Libri e Fumetti

Symposium Club | Recensione


Symposium Club
Genere
Horror/Avventura/Grottesco
Formato
Copertina Rigida
Autore
Andrea Cavaletto (testi) e Attila Schwanz (disegni)
Editore
Edizioni Inkiostro

Quando si esce fuori dagli schemi non si ha mai a che fare con persone ordinarie. È ciò che succede in Symposium Club, l’ultimo graphic novel di Andrea Cavaletto e disegnata da Attila Schwanz che mette in scena due uomini che sono già “straordinari” nella loro ordinarietà quotidiana: uno è un tatuatore d’eccellenza, l’altro un genio del trading. Ma il loro amore reciproco e la continua ricerca della trasgressione pura che dona loro il massimo senso di libertà, li metterà sulle tracce del Symposium Club.

Symposium Club è destinato ad essere il nuovo epicentro dell’anticonformismo, di chi rifiuta la globalizzazione forzata che stiamo vivendo. Noi siamo stati nel Symposium Club grazie alle pagine pubblicate nel volume di Edizioni Inkiostro, e dopo questa nostra recensione siamo certi che anche voi vorrete farci un salto… se siete abbastanza fuori di testa. Che ne dite?

Symposium Club: quanto è profonda la tana del libertinismo estremo?

Symposium Club è un graphic novel molto particolare, estrema, decisamente non per tutti i palati, ma Andrea Cavaletto ci ha già abituati con altre opere abbastanza selettive per un altrettanto pubblico esigente, dove non si fanno sconti e le vicende narrate spesso non si accompagnano con edulcorazioni che le renderebbero accessibili a tutti, ma sicuramente meno fedeli allo spirito dell’idea originale.

Symposium Club

Cavaletto è un prolifico sceneggiatore, già creatore del fumetto di Paranoid Boyd (Edizioni Inkiostro) e di alcune delle storie di Dylan Dog, Martin Mystère, Dampyr, Zagor e Tex per Sergio Bonelli Editore. Oltre alla collaborazione con la scuderia di Sergio Bonelli, ha scritto Dibbuk (Edizioni BD), El Italiano (Nicola Pesce Editore), Pornofagia (Absoluteblack) vantando anche una forte poliedricità: docente di scrittura creativa alla Scuola Holden di Torino, figura come sceneggiatore di pellicole internazionali come il cult horror Hidden in the Woods (diretto da Patricio Valladares, 2012), A Taste of Phobia (AA.VV. 2017) e Doll Syndrome (Domiziano Delvaux Cristopharo, 2014) da cui ha tratto ispirazione per l’omonimo romanzo pubblicato da Black House lo scorso settembre.

Il disegnatore dell’intero volume è Attila Schwanz, anch’egli piemontese, vincitore di diversi concorsi e premi internazionali, è il fondatore del collettivo artistico cosmopolita KNOT. Insegna le materie dell’Arte della Tipografia e dell’Arte Pubblicitaria in diversi licei artistici.

La storia di Symposium Club mette in scena tre protagonisti: Melissa (alias Pandora) una donna dai capelli verdi più che corpulenta (siamo certi che il disegnatore Attila Schwanz non lesinerebbe dal chiamarla “Godzilla” essendosi ispirato probabilmente alla sua omonima opera n.d.r.) che vive una sorta di isolamento continuo nella sua camera godendo della violenza e dei tentativi di distruzione di quella globalizzazione imperversante che l’ha emarginata attraverso il monitor del suo PC; Tommaso Rak, mago del trading e Domiziano Sangiorgi, eccellente tatuatore, formano una coppia di amanti che nella notte si abbandonano a indicibili dissolutezze consumate nei club più esclusivi dediti al libertinismo estremo.

