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Giochi in scatola

Tales of Evil, un horror in bilico tra due mondi

Oggi alle 21:00 si aprirà la campagna Kickstarter per Tales of Evil, un board game collaborativo horror ambientato negli anni ’80, che pesca a piene mani dall’immaginario cinematografico di quel decennio. Il gioco si presenta ricco di componenti e grazie al suo Fusion System promette di catapultare le persone all’interno dell’azione per aiutare i coraggiosi protagonisti della storia, i ragazzi della Pizza & Investigation.
Abbiamo avuto l’opportunità di vedere il gioco in anteprima e scambiare quattro chiacchiere con il suo autore: il game designer Antonio Ferrara.

Crystal Country, la città del mistero

E’ il 1982 e come ogni estate, un gruppo di ragazzi si ritrova per le vacanze a Crystal Country.  La vita della provincia americana non sembra offrire loro molto, così decidono di fondare un club: il Pizza & Investigation.
I ragazzi si occupano quindi di risolvere i piccoli misteri della città indagando su casi semplici come ad esempio la scomparsa del gatto della signora Smith. L’attività “investigativa” del gruppo prosegue senza intoppi sino a quando Tommy, uno di loro, scompare senza lasciare traccia. Il gruppo di amici si lancia quindi in una frenetica indagine per ritrovare lo scomparso e grazie ad un rituale occulto riescono a mettersi in contatto con la realtà alternativa nella quale vivono i giocatori e provano a chiedere il loro aiuto per trovare Tommy. Le due diverse realtà e rispettive linee temporali si fondono e a questo punto anche voi siete parte del gioco!

La meccanica alla base del gioco ,che prevede il coinvolgimento diretto del giocatore, è stata denominata  Fusion System e prevede che vengano intraprese alcuni azioni, o interazioni con alcuni oggetti comuni, nella vita reale al di fuori del gioco. Queste azioni hanno delle conseguenze dirette sul gioco e in base a questa compenetrazione tra realtà e finzione possono accadere (o non accadere) diverse cose. Il fusion System non si limita solo all’utilizzo di oggetti, ma per far avanzare la trama bisognerà anche scrivere delle mail, mandare dei messaggi e interagire anche con dei video messaggi.
Il gioco è pensato per 1-5 giocatori, si può quindi giocare l’intera avventura in solitario oppure introdurre nuovi player in un momento qualsiasi della partita.
La scatola di Tales of Evil è ricca di componenti di gioco, quali tokens,  mazzi di carte, numerose tessere che compongono il tabellone di gioco,  schede dei personaggi e i relativi segnalini, dadi speciali ed il libro che contiene la storia.

La campagna Kickstarter

Gli autori del gioco hanno scelto la strada dell’ autoproduzione per questo prodotto e si appoggeranno alla piattaforma Kickstarter per la raccolta fondi necessaria. Perché il  gioco possa vedere la luce è stato fissato un goal di 20.000€ , traguardo da raggiungersi in 22 giorni di campagna durante i quali chiunque fosse interessato al prodotto potrà contribuire al suo finanziamento pre acquistando una copia del gioco. I perk a cui sarà possibile accedere come acquirente privato saranno due: scatola base (45€) e scatola deluxe (65€).


La scatola base conterrà tutte le componenti necessarie a poter giocare a Tales of Evil, mentre la versione deluxe avrà al suo interno anche un’espansione esclusiva dedicata interamente al personaggio di Tommy, un poster e la spilla distintivo dei Pizza & Investigation. La scatola deluxe sarà inoltre impreziosita da una particolare vernice fluorescente che le permetterà di brillare al buio. In questa campagna di crowdfunding sono previsti anche numerosi stretch goal, che si attiveranno dal raggiungimento dei 20.000 € di goal a salire e che saranno inclusi sia nel set base che delxe.

Dopo aver visto in anteprima il regolamento e l’impostazione della campagna KS di Tales of Evil abbiamo quindi voluto fare una breve chiacchierata con Antonio per farci raccontare qualche curiosità sul suo lavoro, gli anni ’80 e il gioco.

Questo non è il tuo primo progetto, come ti sei affacciato nel mondo dei board game e del game design?

AntonioFerraraIn realtà è partito tutto quasi per caso, quando stavo guardando il film “La Cosa” (per la centesima volta?) ed ho avuto l’illuminazione. Avevo già tutto in mente e inizialmente volevo fare un gioco da tavolo “completo” come quelli che avevo giocato da ragazzino con tanto di tabellone, belle miniature e materiali fantastici. Purtroppo c’era un problema: non avevo mai ideato e creato un gioco da tavolo. Così ridimensionai immediatamente le mie manie di grandezza e insieme a Sebastiano Fiorillo, l’illustratore e coautore di Stay Away!, decidemmo di optare per un più economico gioco di carte. Il gioco era composto da due mazzi da 55 carte e tanto divertimento; dopo averlo testato abbiamo deciso di affidarci alla piattaforma Kickstarter per finanziarci, appoggiandoci sull’account di una nostra amica di Los Angeles in quanto nel 2014 la piattaforma era aperta solo ai residenti USA. Ottenemmo un discreto successo nonostante fossimo sconosciuti e subito dopo siamo stati contattati da Pendragon, a cui dobbiamo molto, perché questo editore ha creduto in noi e ci fatto crescere professionalmente.

