Cinema e Serie TV

Stranger Things, un incredibile viaggio alla scoperta del Sottosopra

Tutte le grandi magie della storia nascono in una cantina, bastano quattro amici, un buon passa tempo e quella scintilla che può cambiare la vita di qualcuno, come un’idea rivoluzionaria o un improvviso malefico Demogorgone. La serie di Stranger Things è stata un po’ entrambe le cose. La serie thriller soprannaturale dei fratelli Duffer è piombata su Netflix all’improvviso quel 15 luglio 2016 e da allora diventò un vero fenomeno televisivo e non solo.

Nell’estate del suo debutto, Stranger Things raccolse il plauso della critica e di grandi personalità come Stephen King, J.J. Abrams e Guillermo del Toro, e perfino l’allora presidente Barack Obama invitò tutto il cast alla Casa Bianca il 3 ottobre 2016 e rassicurandosi disse a Millie Bobby Brown (interprete di Undici n.d.r.): “Ragazzina tu mi fai paura… per favore, non usare i tuoi poteri su di me!”.

Aggiornamento 15/07/2019

Dopo aver visto la terza stagione ed averla analizzata in ogni suo dettaglio arriva anche l’aggiornamento della nostra “guida a Stranger Thnigs” con le nostre valutazioni, analisi e quant’altro il tutto con il “minimo numero di spoiler” possibili per non rovinare la sorpresa a chi ancora deve vedersi questa serie TV.

“Finalmente è arrivata. Quell’attesissimo 4 luglio ha visto comparire sul catalogo di Netflix otto nuovi episodi della tanto attesa terza serie di Stranger Things. La nuova stagione sembra volersi dedicare un po’ al rapporto tra Mike e Undi, che passano tutte le loro giornate insieme nella casa di Hopper. E il nostro caro Jim non sembra troppo entusiasta di questa eccessiva vicinanza tra i due adolescenti. “Dieci centimetri di distanza”. Dustin sembra aver scoperto la sua nuova fiamma, Suzie, una misteriosa ragazzina dell’Ohio conosciuta nel camping estivo, ma nessuno potrà separarlo dai suoi amici, che attendevano con ansia il suo ritorno.”

Continua nel capitolo dedicato..

Una stampa senza freni e trascinata dall’effetto del passaparola, non resistette al fascino della nuova serie che sembrava così datata, inverosimile e sfacciatamente nostalgica. Forse è proprio su quest’ultimo punto che si fonda il segreto di Stranger Things: quel DNA fortemente mappato su quei meravigliosi anni ’80, incredibilmente ricreati in tutta la serie. Nostalgia e tanta voglia di tornare verso un passato di autentica sperimentazione. Eppure, la fortunata serie di Netflix non è figlia di una semplice intuizione, ma è il prodotto finale di una lunga gestazione di due menti brillanti che hanno sempre avuto a cuore quel mondo patinato chiamato Hollywood. Stranger Things è uno scrigno colmo di emozioni che aspettano di essere vissute e di segreti che aspettano solo di essere svelati. Siete pronti per questo incredibile viaggio?

“Qualcosa nel DNA della serie induce le persone ad amarla con un entusiasmo irrazionale” 

Shawn Levy Produttore Esecutivo

Origini

La vera genesi di Stranger Things risale al 1989 a Durham nella Carolina del Nord, dove abitavano i due fratelli Matt e Ross Duffer. Nell’estate di quell’anno, i due ragazzi rimasero letteralmente rapiti dal film Batman di Tim Burton, una personalissima rivisitazione del Cavaliere Oscuro di Gotham impegnato a fronteggiare la storica nemesi del Joker, uno scontro esemplare tra il bene e il male, Keaton contro Nicholson, accompagnato dalla straordinaria colonna sonora di Danny Elfman. Il film di Tim Burton viene ricordato ancora oggi come uno dei migliori cinecomic in assoluto, pur non sfruttando le moderne tecnologie dei film odierni, grazie all’impronta da favola nera impressa da Burton. Dopo la visione del film, i fratelli Duffer compresero l’enorme importanza del ruolo di un regista cinematografico. Fu questa la folgorazione, la ragione principe che li spinse verso il mondo del cinema e agli studi dedicati, entrando dunque al Dodge College of Film and Media Arts della Chapman University a Orange in California.

BEVERLY HILLS, CA - FEBRUARY 11: Matt Duffer (L) and Ross Duffer attend the 2018 Writers Guild Awards L.A. Ceremony at The Beverly Hilton Hotel on February 11, 2018 in Beverly Hills, California. (Photo by Christopher Polk/Getty Images)

Ma oltre agli studi sulla settima arte, furono le numerose pellicole ispiratrici a formare i Duffer, come Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. L’Extraterrestre, Lo Squalo, Nightmare e Poltergeist, alcuni di essi citati in Stranger Things o aventi elementi chiave fondamentali utilizzati nella serie, come vedremo più avanti.