Symposium Club
Symposium Club

Le scene mostrano una Melissa che passa la sua esistenza vivendo nel web, pianificando una nicchia di seguaci che potrebbero venerarla nel suo essere anticonformista, contrariamente alla società globalizzata che la rifiuta. Passando a Tom e Dom, durante un folle weekend berlinese, sentono parlare per la prima volta del Symposium Club, un club segreto e quasi mitologico, una sorta di giardino delle delizie, l’unico posto al mondo dove si possono cogliere tutti quei frutti inimmaginabili e nascosti nel profondo del nostro subconscio più perverso. Ma non è facile trovarlo. Tom e Dom procederanno per gradi, proseguendo con diverse avventure pregne di sangue, violenza e perversione.

I tre protagonisti, non vi sveliamo come, convoglieranno in un punto culminante della storia, essendosi avventurati non soltanto nel luogo più oscuro ed estremo del Symposium Club, ma nella parte più profonda del loro “Io”.

Symposium Club, un’ode all’anticonformismo

Avevamo visto in alcune precedenti opere di Cavaletto la volontà di dare spazio alla vittoria di soggetti emarginati e certamente anticonformisti, proprio come accade anche nel suo ultimo romanzo Doll Syndrome, e Symposium Club non fa eccezione.

Melissa, Tommaso e Domiziano sono diversi per la società che li circonda, ma ciò non fa di loro dei vinti. Cercano con tutto il peso della loro esistenza la loro nicchia, dove possono sentirsi assolutamente liberi e da lì dominare il loro mondo, calpestando quella globalizzazione che li opprime. Alla luce di questo principio, Symposium Club è un’ode all’anticonformismo.

Symposium Club

La storia è molto cruda, un mash up psichedelico di follia, libertà e con molteplici richiami alla mitologia greca, un risultato che poteva essere raggiunto solo con lo stile unico di Attila Schwanz. Entrambi gli autori si divertono ad omaggiare il mito greco – una traccia primaria del libertinismo dato da Epicuro, ma anche registi (probabilmente Cristopharo?), fumetti (c’è perfino Tin Tin!) personaggi storici come la sanguinaria Erzsébet Báthory e molto altro. C’è ancora spazio per qualche altra figura borderline?

I disegni di Attila Schwanz ricalcano in pieno le scene del folle viaggio raccontato da Cavaletto, con uno stile appropriato più che mai e comunque fedelissimo a quello delle altre opere di Schwanz: le immagini sono sregolate dalle pagine, lo stile è grottesco e violento con una forte valenza espressiva dei segni, rimandando molto all’espressionismo tedesco.

Alcune scene risultano forse un po’ troppo “impastate” ad una prima occhiata, richiedendo uno sforzo al lettore nel soffermarsi nelle pagine, ma che lascia conseguire una visione più dettagliata dell’opera.

Qualunque sia il vostro genere, Symposium Club vi sorprenderà non poco, grazie alla profondità della storia e la forte espressività delle sue immagini, un’opera singolare e fuori dagli schemi come ci si aspetta dall’autore piemontese, qui in una delle sue migliori rappresentazioni.

Se volete leggere l’opera di Paranoid Boyd di Andrea Cavaletto, la trovate nel volume unico su Amazon.

Symposium Club


Symposium Club è tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da Andrea Cavaletto e anche molto di più. Una graphic novel dai toni spinti, forti e grotteschi illustrata con una resa massima da Attila Schwanz, che mette in scena la storia di Melissa, Domiziano e Tommaso, autentico crocevia di esistenze che vanno oltre i limiti della globalizzazione della nostra era. Ma il trio è autentico conduttore e padrone di questa esistenza che domina e vince trovando la sua perfetta dimensione nel Symposium Club. L’opera di Cavaletto intriga, affascina e travolge, ma con ogni probabilità si colloca in un segmento di mercato tutt’altro che aperto a tutti i lettori, proprio per i toni forti del suo racconto e delle immagini. Una lettura assolutamente consigliata a chi è alla ricerca di un’avventura estrema.

Pro

  • Una chiave di lettura straordinaria sulla globalizzazione e l’anticonformismo;
  • Schwanz consegna uno stile psichedelico e fuori dall’ordinario;
  • Livello artistico davvero elevato;

Contro

  • Una sceneggiatura dai toni molto forti che non può essere destinata a tutti.