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21 giugno 2004: SpaceShipOne è la prima astronave privata

La fantascienza ha da sempre stimolato la fantasia e la curiosità del genere umano con affascinanti storie di incontri con civiltà aliene e di viaggi interstellari. Da quando, poi, gli astronauti hanno intrapreso i primi viaggi spaziali alla scoperta dell’universo al di là del nostro pianeta azzurro, l’interesse verso l’esplorazione dello spazio è cresciuto di pari passo con le scoperte astronomiche più entusiasmanti.

Fantascienza, sviluppo tecnologico, viaggi spaziali degli astronauti e un bel po’ di ambizione hanno suscitato in moltissime persone il desiderio di esplorare il freddo, misterioso e silenzioso spazio al di là della nostra atmosfera. L’ambizione è stata il carburante che, esattamente 17 anni fa, il 21 giugno 2004, ha dato vita al progetto SpaceShipOne, il primo spazioplano sperimentale realizzato unicamente con fondi privati.

La realizzazione dello SpaceShipOne ebbe un’eco in tutto il mondo e in ogni ambito, ispirando anche il titolo dell’album solista pubblicato nel 2005 da Paul Gilbert, celebre e ipertecnico chitarrista di band come Mr. Big e Racer X. Un richiamo ai viaggi spaziali è presente anche nella copertina dell’album Space Ship One, che trovate qui su Amazon, in cui possiamo vedere Paul Gilbert indossare una tuta spaziale da astronauta:

Space Ship One Paul Gilbert

SpaceShipOne: chi lo ha progettato?

La paternità dello SpaceShipOne e di tantissimi altri progetti è da attribuire a Burt Rutan, ingegnere nato in Oregon che ha sempre amato la sperimentazione e la ricerca.

Burt Rutan

Rutan ha realizzato diversi aeromobili leggeri, efficienti, resistenti e dal design inusuale. Qui in basso, potete ammirare il Rutan VariViggen, un aeromobile progettato da Burt Rutan nel 1972:

Variviggen

Dal 1965 al 1972 lavorò per l’aeronautica militare, e nel 1974 fondò la sua prima azienda aerospaziale, la Rutan Aircraft Factory; inoltre, nel corso degli anni è stato fondatore e co-fondatore di diverse altre compagnie private impegnate nella ricerca, nella progettazione e nella realizzazione di aeromobili: nel 1982 fondò la Scaled Composites, azienda in seno alla quale è nato il desiderio di percorrere il giro del mondo senza fermate a bordo di un velivolo.

Questo ambizioso progetto è divenuto realtà nel 1986, grazie alla creazione del Rutan Voyager, per il quale Rutan raggiunse già la fama anche al di fuori del proprio campo di lavoro, grazie all’unicità e all’ambizione con cui è stato realizzato: si tratta infatti del primo aeroplano che ha completato il giro del mondo in 9 giorni e senza fermarsi mai, né per eventuali scali, né per il rifornimento di carburante. Ora, il Rutan Voyager è conservato ed esposto presso il National Air and Space Museum di Washington.

Rutan Voyager

Infine, il progetto che ha riportato definitivamente alla ribalta il nome di Burt Rutan è stato lo SpaceShipOne.

SpaceShipOne: nascita del primo veicolo spaziale privato

Lo SpaceShipOne è stato reato grazie alla Mojave Aerospace Ventures, nata dalla collaborazione fra Burt Rutan e Paul Allen, imprenditore e magnate noto principalmente per aver dato vita, insieme al suo amico d’infanzia Bill Gates, alla Microsoft. A bordo del velivolo c’è posto per tre persone in totale, incluso il pilota.

Lo SpaceShipOne è stato registrato presso l’Amministrazione Federale dell’Aviazione (Federal Aviation Administration, nota anche con l’acronimo FAA) come aliante, poiché per la maggior parte del tempo in cui era in volo ciò era possibile senza utilizzare alcun tipo di spinta da parte del motore.

Il 21 giugno 2004 non ci fu però il primo volo in assoluto dello SpaceShip One. Il primo volo per testare il mezzo ebbe luogo il il 20 maggio 2003 e al suo interno non era presente l’equipaggio. Dal 7 agosto 2003 presero il via altri voli atti a testare l’efficacia e la stabilità dello SpaceShip One.