Dopo l’università, i due fratelli riuscirono a confezionare un cortometraggio che chiamarono Eater, la storia di un cannibale che infuriava dentro una stazione di polizia. Il corto fu ispiratore per una nuova sceneggiatura che prese il nome di Hidden, un thriller ambientato in un rifugio antiatomico ai tempi della Guerra Fredda, in cui una famiglia si trova asserragliata da oltre trecento giorni per sfuggire a un’epidemia che ha infettato gran parte della popolazione. Un progetto che piacque molto a Warner Bros. che decise di produrlo. Purtroppo, la morte del produttore Richard D. Zanuck, rallentò moltissimo la produzione, fino a metterlo in pausa e per poi concludere il progetto con una piccolissima distribuzione risalente al 2015.

La pellicola non passò inosservata all’occhio di M. Night Shyamalan (regista de Il Sesto Senso e Unmbreakable – Il predestinato), che li spinse a collaborare verso una produzione e un format ai fratelli assai poco noto: la serie televisiva. La serie in questione era Wayward Pines di cui i Duffer scrissero i primi quattro episodi e addirittura il finale. Fu un’esperienza fondamentale e formativa che li fece innamorare del format della serie televisiva e dell’ambientazione della Guerra Fredda, nonché degli espedienti narrativi legati agli esperimenti scientifici non autorizzati e agli elementi sovrannaturali. Dopo quell’esperienza, i fratelli Duffer avevano praticamente tutti gli ingredienti per la nascita di Stranger Things, che nelle prime fasi di gestazione venne chiamato Montauk, un nome ispirato a una base militare statunitense degli anni ’40 nell’East Coast, quest’ultimo dettaglio dell’ambientazione in onore de Lo Squalo di Steven Spielberg.

Nel 2015, Netflix era alla ricerca di contenuti da proporre a un pubblico giovane, cercava un copione da proporre che raccontasse storie di ragazzi di piccole cittadine, fu così che Matt Thunell mise gli occhi sopra alla sceneggiatura di Montauk, solo che una cittadina di periferia dell’Indiana era più adatta a questo genere di storie contrariamente alla città di mare di Montauk, proprio come nelle pellicole di All American Boy e Incontri ravvicinati del terzo tipo… quindi spostando le scene nella città fittizia di Hawkins e cambiando definitivamente nome al programma, nacque Stranger Things.

Gli anni ‘80

“Cosa resterà di quegli anni ’80?”. La cantava Raf e oggi noi potremmo fugare ogni dubbio al cantautore italiano: gli anni ’80 sono un periodo storico indelebile per la cultura pop globale. Nella letteratura e, soprattutto, nel mondo del cinema, sono anni di massima sperimentazione, spesso con prodotti che oggi viaggiano tra le estremità dal memorabile al trash, ma comunque divenuti cult. Ma perché?

La spiegazione possiamo trovarla anche nel seminterrato di Mike Wheeler, uno dei piccoli protagonisti di Stranger Things. Jess Royal, l’arredatrice della produzione, ha fatto davvero di tutto per racchiudere in una sola stanza tutta quella che potremmo chiamare “simbologia” di quei meravigliosi anni. Si tratta di tocchi e oggetti assolutamente fuori moda, ma che evocano alla perfezione l’atmosfera di film come E.T. L’extraterrestre o I Goonies. Nella stanza troviamo il tavolo da gioco, le sedie tutte di diverso tipo, l’immancabile coperta all’uncinetto sul divano, un televisore in bianco e nero, un barattolo vintage di Ritz e perfino un vecchio telefono della Trimline.

Un’altra ambientazione speciale, per ogni ragazzino degli anni ’80, è sicuramente il Palace Arcade, la sala giochi che i protagonisti frequentano nel corso della seconda stagione. Lo scenografo Chris Trujillo ha scovato una lavanderia abbandonata a Douglasville, in Gerorgia, e l’hanno completamente ristrutturata ricavando quel piccolo angolo di paradiso che ogni gamer aveva nel suo quartiere in quegli anni.

Inutile dirvi che il nome Palace Arcade è un omaggio al film Wargames del 1983. I giochi presenti in sala sono quattordici, anche se nelle scene, grazie alle inquadrature sembrano molti di più e non si vedono tutti nella loro interezza, ma possiamo riconoscere gli intramontabili Missile Command, Pole Position, Ms. Pac-Man e, naturalmente, Dig Dug e Dragon’s Lair che si rendono protagonisti di un episodio mentre i nostri protagonisti iniziano a fare la conoscenza della nuova arrivata Maxine.

Poi ci sono le BMX. Chi di voi non ne ha posseduta una o almeno desiderata, quella bicicletta intramontabile e indistruttibile, una vera Cadillac per gli adolescenti, come conferma anche Jim Hopper, Capo della Polizia di Hawkins. La bici simbolo degli anni ’80 è stata fornita ai piccoli quattro protagonisti da Lynda Ross, responsabile attrezzista della prima stagione, che rivela di averne procurate molte di più, volte allo scopo di sostituire le quattro principali se queste si fossero guastate. Per ricalcare lo stile originale di quegli anni, la Ross ha dovuto acquistare le bici e poi assemblare diversi pezzi comprati su eBay, a seconda delle esigenze, come i manubri, le impugnature e quell’aria di vissuto data dagli strappi nei sellini riparati col nastro in vinile. “Quella di Mike sembra più nuova perché la sua famiglia è più benestante” rivela la Ross, mentre quella di Dustin è verniciata a metà…come se lui la stesse per sistemare, visto che ama costruire e aggiustare le cose. Anche le bici riescono ad omaggiare pellicole che giocano sullo stesso terreno di Stranger Things: impossibile dimenticare I Goonies che si recano alla ricerca del tesoro del pirata Willy l’Orbo proprio a cavallo delle loro bici, oppure la mitica corsa in bici di Elliott al chiaro di Luna col suo E.T l’extraterrestre.

