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Tartarughe Ninja alla riscossa, 33 anni di pizza e arti marziali

Tartarughe Ninja alla riscossa è il titolo italiano del cartone animato dedicato alla quattro tartarughe più famose del mondo, le Teenage Mutant Ninja Turtles, che quest’anno compie 33 anni. Nati dalle menti e dalle  matite di due fumettisti decisamente fuori le righe in un periodo di cambiamenti mondiali e di musica punk l’11 dicembre 1987, questi quattro adolescenti mutanti anfibi hanno saputo conquistare tutto il mondo e ancora oggi ragazzi di ogni età si divertono con le loro avventure cariche di arti marziali, battute e pizza, tanta tanta pizza. Turtle power!

La genesi delle Tartarughe Ninja

Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo: quattro nomi che hanno consacrato l’arte rinascimentale italiana nel mondo ma allo stesso tempo ci fanno pensare a quattro tartarughe umanoidi mangia-pizza che vivono nelle fogne di New York. A pensarci troppo è quasi una blasfemia artistica, ma forse è proprio su questo contrasto che hanno giocato i due creatori Kevin Eastman e Peter Laird, fumettisti con l’ammirazione per Jack Kirby che nel 1983 fondarono i Mirage Studios nell’abitazione di Laird.

Dopo diversi rifiuti ricevuti da grandi nomi dell’editoria, decidono di passare all’autoproduzione, e una sera scherzando fra di loro nello studio-abitazione nasce l’idea di quattro tartarughe ninja. Il primo numero autoprodotto è subito un successo: 3275 copie vanno esaurite nel giro di poche ore e gli ordini per le ristampe arrivano di continuo. Lo stile è diretto, violento e crudo, il tratto è sporco ma dinamico, fra i vicoli sporchi, le fogne e i tetti degli edifici lontani dai grattacieli  in cui sono ambientate le storie e le battaglie di questi freddi combattenti, si respira la scena punk rock degli anni 80.

Le TMNT Originali di Eastman e Laird
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Dopo una crescita esponenziale Eastman e Laird decidono di vendere la licenza del prodotto per la produzione dei giocattoli ispirati ai loro personaggi. Di nuovo tanti rifiuti da aziende come Hasbro e Mattel che ritenevano il progetto un’idea stupida e che non avrebbe mai funzionato perché le tartarughe non sono eroiche o che il verde nei giocattoli non vende. Ma una società che produceva giocattoli per bambini  sotto i 10 anni, la Playmates, si interessò al progetto e con un contratto da 160.000 dollari, il progetto tartarughe ninja ebbe inizio. Ma c’era un problema: le tartarughe Ninja del fumetto originale erano dark e violente, dei combattenti votati alla vendetta, e questo non andava assolutamente bene per il target dei giocattoli destinato ai bambini. Inoltre le tartarughe erano tutte identiche fatta eccezione per le armi usate.

Il lavoro della Playmates fu quello di dare ad ogni tartaruga una sua caratterizzazione che la rendesse unica: gli diedero dei ruoli (il leader, il genio, il ribelle e il festaiolo), un colore personalizzato della “divisa”, e per finire una fibbia con l’iniziale del proprio nome. Tolsero anche la coda, perché nel passaggio dalla carta ai modellini sembrava più un altro tipo di appendice. Ma chi avrebbe mai comprato dei giocattoli così particolari ma sconosciuti al grande pubblico? Il fumetto era un successo in crescita, ma rimaneva nell’ambiente underground. Serviva un altro passaggio dopo quello al mondo delle figures, magari quello che aveva contribuito al successo di serie come G.I.Joe o i Masters of The Universe. Ed ecco che il cartone animato Tartarughe Ninja alla Riscossa vide la luce.

Tartarughe Ninja alla Riscossa

Quattro tartarughine d’acqua dolce cadute nelle fogne di New York vengono accidentalmente in contatto con una sostanza chimica mutagena che ha la capacità di trasformare qualsiasi essere vivente nell’ultima specie con la quale si è venuti a contatto, in questo caso l’uomo che le aveva trovate e adottate, il maestro di ninjitsu Hamato Yoshi, a sua volta venuto in contatto con la sostanza e trasformato in un topo umanoide. Yoshi, cambia il suo nome in Splinter e dà ai quattro adolescenti i nomi dei suoi artisti preferiti: Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello. Insegna loro l’antica arte ninja, la meditazione e li cresce come un padre amoroso.