Il 1 aprile del 2004 fu un altro giorno storico: in questa data, infatti, la Scaled Composites di Burt Rutan ottenne una licenza grazie alla quale lo SpaceShipOne si è guadagnato il consenso per poter effettuare per un anno voli sub-orbitali con un equipaggio di piloti al suo interno. Proprio grazie all’ottenimento di questa licenza fu possibile per lo SpaceShipOne effettuare il suo primo volo spaziale pilotato, ma non si tratta solo di questo: fu la prima volta in assoluto in cui un volo spaziale è stato realizzato da un mezzo costruito impiegando unicamente fondi privati.

L’aeronave ha raggiunto anche diversi altri obiettivi: è stata la prima realizzata con investimenti unicamente privati a raggiungere e a superare i 100 km di altitudine e le velocità Mach 2 e Mach 3.

I voli effettuati dallo SpaceShipOne sono stati numerati partire da quello non pilotato del 20 maggio 2003 e, da allora, in tutto ne sono stati effettuati 17, l’ultimo dei quali è del 4 ottobre 2004, giorno in cui raggiunse anche la sua velocità massima, Mach 3,09, e l’altitudine maggiore, 112 km.

Il velivolo sperimentale non è però stato realizzato unicamente per dimostrare che era possibile farlo con denaro proveniente unicamente da finanziamenti privati: ora, l’obiettivo è quello di portare anche le persone comuni in viaggio fra le stelle.

SpaceShipTwo e SpaceShipThree: l’ambizione del turismo spaziale

Il grandie successo del progetto SpaceShipOne ha portato a progetti sempre più ambiziosi, come lo SpaceShipTwo e lo SpaceShipThree.

Lo SpaceShipTwo è uno spazioplano sub-orbitale sperimentale che viaggia grazie a un motore a razzo di tipo ibrido, come il suo predecessore, lo SpaceShipOne. Questa volta, il progetto è stato realizzato in seno alla The Spaceship Company, una joint venture nata dall’unione della Scale Composites di Burt Rutan e il Virgin Group di Richard Branson.

SpaceShipTwo

Il suo primo volo è stato effettuato il 10 ottobre 2010 e al momento è ancora in fase sperimentale. Da allora ci sono stati diversi voli di prova, ma il 31 ottobre 2014 ci fu l’incidente più grave, in cui uno dei due piloti perse la vita a causa di un cedimento nella struttura del mezzo.

Questo particolare velivolo, nato basandone la progettazione proprio sullo SpaceShipOne, è stato pensato e costruito per il turismo spaziale, la nuova frontiera del divertimento per le persone più abbienti (i voli iniziali avranno un costo che, di certo, non sarà alla portata di tutti!).

Richard Branson ha inoltre fondato la Virgin Galactic, una sorta di agenzia di viaggi nata proprio per la promozione e la realizzazione di viaggi spaziali per i futuri turisti interessati. Proprio la Virgin Galactic ha ordinato cinque velivoli, di cui ne sono stati creati due: il Virgin Space Ship (VSS) Enterprise e il VSS Voyager, i cui nomi fanno riferimento a quella che, molto probabilmente, è la serie televisiva ad ambientazione fantascientifica più conosciuta e amata di sempre: Star Trek. Va però specificato che solo il VSS Enterprise ha effettivamente compiuto dei voli planati, mentre il VSS Voyager non è ancora stato testato in volo.

Ma i progetti della Virgin Galactic mirati a rendere il turismo spaziale una realtà effettiva non finiscono con lo SpaceShipTwo! Esiste infatti già il progetto per lo SpaceShip III, annunciato il 30 marzo di quest’anno. Il primissimo modello realizzato è denominato VSS Imagine.

VSS Imagine

Siamo sempre più vicini a vedere il turismo spaziale non solo come materia per opere di fantascienza, ma anche come fenomeno assolutamente reale, anche se, di certo, indirizzato a un ristretto pubblico di individui abbastanza abbienti da potersi permettere un breve viaggio fra le stelle. E se tutto questo si sta per concretizzare, gran parte del merito va a Burt Rutan e al suo SpaceShipOne.