Ma tornando al nostro imput iniziale, le musiche adoperate in Stranger Things crediamo possano ricreare da sole un buon 50% dell’atmosfera. La sigla è stata realizzata da Imaginary Forces, si ispira ai lavori di Richard Greenberg, disegnatore delle grafiche dei titoli di testa per vari film classici, tra cui Alien, Stati di allucinazione, Superman e I Goonies. Mentre la musica originale della colonna sonora è stata composta da Michael Stein e Kyle Dixon, con una scelta esclusiva della sola musica elettronica usando principalmente un sintetizzatore Prophet-6, ispirandosi allo stile di Carpenter e alle produzioni del gruppo tedesco Tangerine Dream. Le canzoni non originali invece sono tutti grandi classici di quegli anni, oggi racchiusi in una speciale compilation dedicata che è record di vendite, partendo da Should I Stay or Should I Go dei The Clash, un vero inno di forza e legame per i due fratelli Byers, senza dimenticare pezzi come Africa dei Toto, Can’t Seem to Make You Mine dei The Seeds, Waiting for a Girl Like You dei Foreigner, Sunglasses at Night di Corey Hart e Time after time della mitica Cindy Lauper. Quest’ultima si è rivelata davvero azzeccata per il ballo della scuola nel finale della seconda stagione. Non trovate?

Cast e personaggi

Da quasi sconosciuti a VIP ospitati nelle maggiori trasmissioni TV e fermati dai fan in ogni luogo nel quale si rechino. Gli attori che sono stati selezionati per il cast di Stranger Things ed i personaggi che hanno interpretato sono già diventati delle icone del mondo delle serie TV. Scopriamo insieme tutti i dettagli che li riguardano.

Mike Wheeler

Interpretato da Finn Wolfhard, è uno dei protagonisti principali, formando il quartetto di amici che si ritrova a giocare a D&D. Lui è il Dungeon Master, ma anche quello che per primo si fida della misteriosa ragazza che lui stesso battezza “Undi”. Si tratta del classico ragazzino americano alla soglia dell’adolescenza, che ama evadere dalla realtà insieme ai suoi amici sempre alla ricerca di avventure fantastiche. Finché l’amico Will non scompare misteriosamente. Finn è riuscito ad aggiudicarsi la parte facendo un provino via Skype dal suo letto poiché era malato.

Dustin Henderson

Il piccolo genio intraprendente interpretato da Gaten Matarazzo è il solo e autentico autore del famigerato “grrrr”. Si è trasferito in città dalla quarta elementare e fa parte del gruppo di amici di Mike, oltre che essere segretamente innamorato di sua sorella Nancy. Nella vita reale, Matarazzo soffre di displasia cleidocranica, un raro disturbo che incide sulle ossa del cranio e dei denti. I Duffer, dopo averlo scritturato per la parte, hanno attribuito la patologia anche al personaggio di Dustin. È l’elemento gioioso e spumeggiante del gruppo.

Dustin Henderson

Lucas Sinclair

La rossa Max lo ha ribattezzato Stalker, ma il suo interprete Caleb McLaughlin proviene dai piccoli ruoli avuti in Blue Bloods e Law & Order. Anche lui fa parte del gruppo di amici di Mike e prende molto seriamente la scomparsa di Will, spingendosi anche da solo alla ricerca del suo amico. È un ragazzo razionale e anche molto diffidente nei confronti di Undici, che lui ha rinominato “La Stramba”. L’attore Caleb vorrebbe più momenti dove si possa esaltare il coraggio del suo personaggio.

Lucas Sinclair

Will Byers

Il povero llıʍ sɹǝʎq sembra non avere pace nel corso delle due stagioni. Interpretato da Noah Schnapp (il figlio di Tom Hanks nel film Il ponte delle spie, 2015), gli vengono attribuiti ben tre soprannomi, Will Il saggio, lo zombi e la spia. Nella serie è un ragazzo molto dolce e sensibile, taciturno, ma come il fratello Jonathan ha una passione per il gruppo The Clash. Viene rapito e trascinato nella dimensione parallela del Sottosopra, mentre Mike e i suoi amici lo cercano disperatamente. Ma solo la madre Joyce (una Winona Ryder in splendida forma artistica) riesce a stabilire il primo contatto. Che ci volete fare la mamma è sempre la mamma…

Will Byers

Nancy Wheeler

È la sorella di Mike, la “pseudobrava ragazza” che frequenta il bullo della scuola “Re” Steve Harrington. Interpretata da Natalia Dyer, secondo le richieste dei fratelli Duffer, l’attrice doveva ispirarsi ad un’altra celebre Nancy, quella Nancy Thompson che appare nella saga di Nightmare – Dal Profondo della Notte di Wes Craven. Nancy è un personaggio mutevole poiché è alla continua scoperta di se stessa, un percorso che le farà fare degli sbagli e accumulare rimpianti, come la perdita dell’amica Barb uccisa dal Demogorgone mentre lei amoreggiava col suo Steve. Si ritroverà a condividere con qualcun altro la sua strada contaminata dalla vendetta.

