Giochi in scatola

Storie Nere, la recensione: altro che elementare, Watson!


Storie Nere
Autore
Holger Bösch
Editore
Raven Distribution
N° Giocatori
2-100
Età consigliata
14
Durata Media
variabile

Storie Nere, dell’autore tedesco Holger Bösch, edito in Italia da Raven Distribution, è una collezione di 50 storie macabre e misteriose che 2+ giocatori saranno chiamati a risolvere in maniera collaborativa. Uno dei giocatori partecipanti conoscerà la soluzione – spesso complicata – al caso misterioso proposto dal gioco e sarà chiamato a fornire risposte alle domande che gli verranno poste dagli altri giocatori, che avranno il compito di ricostruire l’accaduto.

Composto da sole 50 carte e con un regolamento pressoché inesistente, Storie Nere si gioca semplicemente dialogando e può essere intavolato da giocatori di qualsiasi esperienza,  purché abbiano voglia di lambiccarsi il cervello con dei misteri alla Sherlock Holmes e non abbiano problemi ad affrontare “50 storie nere, 31 crimini, 49 cadaveri, 11 assassini, 12 suicidi ed un pasto letale“. È ideale per animare lunghi viaggi in auto, in autobus o in treno, oppure serate tra amici, come alternativa ad altri giochi da salotto come 20 Questions, 6 Gradi di Kevin Bacon, sciarade o i classici indovinelli.

Questo è un caso per l’Ispettore Bracco!

Un uomo abita al 10° piano di un palazzo. Tutte le mattine prende l'ascensore per scendere al piano terra ed uscire a fare la spesa. Al suo rientro, nei giorni in cui non piove, riprende l'ascensore fino al 7° piano e poi sale per 3 piani a piedi fino al suo appartamento, pur odiando camminare. Perché? (La soluzione è al termine dell'articolo).

In ognuna delle 50 carte contenute nella scatola di Storie Nere viene raccontato un caso misterioso. Un giocatore a scelta, il Giudice, deve leggere agli altri giocatori la descrizione della situazione o della scena del crimine e poi leggere privatamente il retro della carta per conoscere la soluzione del caso, per poi rispondere alle domande degli altri giocatori, indirizzandoli verso la risoluzione del caso.

Le risposte devono essere semplicemente “” o “No“, ma il Giudice deve anche correggere la direzione dei propri investigatori quando le domande non sono pertinenti. Normalmente bastano 4 o 5 domande per poter avere un’idea della soluzione della maggior parte dei casi, ma in alcuni dei casi più arzigogolati, se i giocatori brancolano nel buio, il Giudice potrebbe dover farsi scappare qualche suggerimento meno criptico per portarli sulla strada giusta.

Il ruolo del Giudice è forse quello più divertente perché permette di osservare da fuori le strane ipotesi avanzate dai giocatori, per cui conviene farlo impersonare a turno così che tutti i giocatori possano provare ad interpretarlo.

Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità

Il principio del rasoio di Occam afferma che “a parità di fattori, la soluzione più semplice tende ad essere quella esatta“. In Storie Nere questo principio non è valido, ed anzi le soluzioni tendono ad essere complicate e poco intuitive.

A differenza dei classici indovinelli, in cui tutta l’informazione necessaria a risolverli è contenuta nell’indovinello stesso, i casi di Storie Nere sono disegnati per non essere risolvibili senza dover chiedere qualche indizio e richiedono una buona dose di pensiero laterale ed un po’ di fantasia.

Non c’è un limite al numero di indizi che possono essere chiesti al Giudice e la soluzione può essere data in qualsiasi momento. Il regolamento non specifica neanche un ordine di gioco, ma se i giocatori sono tanti, conviene creare un ordine artificiale, concedendo una domanda a testa oppure permettendo ai giocatori di dividersi in gruppi per teorie. Senza questa accortezza, c’è il rischio che la partita diventi caotica, con domande e teorie che si accavallano tra di loro.

Il giocatore che decide di dare la soluzione deve essere il più dettagliato possibile. Se la soluzione sarà corretta – a descrizione del Giudice – diventerà il nuovo Giudice per la gestione della carta successiva.

Spesso e volentieri le spiegazioni dei giocatori si avvicinano alla soluzione descritta sulla carta, ma in alcuni Casi la spiegazione è talmente esotica e particolare da sembrare un po’ forzata.

Ho vinto qualche cosa?