Non sei al tuo primo progetto ed hai già usato in passato sia strada di Kickstarter sia quella di una produzione diretta con un editore. Come mai hai deciso di ripassare dal crowdfunding?

AntonioFerraraStay Away! è stato finanziato su Kickstarter e poi pubblicato, mentre Last Friday e la sua espansione: Ritorno a Camp Apache, sono stati pubblicati direttamente da Pendragon. Ho deciso di tornare in qualche modo alle origini perché Tales of Evil è un progetto immenso e sarebbe stato proibitivo pubblicarlo attraverso i canali tradizionali senza apportare tagli e stroncature necessarie in un discorso di economia del prodotto. La piattaforma di crowdfunding invece ci potrà permettere di abbattere i costi di realizzazione e dare ai giocatori un prodotto migliore.

Quando hai cominciato a lavorare su Tales of Evil?

AntonioFerraraLo sviluppo di Tales of Evil è iniziato appena dopo lo quello di “Stay Away!”, ma ha avuto una battuta di arresto per lasciare spazio a Last Friday e la sua espansione. Il gioco è cambiato e mutato nel tempo. Inizialmente avevo in mente un Dungeon Crawler, poi si è evoluta e negli ultimi due anni di lavoro è diventata quello che è sotto gli occhi di tutti: non più un gioco, ma un’esperienza.

Il “Salvataggio della partita”. Puoi dirci qualcosa di più?

AntonioFerraraIl gioco prevede un salvataggio alla fine di un capitolo e questo permette ai giocatori di non perdere eventuali oggetti ed equipaggiamenti tra una sessione e l’altra. Quindi, alla fine di un capitolo i giocatori potranno decidere di sospendere e riporre negli appositi spazi della scatola il materiale. Potranno poi iniziare a giocare nuovamente un altro giorno, continuando la loro avventura esattamente nel punto in cui l’hanno sospesa.

Una delle novità del gioco è il “Fusion System”. Di cosa si tratta?

AntonioFerraraIl Fusion, come lo chiamo io affettuosamente, è la fusione tra la nostra realtà e il gioco. Chi non ha mai sognato intimamente di finire in un gioco oppure di poter interagire con i personaggi inventati nella propria realtà? Ecco Tales of Evil permette tutto questo fondendo realtà e finzione. Grazie a vari espedienti narrativi si potrà prendere parte alla storia interagendo nel nostro quotidiano per modificare la storia che fu, ovvero il gioco. Quindi ai Coraggiosi (così vengono chiamati i giocatori al tavolo) potrà essere richiesto di prendere un cucchiaio dalla propria cucina per poter aiutare Peter (uno dei personaggi del gioco) a scavare una buca, oppure potrebbe essere richiesto, dal libro della storia, di contattare telefonicamente uno dei personaggi, inviargli una mail, incontrarlo, ecc. Tu entrerai nel gioco e il gioco entrerà nella vita reale.

Come game designer qual è l’aspetto, in un gioco, che reputi imprescindibile?

AntonioFerraraL’emozione è tutto per me. A differenza di tanti game designer che partono dalle meccaniche, io parto sempre dall’ambientazione, da un’idea di qualcosa e da cosa in realtà voglio trasmettere. Solo in un secondo momento studio le meccaniche adatte per far funzionare la storia e l’esperienza che voglio ricreare.

Perché proprio l’ambientazione anni ’80?

AntonioFerraraSono nato nel 1976 quindi ci sono tanti elementi ricorrenti di quel periodo che mi sono cari, come il parco giochi, gli amici, i film, la musica, le avventure, le bici, i videogames e i giochi da tavolo. Avevo una bella storia da raccontare con questa atmosfera e quindi ho deciso di imbarcarmi in questa follia.

Se dovessi consigliare una colonna sonora per una partita a Tales of Evil, quali canzoni sceglieresti?

AntonioFerraraThe Man Behind The Mask (Alice Cooper), I was made for loving you (Kiss) e Thriller (Michael Jackson).

Il tuo gioco in scatola anni ’80 che ami di più.

AntonioFerraraBrivido.

Grazie mille per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la campagna di crowdfunding.

AntonioFerraraGrazie a voi per l’ospitalità.