Nancy Wheeler

Jonathan Byers

Un lupo solitario interpretato da Charlie Heaton, è il fratello di Will con cui condivide la passione per la musica e la creazione di compilation su musicassette. Amante della fotografia, si unirà insieme a Nancy per indagare sulla scomparsa di suo fratello e di Barb. Heaton ha dato un tocco personale che rendono Jonathan non un semplice disadattato, bensì un cavaliere nascosto pronto a tutto per salvare la sua famiglia. Ha un rapporto difficile con i suoi sentimenti, con cui dovrà fare i conti: lui e Nancy non possono essere solo amici.

Jonathan Byers

Steve Harrington

Il Re Steve. Il ragazzo più amato, temuto e osannato della scuola, almeno fino all’arrivo di Nancy nel suo cuore, che lo travolge al punto di passare da “bullo” a “disperato romantico”. Interpretato da Joe Keery, sfoggia una pettinatura invidiabile e vaporosa ottenuta grazie a…beh è un segreto che ha condiviso solo con Dustin. Steve, con buona probabilità, è quel personaggio che più di tutti si è evoluto, scrollandosi di dosso le antipatie riservate al suo ruolo e conquistando una vera corona da Re indiscusso, soprattutto nella seconda stagione, dove soccorre Mike e company. È molto innamorato della sua ragazza, Nancy, la quale subendo una crisi identitaria lo allontana per rifugiarsi tra le braccia di Jonathan. Nancy, deciditi, prima che questi due se le diano di santa ragione una volta per tutte!

Steve Harrington

Undici (Jane Ives)

È la ragazzina fenomeno della storia, con il numero 011 tatuato sull’avambraccio destro. Interpretata da Millie Bobby Brown, dopo una scelta fatta tra 246 rattrici. Millie è stata l’unica secondo i Duffer a trasmettere emozioni, quali la paura, la sorpresa, la potenza con pochissimi vocaboli e un’incredibile espressività del viso. Si tratta di una ragazzina cresciuta in un laboratorio governativo segreto, dove ha sviluppato delle capacità sovrannaturali, quali la telecinesi, psicometria, percezione extrasensoriale, psicocinesi, biocinesi e teletrasporto. Riesce a fuggire dal laboratorio segreto di Hawkins dove il Dott. Brenner la teneva segregata e nel bosco incontra Mike, Lucas e Dustin che sono alla ricerca di Will. Undici aiuterà il gruppo a riavere il loro amico e svilupperà una fortissima empatia con Mike. Come alcuni dei personaggi incontrati, Undici subisce una forte evoluzione che la caratterizzerà soprattutto nella seconda stagione, dove scoprirà le sue vere origini.

Undici

Joyce Byers

Sono lontani i tempi dove ammiravamo una Winona Ryder nella favola nera di Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ma pare che l’attrice abbia un debole per le storie fantastiche. In Stranger Things interpreta la mamma di Will, si trova a capo di una famiglia in difficoltà per l’abbandono del padre, a gestire due figli adolescenti e la misteriosa scomparsa del più piccolo Will. Sembra un’invasata, c’è un momento della storia dove tutti credono che Will sia morto, ma lei lo sente attraverso la radio, il telefono e lo vede attraverso le luci di Natale, in una delle scene più memorabili di tutta la serie, e solo lo sceriffo Hopper la crede. Anche nella seconda stagione, insieme all’amante Bob Newby (interpretato da Sean Astin, il mitico Mikey Walsh de I Goonies e lo Hobbit Samvise “Sam” Gamgee de Il Signore degli Anelli) è protagonista di un altro evento straordinario sempre in casa sua con l’enorme “mappa” scoperta da Bob (un vero esperto di mappe, dato il suo trascorso cinematografico. Chissà cosa vedremo nel salotto dei Byers nella terza stagione… I fratelli Duffer erano intimoriti ed eccitati al tempo stesso di dover dirigere sul set una star del calibro della Ryder essendo cresciuti con i suoi film, ma lei era la madre perfetta per Will.

Joyce Byers

Jim Hopper

Il capo Hopper è interpretato magistralmente da David Harbour. È lo “sbirro eroe” della serie, anche se è un omaccione cinico e brontolone, riassumendo tutti i crismi del grande uomo americano. Reduce del Vietnam, crede di essere fuggito facendo lo sceriffo nella tranquilla Hawkins, scappando da un passato misterioso che lo tormenta, un passato dove nella città di New York era un detective della omicidi ed era il padre di Sara. Ora sua figlia non c’è più. Prende a cuore la scomparsa di Will e aiuta Joyce a ritrovarlo. Diventa anche il padre adottivo di Undici, cercando di ritrovare quel ruolo di padre che ha perso da tempo e, forse, avrà un tenero avvicinamento a Joyce.  È un personaggio tormentato e iconico. Forse il nostro preferito in assoluto.