Il regolamento di Storie Nere è molto stringato: a parte la regola sulla forma delle domande e delle risposte, non c’è alcuna regola che stabilisce la durata della partita, un metodo per calcolare un punteggio o delle condizioni di vittoria o sconfitta. In questo senso Storie Nere si colloca al confine della definizione di gioco, tra un gioco da salotto e un esercizio per allenare il pensiero laterale.

Storie Nere da il meglio di sé come strumento per animare raduni conviviali, visto anche che non è necessario neanche un tavolo e può essere giocato persino durante una cena, in coda per comprare i biglietti del cinema o in un autobus per passare il tempo durante un lungo viaggio.

Scalabilità e Longevità

L’enigmistica e gli indovinelli sono spesso giochi che si possono fare da soli. Storie Nere invece non rende come solitario: come già scritto, senza indizi alcuni casi hanno un intreccio impossibile da scoprire.

Il gioco funziona da 2 giocatori in su. L’esperienza suggerisce che l’ideale è 5-6 giocatori, con un massimo di 8-10, numero sufficiente per avere discussioni interessanti, ma non troppo alto da lasciare giocatori in disparte o rendere confusa la discussione.

Per quanto riguarda la longevità, la valutazione dipende dall’uso del gioco: se si usa come party game, con gruppi diversi di amici, proponendo tre o quattro casi per animare una serata, il gioco rimarrà valido per molto tempo, anche quando il proprietario del gioco conosce ormai tutti i Casi; utilizzato invece con un gruppo fisso di amici, bruciando decine di enigmi alla volta, allora il gioco si esaurirà presto.

Fortunatamente per aggiungere nuovi casi esistono decine di espansioni ambientate in vari mondi, dal cinema alle vacanze. Ne esiste anche una versione Junior.

Materiali

La scatola di Storie Nere contiene esattamente le 50 carte con i Casi da risolvere e un pieghevole con le poche istruzioni.

Le carte, di grandi dimensioni e di buona robustezza, contengono il poco testo di descrizione del caso e delle suggestive immagini che possono contenere o meno degli indizi per risolvere il caso.

Per chi è indicato

Storie Nere è un gioco multiuso. È indicato per tutti i giocatori a cui piacciono indovinelli e giochi di deduzione, con qualsiasi esperienza di gioco. È un ottimo compagno di viaggio, per animare cene tra amici o per scampagnate all’aperto. Ma può anche essere utile per svolgere esercitazioni sul pensiero laterale: un facilitator può scegliere i casi che ritiene più adatti alla sua classe – magari eliminando i casi più macabri – e utilizzarli come strumenti di formazione.

Soluzione:
L'uomo in questione è affetto da nanismo. Nonostante odi camminare, non riesce a premere il bottone dell'ascensore per il decimo piano ma arriva solo fino al settimo, ad eccezione dei giorni in cui piove, nei quali si aiuta con l'ombrello.

Storie Nere

Storie Nere è una collezione di racconti macabri e misteri da risolvere. Facendo le domande giuste, si ottengono preziosi suggerimenti per venire a capo delle complicatissime spiegazione dietro i 50 casi da risolvere. Un “raccapricciante” gioco ad enigmi che stimola il pensiero laterale, per tutte le occasioni di ritrovo con giocatori di qualsiasi esperienza.



Verdetto

Rimanendo in tema di pensiero laterale, Storie Nere è un gioco in "senso lato". Nell'accezione più generica del termine, però, Storie Nere riesce nel suo intento: il "gioco" è piccolo, portatile e godibile in molte persone, quindi è uno strumento ideale per animare e vivacizzare una serata al pub con amici, un lungo viaggio in auto, in bus o in aereo, o una pizza tra amici - sempre che il gruppo tolleri storie macabre durante la cena. Vista la durata variabile e l'assenza di qualsiasi meccanismo di punteggio, vittoria o sconfitta, può essere giocato in qualsiasi posto, in qualsiasi occasione e con giocatori di qualsiasi livello di esperienza che vogliono immedesimarsi in un moderno Sherlock Holmes.

Pro

- Compatto e immediato da intavolare
- Si può giocare ovunque, non richiede alcun tipo di supporto, neanche un tavolo
- Il gruppo decide da sé la durata della partita: si gioca finché si ha voglia
- Esistono numerose versioni ed espansioni per aumentare la longevità.

Contro

- Mancando regole per il punteggio, condizioni di vittoria o di sconfitta, il gioco è più che altro una successione di indovinelli