Michelangelo, Raffaello, Leonardo e Donatello
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

I quattro giovani ninja cresceranno con le passioni dei teenager degli anni 80-90 come lo skate, i graffiti e soprattutto la pizza, grande amore e elemento iconico dei personaggi. Grazie alle loro tecniche ninja difenderanno la città dalla malvagità di Shredder, capo del Clan dei Ninja del Piede, e dai suoi scagnozzi Bebop e RockSteady, due punk di strada mutati rispettivamente in un facocero e un rinoceronte. Lo stile è decisamente diverso da quello dei fumetti originali di Eastman e Laid, i protagonisti sono sempre sorridenti, ironici e tutta la serie è ricca di comicità.

Le action figures delle TMNT
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Ovviamente la violenza fu completamente bandita da questo prodotto, che alla fine riuscì nel suo scopo che era quello di far vendere i modellini delle tartarughe e dei loro avversari, arrivando a a superare le 100 milioni di unità solo nel 1990, non male per un prodotto che la Mattel all’epoca definì come “L’idea più stupida mai sentita”.

Buoni e Cattivi

Nella serie le quattro tartarughe ninja sono aiutati nelle loro battaglia da una serie di alleati e insieme combattono contro decine di nemici, in molti casi mutanti ma anche alieni e altro. I protagonisti indiscussi rimangono comunque i quattro ninja con il guscio: Leonardo: leader del gruppo, usa una coppia di Katane e indossa una fascia blu. Abilissimo nelle arti marziali e molto attento al codice del guerriero; Raffaello: sbruffone e sarcastico, maestro con i Sai, i coltelli a 3 punte giapponesi. Il suo colore è il rosso. Il suo alter ego originale era rissoso, impulsivo, violento e più grande rispetto ai suoi fratelli, è il secondogenito e la sua irruenza lo ha sempre messo in competizione con Leonardo; Donatello: il genio del gruppo, ha costruito tutti i mezzi usati dalle tartarughe ninja, dal Tarta-Furgone, al Tarta-dirigibile. La sua mascherina è viola e usa il Bo, un bastone di legno; Michelangelo: ama lo skateboard, il surf e la pizza. Usa una coppia di nunchaku ed il più giovane del gruppo. Anche se adora oziare e quando può evita le lezioni del Maestro Splinter, è di buon cuore e sempre pronto ad aiutare tutti.

A guidarle c’è il loro mentore Mastro Splinter/Hamato Yoshi: screditato da Shredder è stato costretto a vivere in miseria nelle fogne di New York dove ha trovato le tartarughe ed è stato contaminato dal mutageno. La sua tecnica è seconda solo alla sua saggezza e ama i suoi ragazzi come dei figli.

Si aggiungeranno al gruppo anche April O’Neal: giornalista di Channel 5, intraprendente e decisa e Casey Jones: un vigilante che usa attrezzi sportivi come equipaggiamento. Porta sempre una maschera da Hockey e una sacca piena di mazze di vari sport. É molto legato a Raffaello e spesso cade in preda ad attacchi di rabbia.

Shredder
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Shredder: Nemico giurato delle tartarughe ninja e di Splinter, è il capo del clan del piede, un gruppo di ninja che vogliono controllare il mondo. Nel fumetto originale era un killer spietato, mentre nella serie animata molto spesso diventa una macchietta comica. Oltre ai ninja del Clan le tartarughe dovrenno scontrarsi con Bebop e Rocksteady: Due punk di strada diventati tirapiedi di Shredder dopo che questo li ha trasformati in mutanti, ibridandoli con un facocero e un rinoceronte. Sono parte della esagerata linea comica della serie e spesso le loro gag involontarie sono causa del fallimento di Shredder.

