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Spider-Man: No Way Home, perchè dimentichiamo One Moment in Time?

L’atteso trailer di Spider-Man: No Way Home ha, come da tradizione, spinto i Marvel fan a identificare quale fosse la storia del lungo passato editoriale del Tessiragnatele ad avere ispirato il nuovo capitolo cinematografico dell’Uomo Ragno. Dai dettagli emersi dal trailer, sappiamo che l’elemento scatenante è la rivelazione che sotto la maschera di Spider-Man si nasconde l’adolescente Peter Parker, vista nel finale di Spider-Man: Far from Home.

Evento sconvolgente, per un supereroe, che nella dimensione fumettistica del Marvel Universe era divenuta una precisa scelta di Parker, che si era mostrato al mondo nella sua vera identità durante Civil War, maxi evento che divise i metaumani marveliani in merito all’Atto di Registrazione e che era l’ispirazione di Captain America: Civil War. Sulla scia di quanto visto nel trailer di Spider-Man: No Way Home, in molti hanno identificato nel rituale officiato da Strange un richiamo a una delle più odiate storie dell’Arrampicamuri, One More Day. Ma è davvero questa l’unica ispirazione del terzo film di Spidey ambientato nel Marvel Cinematic Universe? Ovviamente no, sarebbe troppo semplice, e le scene del trailer dimostrano come siano un’altra la storia a cui si sono ispirati gli sceneggiatori: One Moment in Time.

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Seguito di One More Day, One Moment in Time (2010) è firmata da Joe Quesada, ed è il seguito spirituale della tanto odiata One More Day. Sul perché One More Day sia stata accolta con sfavore dai lettori, se ne è parlato qui, ma va confessato che nemmeno Michael J. Straczynski, autore dell’idea della storia, si disse particolarmente soddisfatto, come disse lui stesso in tempi successivi:

“Ci son diversi aspetti su cui non concordo, e lo avevo fatto presente a chiunque fosse a distanza di urla dalla Marvel, specialmente a Joe Quesada. Arrivammo a un momento dove mi ero deciso, e avevo comunicato a Joe che avrei tolto il mio nome dagli ultimi due numeri dell’arco di One More Day. Alla fine, Joe mi convinse altrimenti entro la fine della giornata, anche perché non volevo sabotare Joe e la Marvel, ho troppo rispetto per entrambi”

ATTENZIONE: quanto segue potrebbe contenere spoiler su Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home e le influenze di One Moment in Time

In effetti, One More Day aveva stravolto la vita di Peter Parker, sulla scia degli eventi di Civil War e Back in black, altra storia che ha suggerito qualche idea a Spider-Man: No Way Home. La rivelazione dell’identità segreta di Spidey ha messo a rischio la vita di suoi cari, soprattutto zia May, che durante uno scontro a fuoco rimane gravemente ferita e rischia la vita. Roso dai sensi di colpa, quando viene avvicinato dal demone Mefisto, Peter scelgie di sacrificare il proprio matrimonio con Mary Jane pur di salvare l’amata zia, elemento che non era gradito da Straczynski ma che per Quesada, che considerava Il Matrimonio (1987) di Michelinie e Romita Sr. una storia nata come dictat editoriale di Shooter, era un elemento essenziale. Da questo patto demoniaco, il mondo di Spider-Man cambiò radicalmente, motivando anche la scarsa accoglienza da parte dei fan.

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Considerato che come conseguenza di questo patto faustiano il mondo si dimenticò la vera identità di Spider-Man, è comprensibile che in molti abbiano visto in One More Day la scintilla vitale di Spider-Man: No Way Home. Sensazione acuita dalla presenza di Mefisto, che sin dall’uscita di WandaVision viene ripetutamente chiamato in causa, anche se, allo stato attuale, sembra essere abbastanza difficile vederlo in azione. Certo, l’occhiolino con cui Strange tranquillizza Peter sull’esecuzione del rituale nel trailer ricorda quello di Agatha Harkness, la strega villain di WandaVision, presenza che si richiama a poteri magici malvagi che lascia comunque aperta la porta per un eventuale apparizione di Mefisto e che già sappiamo rivedremo nel Marvel Cinematic Universe. D’altronde, con il Marvel Cinematic Universe siamo abituati a grandi rivelazioni, ma le scene del rituale eseguito da Strange mostrate dal trailer portano a vedere in One Moment in Time una maggior influenza.

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Nella storia del 2010, infatti, Quesada immagina che dopo gli eventi di One More Day, Peter e Mary Jane riescano a recuperare il loro rapporto, ma una serie di tragici eventi, nuovamente orditi da Mefisto, porta a Peter a comprendere come la sua identità segreta, divenuta nota ad alcuni suoi avversari, sia un pericolo per i suoi cari. Una consapevolezza che, dopo che Mary Jane rimane ferita duranto uno scontro con un criminale ingaggiato da Kingpin per colpire la famiglia di Parker, lo spinge a chiedere aiuto al Dottor Strange, il quale accetta di intessere un incantesimo per curare Mary Jane e , dopo essersi consultato Iron Man e Reed Richards, colpevoli a suo avviso di aver spinto Peter a svelare il suo segreto al mondo in Civil War, decide di accontentare Parker quando questi gli chiede di creare una magia che gli ridoni l’anonimato, eseguendo un rituale che faccia dimenticare al mondo, compresi i presenti, l’identità segreta di Spider-Man.

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E’ questo il rituale a cui assistiamo nel trailer di Spider-Man: No Way Home. A creare ulteriore sintonia con quanto raccontato in One Moment in Time, abbiamo anche la volontà di Peter di far sì che almeno Mary Jane ricordi la verità, portandola all’ultimo momento all’interno del cerchio magico di protezione dall’incantesimo di Strange. Una decisone da cui lo Stregone Supremo aveva messo in guardia Peter, spiegandogli che un simile gesto avrebbe potuto causare spaventose conseguenze, ma che l’Arrampicamuri sceglie di rischiare, vedendo in seguito infrangersi le proprie speranze quanto Mary Jane manifesta una reazione inconcepibile per Parker.

Incantesimi e rimpianti

Ripensando al dialogo tra Peter e Strange durante il rituale visto nel trailer, sembra evidente che sia questo il momento della storia editoriale di Spider-Man ad essere trasposto in Spider-Man: No Way Home. Si può osservare come One More Day e One Moment in Time siano, in effetti, due storie profondamente interconnesse, ma citare solo la prima senza vedere in One Moment in Time la fonte narrativa dell’incantesimo di Strange sembra ingiusto, incompleto. Non è detto che in Spider-Man: No Way Home vedremo altri elementi centrali in One Moment in Time, considerata anche la presenza di nemici di un certo spessore evidenziati in modo più o meno palese nel trailer, ma l’incantesimo di Strange è, a tutti gli effetti, l’elemento più importante di quella storia.

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Rimane da vedere se in Spider-Man: No Way Home avremo modo di vedere anche l’evolversi del rapporto tra Mary Jane e Peter, sbocciato in Spider-Man: Far From Home, secondo le dinamiche di due adolescenti, costretti ad affrontare un mondo ostile nei confronti dell’alter ego supereroico di Parker. Per scoprirlo, dobbiamo pazientare sino a dicembre.