un androide con innesti di pelle, semplicemente indistinguibile dagli esseri umani nel suo aspetto dolce e aggraziato. La sua funzione ultima è però quella di essere un insospettabile contenitore, perché al suo interno, a quanto pare, nasconde una bomba in grado di spazzare via tre miliardi di persone in un solo attimo.

Destino vuole che durante una delle peregrinazioni dell’equipaggio, tra detriti e rifiuti, si trovi proprio la bambina smarrita, che viene portata con una certa reticenza a bordo della nave. Cosa succede quando la notizia del ritrovamento si diffonde e arrivano delle faraoniche offerte per averla? L’equipaggio si farà davvero sedurre dal denaro, non curandosi delle potenziali conseguenze catastrofiche?

Il destino del mondo in pericolo

Il film di Jo Sung-Hee si apre dopo la prima parte a diverse tematiche di carattere morale, pur mantenendo per tutta la sua durata un tono scanzonato e leggero, decisamente poco impegnato. Sebbene Space Sweepers tenti di approfondire il passato dei membri dell’equipaggio, riuscendoci solo in minima parte, è certamente su Tae-Ho (Song Joong-ki) che si nota una maggiore concentrazione. E non potrebbe essere altrimenti, visto come il film faccia a più riprese una panoramica sul suo passato sulla Terra e su come certe decisioni influiranno sul destino ultimo dell’umanità e su quello della ragazzina vista come un’arma di distruzione di massa. Ma è davvero solo questo o anche la bambina ha un suo passato oscuro da svelare? Ma soprattutto, perché sembra entrare in risonanza con le forme di vita in decadenza, riuscendo finanche a rivitalizzarle?

Sono misteri che Space Sweepers racconta con dovizia di particolari, aprendosi a un dramma inaspettato mentre mostra in maniera più timida le nuove derive dell’umanità. Mancano infatti dei passaggi fondamentali sulle reali motivazioni di certi personaggi dall’inclinazione malvagia, non c’è un’adeguata introspezione che faccia capire da quali sentimenti siano mossi ed è persino assente un buon senso del ritmo Il che è piuttosto paradossale se si pensa che Space Sweepers è un film esageratamente prolisso, che dura quasi due ore e mezza senza che se ne senta davvero il bisogno. C’era insomma tutto il tempo per tratteggiare i personaggi con maggiore attenzione, ma si è preferito diluire enormemente i tempi con una sequela di scene poco necessarie e persino inutili nell’economia della pellicola.

Space Sweepers cade dunque nel tranello di diverse produzioni incapaci di valutare il peso della lunghezza del film in relazione alla densità dei contenuti. Quando poi si rivelano tutti i cliché su cui il film si basa, proponendo nient’altro che una scialba riproposizione di temi già viste altrove, e con l’aggravante di non mostrare alcun guizzo narrativo, ecco che l’intera struttura viene meno. Cade così anche l’ultimo sostegno in grado di tenere viva la curiosità per gli esiti finali, che in ultima battuta si rivelano scontati e facilmente prevedibili. Sebbene un paio di idee siano da salvare, soprattutto quando Space Sweepers si gioca la carta dei temi ambientalisti, risulta difficile esaltarsi per gran parte del tempo.

Analisi tecnica

Nonostante la valutazione del comparto tecnico sia generalmente positiva, dunque, ci sono momenti in cui il film fatica a rendere credibili alcune parti, davvero surreali e assurde. Va decisamente meglio con le scene d’azione degli scontri corpo a corpo, col montaggio che si fa più serrato e le inquadrature che riescono a dare il giusto impatto visivo senza perdersi in esagerazioni. Le scene in rapida successione sono utili a conferire veridicità alla velocità dei colpi inferti e subiti, mentre quelle che non funzionano sono eccessivamente espanse e caricaturali.

Molto buona infine la caratterizzazione del mondo in cui Space Sweepers è ambientato: uno squarcio di futuro che si spinge con grande forza verso i territori del cyberpunk, con le onnipervadenti luci al neon, i distretti dove coesistono umani e androidi e le istantanee delle nuove cittadine che si sono adattate a una nuova vita.

Space Sweepers è certamente di un altro livello rispetto alle ultime produzioni coreane apparse su Netflix, soprattutto quelle horror. Considerando che si tratta a tutti gli effetti di un teen movie a tema spaziale e con una discreta quantità di scene d’azione, era lecito aspettarsi una prova convincente dal punto di vista dell’effettistica. Ebbene, ci sono dei passi in avanti facilitati dal budget più elevato, ma la computer grafica non sempre risulta essere a fuoco. L’uso che Space Sweepers ne fa è davvero massiccio, motivo per cui è un peccato notare come ancora si percepiscano alcune “scollature” e dei distacchi visivi tra gli attori e le scenografie.

Se volete approfondire alcuni dei temi trattati nel film e addentrarvi maggiormente nella fantascienza a cui in parte si ispira il film, vi consigliamo di acquistare questo volume che comprende i lavori dei padri del cyberpunk.