Lo sceriffo Jim Hopper

Billy Hargrove

“Era incredibilmente carismatico”. Furono le parole del produttore esecutivo Shawn Levy quando vide il provino dell’australiano Dacre Montgomery. L’attore è riuscito a incarnare tutta la rabbia e la sfacciataggine del personaggio di Billy, anche se lui nella vita reale non porterebbe mai i capelli come lui e, soprattutto, quell’orecchino, confessa l’attore. Billy viene introdotto nella seconda stagione, fratellastro di Maxine, un’altra new entry; scalza dal trono “Re” Steve, diventando il bullo della scuola, che terrorizza Mike e i suoi amici a bordo della sua Camaro nera. Se la prende soprattutto col povero Lucas, che ha una cotta per la sua sorellastra. A quanto pare, secondo il trailer della terza stagione, il suo personaggio avrà un ruolo cruciale…divenendo molto più che un semplice “cattivo ragazzo”.

Billy Hargrove

Max Mayfield

La rossa Mad Max che ha fatto perdere la testa a Lucas e Dustin, mentre Mike resta diffidente. Non la vuole nel gruppo. Intanto, il personaggio interpretato da Sadie Sink, ha grinta da vendere, corre sullo skate, stabilisce record nella sala giochi del Palace Arcade e viene dalla California. Una vera fata per ogni piccolo nerd che si rispetti, non trovate? È la sorellastra tormentata di Billy, e che ci crediate o no, l’attrice Sadie odia gli horror… al punto di non sapere chi fosse il tipo della maschera di Halloween che ha indossato in una delle scene del “dolcetto o scherzetto?”. Sì, avete capito bene. Non sa chi sia Michael Myers.

Max Mayfield

Dottor Martin Brenner

Il cattivo principale della serie (oltre alle mostruosità del Sottosopra, s’intende), interpretato da Matthew Modine, è uno dei principali scienziati e responsabili che gestiscono il laboratorio segreto dal quale è fuggita Undici, che cerca di catturare. Si fa chiamare “papà” dalla povera Undici che ha subito le sue torture a causa delle ricerche del segretissimo progetto MK Ultra. Riusciamo a sapere qualcosina di più nel primo romanzo ufficiale della serie, Suspicious Minds, dove vengono raccontati gli eventi ambientati nel 1969 che vedono protagonisti Brenner e Terry Ives, la madre naturale di Undici.

La Prima Serie: l’evento divenuto fenomeno di massa.

Quando quel 15 luglio 2016 la prima stagione di Stranger Things approdò su Netflix, senza grandi proclami, ma con la sola forza della pubblicità più potente del mondo riuscì a imporsi nei salotti di tutto il mondo: il passaparola.

Le vicende iniziano il 6 novembre 1983 a Hawkins, una fittizia e tranquilla cittadina dell’Indiana, dove nel seminterrato della casa di Mike si sta svolgendo una partita di Dungeons & Dragons con i suoi amici Will, Dustin e Lucas.

Stranger Things

Ma dopo aver finito la partita, Will Byers viene inghiottito nell’oscurità da una dimensione parallela dove regnano il buio, il freddo, la nebbia e un mostro del tutto simile all’orribile demogorgone dei suoi giochi. Allo stesso tempo, in un laboratorio segreto di Hawkins, una ragazzina segregata riesce a fuggire e a incontrare nel bosco Mike, Dustin e Lucas, che si erano messi alla ricerca del povero Will. La misteriosa ragazza porta uno strano tatuaggio che raffigura il “numero 11”, così il gruppo di ragazzi decide di chiamarla “Undici” e di proteggerla segretamente nascondendola nella casa di Mike, soprattutto dopo essere venuti a conoscenza dei suoi poteri telecinetici e del fatto che lei è a conoscenza delle sorti di Will.

Gli stessi fratelli Duffer non si aspettavano un successo simile, soprattutto tenendo in considerazione che la serie nasce come uno strano ibrido tra “un film di otto ore” e una vera serie televisiva. Intanto, abbiamo un mistero crescente, delle rivelazioni frammentarie e continue e una continua evoluzione dei personaggi, per un mix esplosivo che culmina con un finale edificante, ma che apre le porte – in tutti i sensi – al sequel. Oltre a tutti gli omaggi fatti alle diverse pellicole degli anni ’80, ci sono diverse soluzioni che richiamano alcuni grandi classici. Per esempio, il demogorgone, per scelta mirata dei fratelli Duffer, si vede solo verso la fine della serie, allo stesso modo di come avviene nel film Lo Squalo di Spielberg, per poter alimentare tensione e mistero, mentre lo stesso mostro viene ucciso solamente trascinandolo sul piano reale come avviene con Freddy Krueger di Nightmare. La storia sembra avere davvero tanto altro da raccontare e nella prima stagione è partita davvero bene.

La nostra scena preferita è quella ormai iconica delle luci di Natale nel salotto della famiglia Byers con una fantastica Winona Ryder nel ruolo di Joyce. Ma il nostro protagonista preferito è senza dubbio l’eroe cinico e ombroso, lo sceriffo Jim Hopper!

“La mattina è fatta per il caffè e la contemplazione.”     

Jim Hopper.

La Seconda Serie: Il sequel perfetto?

