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Taupe Syuka: Alice nel Paese delle Meraviglie e altre illustrazioni

Taupe Syuka è un’illustratrice giapponese specializzata in opere fantastiche dal gusto metafisico realizzate con una sublime tecnica ad acquerello.

Dell’artista, prevalentemente sconosciuta al pubblico occidentale, non si sa molto se non che ha realizzato una serie di dipinti in cui rielabora la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e che a fine novembre ha partecipato a una mostra collettiva presso lArt Complex Center di Shinjuku, a Tokyo.

Da sempre la storia di Alice nel paese delle meraviglie è stata declinata in innumerevoli versioni cinematografiche e artistiche in cui l’aspetto surreale ha fatto da perno centrale per la costruzione di ogni opera derivata. Taupe Syuka non fa eccezione e unisce alla dimensione onirica una piacevole dose di estetica giapponese.

Alice nel Paese delle Meraviglie

arte giapponese

In quest’opera non ci sono volti. Il viso di Alice si vede parzialmente, coperto per il resto da rose rosse e funghi (entrambi elementi fondamentali nella storia). Alice cammina alla cieca con una tazza di tè in mano, circondata da altre immagini di sé stessa in diversi punti della storia in cui mai si vede il viso della ragazza.

Il Cappellaio Matto è voltato di spalle, perfino il fenicottero non guarda avanti, simbolo della confusione della protagonista e del procedere a tentoni lungo tutto il corso del racconto.

L’illustrazione riesce a riassumere molto bene tutti gli ostacoli che Alice è costretta a superare, dalla tortina con scritto “Eat Me”, alla bottiglietta col cartellino “Drink Me”, fino alla chiave per oltrepassare la porta chiusa, e le carte da gioco che incontrerà con la Regina di Cuori.

Il fulcro nonché l’asse visivo dell’opera è spostato a tre quarti nella parte superiore, ma se abbassiamo lo sguardo verso la parte inferiore del dipinto, notiamo una mano che sorregge Alice addormentata col libro sul volto, facendoci capire che è tutto un sogno.

arte giapponese

In quest’altra opera un’Alice coi capelli scuri e gli occhi a mandorla cade nella tana del Bianconiglio, abbracciata alla creatura e circondata da funghi e un filo di fumo. Il Bianconiglio, in questa versione non antropomorfizzato, porta al collo il suo famoso orologio da taschino, realizzato metafisicamente molto più grande di quanto dovrebbe essere.

L’opera è piuttosto scura, la parte superiore sfuma sul nero, mentre quella inferiore lascia la speranza che ci sia una luce alla fine della caduta di Alice. Il vero punto di luce però, rimane il coniglio albino, con le sue orecchie rosa e gli occhi rossi.

Il sole e la luna

arte giapponese

Due opere che possono essere considerate a sé stanti o come dittico. Il sole e la luna.
Rispettivamente, sono state rappresentate due figure della religione shintoista: la dea del Sole Amaterasu-ō-mi-kami, letteralmente “Grande dea che splende nei cieli”,  e Tsukuyomi-no-mikoto il dio della Luna.

In questo caso Tsukuyomi è dipinto come una dea, ma non è la prima raffigurazione femminile che fanno del dio della luna, quindi forse “femminilizzare” il dio è una cosa più frequente di quanto si pensi.

In realtà, le due opere sembrano raffigurare la stessa persona: una ragazza asiatica, mora con un’acconciatura giapponese che assume quasi la stessa posa specchiata, da un lato in una versione notturna in gradazione di blu, e dall’altra una versione diurna con l’oro che splende sul bianco.

Tsukuyomi brilla alla luce della luna in bianco e blu, e nella sua posa molle sostiene una civetta delle nevi, un animale notturno.

Amaterasu di contro esplode di rosso, verde e oro nella luce del sole, e nella posa specchiata sostiene un gallo, l’animale che dà il via al nuovo giorno.

Entrambe hanno dei nastri che escono dai loro obi (la cintura del kimono) che creano un gioco di colori, luci e ombre. Sui colori freddi per una, e sulle tonalità calde, coi colori dell’estate per l’altra.

Tsukuyomi è abbracciata ai bordi da un’Ipomea bianca, una specie rampicante sempreverde i cui fiori si aprono verso il crepuscolo e restano aperti tutta la notte. Per questo motivo ha anche il romantico appellativo “fiore di luna”.

Amaterasu invece è contornata da spighe di riso, l’emblema dei raccolti estivi e del frutto del sole. Inoltre, e forse questa è una cosa che non tutti sanno, secondo il credo shinto, Amaterasu è l’antenata diretta della famiglia imperiale giapponese, quindi nel tempio principale a lei dedicato, il Santuario di Ise, ci sono dei riti annuali specifici basati sul ciclo della coltivazione del riso.
La cerimonia più importante è la Kanname-sai nella quale i sacerdoti offrono il primo raccolto di riso e ringraziano con una preghiera a Amaterasu-omikami.

Sicuramente queste due opere vivono anche distanti l’una dall’altra, ma è indubbio che insieme come dittico assumano una connotazione definitiva e totalizzante.

Taupe Syuka ha una pagina DeviantArt dove si possono ammirare tutti i suoi lavori, inoltre è presente con più di 13.000 follower su Twitter, dove si possono seguire le novità dell’artista nipponica, le sue ultime pubblicazioni e le esposizioni a cui partecipa.

Se vi piacciono le illustrazioni in stile giapponese, potrebbe interessarvi un Color Book a tema con immagini di ragazze in kimono tutte da colorare.