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Stereotipi di genere: il punto nel Regno Unito

Abbiamo affrontato diverse volte la questione di genere nel mondo del giocattolo. Riteniamo che la discussione sugli stereotipi di genere e la cattiva rappresentazione sia un argomento attuale sul quale valga la pena spendere del tempo.

Stereotipi di genere: il punto in UK

Dopo aver parlato della situazione in Francia, dello statuto redatto dalle associazioni del giocattolo e dal governo francese, in questa news faremo il punto sulla situazione nel Regno Unito, grazie ad un articolo apparso sulla rivista di settore ToyNews. L’articolo è scritto da Robert Hutchins e può essere letto per intero, in inglese, a questo link.
Hutchins prende sotto esame la discussione globale delle questioni di genere, ponendo l’attenzione sulla situazione del mercato britannico, facendo partire la sua analisi dal lancio della linea Creatable World di Mattel (link Amazon).
Dopo una sessantina di anni in cui Barbie ha dominato il mercato delle bambole alla moda, portandosi dietro un bagaglio di controversie proporzionale al proprio successo, Mattel ha preso una posizione netta nella questione di genere (o genderizzazione) lanciando Creatable World, la sua linea di bambole interamente personalizzabili.

Stereotipi di genere: il punto in UK

Creatable World incoraggia i bambini a creare i propri personaggi tramite una combinazione di accessori, abiti e parrucche, con lo scopo di eliminare gli stereotipi di genere. La questione di genere è infatti uno degli argomenti di discussione più attuali. Quando Mattel ha rivelato la linea di bambole, diversi media hanno definito la multinazionale del giocattolo araldo del cambiamento nel mondo del gioco e del giocattolo, uno dei settori più conservatori nei riguardi delle politiche di genere.

Per Mattel i giocattoli devono avere un ruolo di facilitatore culturale, celebrando l’impatto positivo dell’inclusione e per questo c’è stato il desiderio di progredire verso la creazione di una linea di giocattoli senza etichette, che permettesse ai bambini e alle bambine la piena libertà di espressione.
Occorre puntualizzare che Mattel non è la prima azienda che si occupa della sensibilizzazione verso la genderizzazione nel giocattolo, esistono moltissimi piccoli produttori che da tempo applicano un approccio etico all’argomento, tuttavia Mattel è tra le prime multinazionali ad affrontare così apertamente questo argomento.

Stereotipi di genere: il punto in UK

Tra le varie organizzazioni che hanno accolto con favore la presa di posizione di Mattel troviamo anche Let Toys Be Who, un gruppo che ha fatto dell’attivismo contro gli stereotipi di genere, per una migliore rappresentazione nel mercato del giocattolo, uno dei suoi cavalli di battaglia.
Let Toys Be Who si è fatta carico, fin dalla sua nascita nel 2013 in UK, di portare all’attenzione collettiva le questioni di genere nel mondo del giocattolo. In principio la loro era una voce ininfluente, sommersa dalle stringenti regole di marketing, ma con il passare del tempo e con la crescente presa di coscienza e consapevolezza riguardo questo argomento, il messaggio veicolato da Let Toys Be Who è diventato materia di discussione generale.

Nonostante però l’impegno di Mattel nel partecipare alla discussione sulla genderizzazione c’è ancora molto da fare, con l’impegno costante di tutte le realtà coinvolte, per evitare che questo argomento perda di rilevanza nel prossimo futuro.
In pochi anni gli attivisti dei vari gruppi di sensibilizzazione sono riusciti a cambiare alcuni aspetti di questo mercato. In UK per esempio i negozianti si sono dimostrati aperti al cambiamento, decidendo di modificare la segnaletica all’interno dei loro punti vendita, tuttavia alcuni settori del mercato, come ad esempio i cataloghi, risultano ancora legati alla categorizzazione di genere e all’utilizzo di colori come il rosa e il blu per definire le varie tipologie di giocattolo.

Potete dare un’occhiata alla linea Creatable World di Mattel a questo link di Amazon.