La seconda serie viene pubblicata nel 27 ottobre 2017, poco più di un anno dopo dalla prima, esattamente come avviene anche nella trama. Siamo nel 1984, a un anno di distanza dagli eventi della prima stagione, Will è reduce del Sottosopra e sembra essere tornato tutto alla normalità, se non fosse che ha delle frequenti visioni del Sottosopra e di una minacciosa entità che lo perseguita. Il dottor Martin Brenner sembra essere scomparso, ma il laboratorio di Hawkins ritorna pienamente operativo sotto la guida del dottor Owens, che a differenza di Brenner ha un atteggiamento più protettivo nei confronti della comunità e cerca di contenere la sinistra espansione del Sottosopra.

Intanto Michael soffre la lontananza di Undici, che si scopre essere tenuta nascosta dallo sceriffo Hopper, ma la sua custodia dura poco, a causa del desiderio di Undici di tornare dai suoi amici e di conoscere sua madre Terry. Intanto, in città arrivano Max Mayfield (chiamata Mad Max), che diventerà amica del gruppo, e il suo fratellastro Billy Hargrove, che ruba il trono del bullo della scuola a “Re” Steve Harrington. Jonathan e Nancy indagano sulla morte di Barb e trovano delle prove del coinvolgimento del laboratorio di Hawkins… ma qualcosa di orribile sta per accadere in città, con un povero Will nuovamente compromesso (abbiamo capito che non si tratta di Will – Il Saggio, ma di Will – Lo sfigato n.d.r.) e un Mostro Ombra che sta per incombere.

Come vi abbiamo detto poco sopra, la prima stagione di Stranger Things era stata pensata come un film di otto ore. Quindi, i fratelli Duffer, hanno scritto il seguito non come una seconda stagione di una serie televisiva, ma come un vero e proprio sequel ambientato un anno dopo i fatti narrati nella prima stagione. Si è cercato di evitare un effetto “stessa serie, seconda parte” ha ammesso Matt Duffer, cercando una giusta evoluzione dei personaggi legati ai fatti dell’intreccio narrativo, allo stesso modo di come avviene nei film di Harry Potter. Oltre l’arrivo di nuovi personaggi, vengono trattati altri punti nevralgici e fondamentali per il sequel, come la depressione di Mike per la temporanea scomparsa di Undici, il misterioso animaletto raccolto da Dustin, un Lucas innamorato della nuova arrivata Mad Maxine e un mostro ancora più forte e più grande da combattere, il Mind Flayer (tradotto il Mostro Ombra n.d.r.). Altri elementi di contorno, ma altrettanto importanti per il mosaico messo in piedi dai Duffer sono l’introduzione di una nuova ragazza dai superpoteri Kali, la conoscenza di Terry Ives, la madre di Undici e alcuni piccoli dettagli ancora avvolti nel mistero del passato di Jim Hopper e di Maxine.

“Il trucco per conquistare le ragazze? Non cercarle.”

Steve Harrington

La serie parte lenta, vengono introdotti nuovi personaggi, si assiste a una forte evoluzione di alcuni personaggi come la protagonista Undici e Steve Harrington, che diventa inaspettatamente l’eroe dell’ultima ora pronto a spalleggiare il nostro quartetto. Decisamente il nostro personaggio preferito di questa seconda stagione. Infine, la narrazione viene estremizzata e massimizzata coinvolgendo tutta la città col mostro ombra e la sua diffusione. Il finale è da fuochi d’artificio, con un ballo della scuola davvero emozionante sulle note di Time after time di Cindy Lauper, che è la nostra scena preferita della seconda stagione. Una menzione speciale va a Bob Newby, interpretato da Sean Astin, che da bravo Goonie non perde l’occasione per svelare il funzionamento della “mappa” di Hawkins. A nostro parere sarebbe stato un sequel perfetto se non avessimo perso il caro Bob…

Stranger Things

La Terza Serie: L’estate che cambiò tutto

Finalmente è arrivata. Quell’attesissimo 4 luglio ha visto comparire sul catalogo di Netflix otto nuovi episodi della tanto attesa terza serie di Stranger Things. La nuova stagione sembra volersi dedicare un po’ al rapporto tra Mike e Undi, che passano tutte le loro giornate insieme nella casa di Hopper. E il nostro caro Jim non sembra troppo entusiasta di questa eccessiva vicinanza tra i due adolescenti. “Dieci centimetri di distanza”. Dustin sembra aver scoperto la sua nuova fiamma, Suzie, una misteriosa ragazzina dell’Ohio conosciuta nel camping estivo, ma nessuno potrà separarlo dai suoi amici, che attendevano con ansia il suo ritorno.

Mike, Will, Undi, Lucas, Max e Dustin sono di nuovo tutti insieme per passare il miglior 4 luglio di sempre. Ma una nuova minaccia incombe su Hawkins, con una base segreta russa dove si cerca in tutti i modi di aprire un nuovo varco verso il Sottosopra e quel Mind Flayer che non è mai andato via definitivamente dalla città. Sarà proprio il mostro che abbiamo intravisto nel finale della seconda stagione che troverà in Billy Hargrove un nuovo organismo ospite per iniziare l’ascesa del suo esercito. Vengono introdotti nuovi personaggi secondari come Robin, interpretata da Maya Hawke, che insieme a Steve gestisce la gelateria “Ahoy” dello Starcourt, il nuovo centro commerciale di Hawkins, il sindaco di Hawkins Larry Kline e Heather Holloway una bagnina che lavora nella stessa piscina comunale insieme a Billy in qualità di bagnina. Oltre a questi ultimi due elementi, che rivestono dei ruoli puramente marginali, la nuova Robin forma una squadra davvero vincente con Steve, Dustin e… Erica. Già, la petulante sorellina di Lucas, che stavolta ha avuto maggiore spazio in questa terza serie, una scelta molto azzeccata che tutti i fan sembrano aver apprezzato.