Bebop e Rocksteady
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Andando avanti con la serie arriverà un nuovo nemico, Krang: Un cervello rosa con occhi, bocca e denti affilati con due escrescenze mollicce al posto delle braccia. Non avendo gambe usa un robot dalle fattezze umane per muoversi, e la postazione di guida si trova al posto della pancia. É un alieno e il suo Techno-Drome è una nave in grado di aprire varchi dimensionali.

Le Tartarughe Ninja oggi

La serie andò avanti per 193 episodi divisi in 10 stagioni, dal 1987 al 1996, poi venne interrotta a causa del naturale calo di ascolti e delle vendite legate ai giocattoli, ma le storie delle tartarughe ninja non erano ancora pronte per la parola fine. Dal ’96 ad oggi i quattro ninja furono protagonisti  di decine di videogiochi, giochi da tavolo, tre film in live action con attori in costume e due più recenti in cui per i mangia-pizza sono state utilizzate le tecniche di motion capture e CGI, e ben tre nuove serie animate.

Non tutti questi side-project ebbero successo, ad esempio dei primi tre film con attori in carne ed ossa il primo prodotto come film indipendente fu un successo al botteghino e all’home video ma era più vicino allo stile del fumetto che a quello del cartone con buona insoddisfazione dei produttori dei giocattoli, e così dal secondo si tornò ad uno stile più leggero, forse troppo, che non fu accolto benissimo dagli spettatori.

Ma se vogliamo parlare del flop più grande delle Tartarughe ninja non ci sono dubbi, c’è solo una cosa che andrebbe totalmente rimossa dagli archivi: la serie TV “Tartarughe Ninja: l’avventura continua” . Prodotta in collaborazione con la Saban, ovvero la casa di produzione dei Power Rangers e altri Super Sentai americani, questa serie tv introduceva la quinta tartaruga ninja femmina chiamata Venus in onore alla Venere di Milo, ovvero la quinta tartaruga d’acqua che era presente al momento dell’incidente con il liquido mutageno e di cui Splinter si era dimenticato. Per decenza non ne parleremo più.

Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Curiosità

Peter Laid, il co-creatore delle Tartarughe Ninja, ha sempre odiato il fatto che nella serie animata i quattro anfibi amassero la pizza. Le tartarughe hanno avuto diversi team up con altri protagonisti di fumetti o serie tv. fra questi ricordiamo quello con Batman e quello con i Power Rangers. Nel reboot cinematografico del 2014 prodotto da Michael Bay, Le tartarughe dovevano essere alieni invece che mutanti.
Il design di Shredder prese ispirazione da una grattugia per formaggio.

Nella recente serie Rise of the Teenage Mutant Ninja Turtles – Il destino delle Tartarughe Ninja il leader del gruppo è Raffaello, ma solamente per la prima stagione, dopo di che Splinter ufficializzerà Leonardo come capo del team, e per la prima volta le tartarughe sono presentate come appartenenti a specie diverse con evidenti richiami nel nuovo design.

Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

Le tartarughe ninja sono nate come parodia di eroi noti, in particolare di DareDevil. L’omaggio è palese nei ninja del Clan del Piede, chiaro riferimento al Clan della Mano, nemici di Devil, Elektra e Wolverine che più volte si sono scontrati con gli eroi Marvel. Quando la serie arrivò nel Regno Unito venne rinominata Teenage Mutant Hero Turtles perchè il termine Ninja ricordava troppo assassini sanguinari. Il logo e il nome modificato vennero usati su tutto il merchandise.

La sigla originale della cartone animato  “Teenage Mutant Ninja Turtles” è stata composta da Chuck Lorre, che in seguito è diventato un famoso regista e produttore televisivo, fra i suoi successi ci sono: Dharma e Greg, The Big Bang Theory, Due uomini e Mezzo e Young Sheldon.

Il famoso motto Cowabunga, non esiste nei comics originali. Nel film Turtles Forever le tartarughe della serie del 2003 incontrarono la loro controparte della serie classica e anche le quattro tartarughe dei comics originali.

Turtles Forever
Tartarughe Ninja alla riscossa: Pizza e Arti marziali

 

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