 

“Tieni la porta aperta dieci centimetri…”

Jim Hopper

Il rapporto tra Jim e Joyce sembra dover decollare, ma il destino li tiene insieme per tutta l’avventura, riservando loro un epilogo inaspettato. Detto questo, il nostro burbero sceriffo conserva la corona del personaggio preferito di sempre, accompagnato da Billy che ha goduto di un ruolo principale di “cattivo” per tutta la stagione, meritando il dovuto spazio e la tanto attesa rivelazione della sua storia personale.

In questa terza stagione di Stranger Things abbiamo assistito a un ritorno delle tanto amate citazioni anni ’80, forse con qualche eccesso, a tratti l’utilizzo sembra davvero fine a se stesso, ma non siamo rimasti insensibili agli omaggi su Ritorno al Futuro (avete notato il doppiaggio italiano originale?) e al film de La Storia Infinita, con la canzone Neverending Story protagonista di una delle scene più memorabili di questa terza stagione.

Si avverte molto meno la componente misteriosa, vengono lasciati indietro alcuni interrogativi su Otto e sul Dott. Brenner che dovrebbe essere ancora vivo, e la storia dei russi non ci ha convinto pienamente.

Il finale è forse quello più forte, sentito e potente di tutta la serie e ricorda un po’ Avengers Endgame: tanto da dirvi di non andare via dopo i primi titoli di coda, perché c’è un’ultima sorprendente scena che vi attende.

Dungeons and Dragons: le origini del tutto

Una scena chiave con il famoso Dungeons & Dragons è presente anche in E.T. – L’extraterrestre di Spielberg e, forse, si tratta dell’ennesimo omaggio che i fratelli Duffer hanno voluto fare introducendo questo elemento in modo abbastanza frequente nella storia di Stranger Things. Infatti, la prima stagione si apre e si chiude con una partita di D&D.

Pubblicato nel 1974 da Tactical Studies Rules, Inc. (TSR), il gioco da tavola/teatro amatoriale creato da Gary Gygax e Dave Arneson, consente a gruppi di amici di partire per viaggi avventurosi ideati da un Dungeon Master (figura ricoperta da Mike nella serie n.d.r.). I partecipanti scelgono personaggi di diverse razze e abilità e affrontano pericoli, eserciti e mostruosità di ogni genere… come il temutissimo demogorgone che tormenta i nostri protagonisti.

Col passare degli anni, la casa produttrice (oggi Wizards of the Coast) ha pubblicato diverse edizioni ed espansioni del gioco e non poteva mancare una particolare e speciale edizione di Dungeons & Dragons di Stranger Things (che potete trovare anche su Amazon). Questa edizione speciale include le regole essenziali del gioco originale ed è perfetto anche per chi non ha mai giocato al mitico D&D, mentre gli utenti più) navigati troveranno il piacere di giocare nei panni di Will il Saggio, Dustin il Nano, o semplicemente fare il Dungeon Master come Mike. Ovviamente, anche qui il feroce Demogorgone vi starà alle costole. Un altro gioco da tavolo che ha fatto la storia è Monopoly e, dopo aver fatto centinaia di versioni speciali a tema, non poteva mancare il Monopoly di Stranger Things. Ovviamente, come pedine avremo i personaggi principali della serie, mentre i posti accuratamente da evitare non saranno quelli come la classica Prigione, bensì il Sottosopra. E se siete degli inguaribili mangioni di Eggo, proprio come Undici, non potete perdere l’originale gioco di carte a tema di Eggo Stranger Things, che si rifà al ben più popolare gioco di UNO.

C’è ancora spazio per un videogioco per smartphone Stranger Things – The Game, in perfetto stile 8-bit e del prossimo titolo di prossima pubblicazione Stranger Things 3 – The Game per PS4, PC, Xbox One e Nintendo Switch.

Stranger Things tra romanzi e fumetti.

Mentre si assiste alla visione delle due stagioni, si ha come la sensazione che ci sia una gigantesca trama dalla quale i due fratelli Duffer attingono un po’ alla volta per rivelarci il loro disegno completo. A contribuire nell’espansione di questo meraviglioso universo vi è la narrazione per eccellenza, quella della carta stampata e dell’inchiostro delle parole impresse sulle pagine, la forma di intrattenimento che più di tutte mette in moto la fantasia. Già, perché nella serie dei fratelli Duffer ci sono tante di quelle storie da raccontare e altrettante curiosità da soddisfare che, attualmente, Stranger Things conta ben sette libri ad essa ispirata, sette volumi “satellite” che arricchiscono ancora di più l’universo conosciuto nelle prime due stagioni.

Partendo da Stranger Things – Il libro ufficiale (Sperling & Kupfer, 2019), è possibile conoscere nei minimi dettagli tutto ciò che caratterizza la famosa produzione targata Netflix, la sua genesi, la scelta degli attori, i libri e le pellicole che hanno ispirato la serie e moltissimo altro ancora. Come dicono gli stessi fratelli Duffer nella prefazione del volume “CI RICEVETE? Questo è un volume per nerd. Ripetiamo. Questo è un volume per nerd”. Noi lo consideriamo un piccolo capolavoro dell’editoria grazie all’attenzione riposta nei dettagli del libro: ha una sovracopertina di plastica trasparente come quella che mettevamo nei libri di scuola tanti anni fa, gli angoli sono in parte strappati e altri sono consunti, all’interno le pagine sono ingiallite e contengono moltissimi dettagli a colori della serie, il disegno del Mostro Ombra fatto da Will, il codice Morse adoperato da Undici e molto altro. Un libro veramente imperdibile per tutti i fan della serie.

Segue a ruota il primo romanzo ufficiale della serie, Stranger Things Suspicious Minds (Sperling & Kupfer, 2019), scritto da Gwenda Bond, si tratta della vera genesi di Stranger Things, un autentico prequel che narra la storia di Terry Ives, la madre di Undici che abbiamo conosciuto – almeno per un po’ – nella seconda stagione. Terry grazie a un percorso universitario riesce a far parte di un programma segretissimo governativo che sperimenta sulle capacità della mente umana, ma il Dottor Martin Brenner capo del progetto nasconde i suoi veri scopi e una bambina all’interno del suo laboratorio. Il romanzo rievoca le atmosfere della fine degli anni ’60 e vi aiuterà a capire meglio il passato della madre naturale di Undici.

Il secondo romanzo ufficiale della serie è dedicato a uno dei personaggi più amati della serie, lo sceriffo Jim Hopper, reduce del Vietnam e di una vita passata tormentata a causa della perdita prematura della figlia. Dettagli che abbiamo conosciuto in queste prime due stagioni e che vengono approfonditi in Stranger Things – Buio sulla Città (Sperling & Kupfer, 2019) con la penna di Adam Christopher.

L’ultimo romanzo in ordine di pubblicazione è Stranger Things – La vita segreta di Max (Sperling & Kupfer, 2019), dedicato a Maxine, la rossa neo arrivata nel gruppo dei nerd. Quando sua madre si risposa e decide di trascinarla a Hawkins, lei è costretta a vivere col suo nuovo patrigno, un uomo violento, e col fratellastro Billy, che abbiamo conosciuto insieme a lei nella seconda stagione… un bruto che si accanisce contro la sorellastra e i suoi nuovi amici della scuola di Hawkins. Ma oltre le sue spiacevoli disavventure col fratellastro, Max dovrà fare i conti con la minaccia del Mostro Ombra che sta sconvolgendo la vita dei suoi nuovi amici e presto dell’intera cittadina di Hawkins. Il libro narra parte della seconda stagione, vissuta attraverso gli occhi di Max e dalla sua prospettiva, grazie alla penna di Brenna Yovanoff.

Altro pezzo da Novanta – anzi da Ottanta – è Stranger Things. Il sottosopra (Magazzini Salani, 2019), un unico volume che racchiude le quattro originali pubblicazioni americane della Dark Horse, una storia che ci racconta attraverso le tavole disegnate in modo ineccepibile da Stefano Martino e con i testi di Jody Houser. Cosa faceva Will nel Sottosopra mentre Joyce e i suoi amici lo cercavano? Come riusciva a sfuggire al famelico Demorgorgone? Quegli istanti non saranno più un segreto in questa lettura assolutamente immersiva e angosciante. Come il Sottosopra.

E se non fosse ancora abbastanza, abbiamo anche alcune “opere minori” come Stranger Things. L’annuario (Mondadori, 2019) pregno di curiosità sui personaggi della serie e addirittura un Piccolo Manuale di Sopravvivenza di Stranger Things!

Elenco dei libri e romanzi dedicati a Stranger Things

  • Stranger Things – Il libro ufficiale | Amazon
  • Stranger Things Suspicious Minds | Amazon
  • Stranger Things – Buio sulla Città | Amazon
  • Stranger Things – La vita segreta di Max | Amazon
  • Stranger Things. Il sottosopra | Amazon
  • Stranger Things. L’annuario | Amazon
  • Piccolo Manuale di Sopravvivenza di Stranger Things | Amazon

Ne avete abbastanza?

I fuochi d’artificio della terza stagione.

Quando abbiamo visto il trailer finale della terza stagione, è stata come una festa per gli occhi. Saranno stati quei fuochi d’artificio, forse la festa del 4 luglio – data d’uscita su Netflix – o più semplicemente l’azione promessa e i nuovi spunti narrativi che noi stessi abbiamo ipotizzato in uno dei nostri articoli qualche giorno fa. Ciò che possiamo affermare con sicurezza, è che come le mostruosità del Sottosopra non si sono ancora arrestate, il fenomeno di Stranger Things continua a crescere ed è pronto a impattare tra pochissimo sui nostri schermi. Siete pronti per una nuova discesa nel Sottosopra?

Tantissime altre curiosità della serie come quelle spiegate in questo articolo, le potete trovare nel Libro Ufficiale di Stranger Things, disponibile su Amazon.