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Tex Willer Vol. 1 – Vivo o Morto!, le prime imprese del giovane Tex: recensione

Dopo essere andato esaurito, Sergio Bonelli Editore ripropone una nuova edizione di Tex Willer Vol. 1 – Vivo o Morto!. Si tratta del corposo volume cartonato che ripropone a colori i primi quattro albi di Tex Willer, ovvero la serie parallela all’inossidabile Tex che narra le avventure dello stesso personaggio ma da giovane, firmate dall’instancabile Mauro Boselli ai testi, Roberto De Angelis alle matite e corredato dall’evocativa copertina di Massimo Carnevale.

Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto!, recensione

Da Tex a Tex Willer, una premessa

La serie Tex Willer è nata oramai qualche anno in seno a quel fermento in casa Sergio Bonelli Editore che è maturato in due direzioni opposte ma complementari. La prima è stata quella votata all’utilizzo transmediale e multimediale dei propri personaggi, la seconda è stata invece quella dell’allargamento della base dei lettori attraverso una serie di sperimentazioni editoriali e narrative che hanno portato la casa editrice a proporre nuove serie in formati altri rispetto al classico albo da edicola e al recupero attraverso diverse modalità narrative (come il più classico retelling delle origini ma con piglio più “al passo coi tempi”) di svariati personaggi trovando, o ritrovando, non solo lettori ed estimatori ma anche inediti filoni narrativi da poter esplorare con rinnovato entusiasmo.

A quest’ultima categoria si ascrive sicuramente la serie Tex Willer che nasce editorialmente sulla base di tre pubblicazioni precedenti estremamente eterogenee Nueces Valley, Il Magnifico Fuorilegge e Il Vendicatore (rispettivamente un Maxi Tex, un Texone e un Tex Romanzi a Fumetti) e narrativamente da due immagini di Tex che si sovrappongono nell’immaginario collettivo dei lettori più addentrati.

Nei primi mitici albi infatti Tex non è un Ranger bensì un ricercato, braccato proprio dalla legge con cui si riappacificherà molti episodi dopo. Un passaggio quasi inevitabile per gli eroi di quegli anni nati nell’impeto del dopoguerra e gradualmente “normalizzati” così come accaduto a tanti colleghi di Tex anche lontani chilometri, basti vedere Superman o Batman.

Ed è proprio da questa sovrapposizione che parte Mauro Boselli per raccontare le avventure di Tex prima di quelle divenute “classiche” ma non con lo stratagemma più volte utilizzato del racconto in analessi bensì in prima persona riallacciandosi alla ricca, ricchissima mitologia del personaggio e presentando così non solo il protagonista ma anche vecchi e nuovi personaggi nonché antagonista da un punto di vista inedito.

Dopo aver sperimentato questo approccio inedito per il personaggio sulle tre pubblicazioni sopracitate, Boselli vara, a novembre 2018, la nuova testata regolare da edicola Tex Willer (tutt’ora in corso) e dal successo sempre crescente che si è nel frattempo anche arricchita non solo di numerose ristampe in volume ma anche di pubblicazioni correlate e speciali.

Tex Willer Vol. 1 – Vivo o Morto!, in fuga dalla legge

Le avventure di Tex, nella sua serie classica, partono, come accennato poco sopra, con il nostro eroe nei panni di un fuorilegge. Tex infatti, dopo essersi già messo una prima volta nei guai con la legge cercando di sgominare una banda di razziatori, aveva intrapreso una brillante carriera nei rodei interrotta solo dalla notizia dell’omicidio del fratello Sam con cui aveva avuto dei dissapori all’epoca della morte del padre Ken, ucciso da quegli stessi razziatori che aveva già cacciato.

Giunto in Arizona, Tex aveva appreso che l’omicidio era stato perpetrato da un tale Tom Rebo e dalla sua banda. Il giovane Tex era riuscito a rintracciare i componenti della banda e vendicarsi ma il corrotto sceriffo Mallory, complice di Rebo, aveva escogitato un piano per togliersi il fastidio cowboy di torno: spiccare un mandato di cattura sulla testa di Tex, con tanto di taglia, per l’omicidio proprio di Rebo. Questo aveva permesso all’ultimo componente della banda, John Coffin, di fuggire.

Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto!, recensione

Ed è esattamente così che lo ritroviamo all’inizio di Tex Willer Vol. 1 – Vivo o Morto!. Tex si è trasformato da predatore a preda. John Coffin infatti ha messo insieme una posse per rintracciarlo sugli altopiani dell’Arizona e riscuotere la taglia sulla sua testa. Quando però il primo scontro termina con un nulla di fatto, Coffin decide di rivolgere le sue attenzioni altrove ovvero al recupero di un misterioso tesoro indiano.

Ma Tex è cosciente del fatto che dovrà sistemare il bandito una volta per tutte soprattutto dopo aver appreso che ha ucciso il sakem dei pawnee Orso Grigio. Inizia così una doppia caccia all’uomo: Tex contro Coffin e Tesah, la figlia di Orso Grigio, che deve recuperare il medaglione con le indicazioni per il tesoro. Le due strade ovviamente convergeranno.

Rinnovare nel solco della tradizione

Il titolo di questo paragrafo, per quanto possa sembrare scontato, fotografa alla perfezione il lavoro fatto da Mauro Boselli in questo volume. Il racconto infatti è meno muscolare dei già citati Il Magnifico Fuorilegge e Il Vendicatore e sicuramente meno fordiano di Nueces Valley preferendo sfruttarne l’inerzia e il dinamismo di queste tre storie strizzando l’occhio, per incipit e svolgimento, anche ai lettori storici del personaggio.

L’inossidabile sceneggiatore deve ovviamente sacrificare qualcosa lungo la strada ed è sicuramente l’immediatezza in favore di un intreccio di storie, a tratti estremamente complesso e molto stretto, che richiama l’animo più avventuroso della creatura di G. L. Bonelli.

Ed è proprio questo strettissimo intreccio a rappresentare anche l’idea punto di partenza per le avventure del giovane Tex che devono trovare una propria identità nel passaggio da “volume unico” a serie regolare. Boselli cerca di creare diverse linee tensive testando nuovi e vecchi lettori, solleticandoli con riferimenti più o meno palesi alla prima storica avventura di Tex ovvero Il Totem Misterioso.

Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto!, recensione

Il lavoro di Boselli, sia in fase di soggetto che di sceneggiatura, è come sempre solido e privo di punti deboli ma si tratta pur sempre di un debutto e come tale va preso. Il volume è decisamente intrigante ma ancora un po’ sbilanciato verso il Tex “classico” mentre il Tex “giovane” aveva dimostrato, nelle sue pubblicazioni “auto-contenute”, che con lui si poteva e si doveva osare. Una “maturazione” che la serie inizia effettivamente già dall’arco narrativo successivo a questo inziale dando il via ad una parabola ascendente esponenziale in questo senso che pare non accenni a fermarsi ma al contrario è riuscita ad inglobare nuovi spunti, vecchi e storici nemici ed anche un futuro presidente degli Stati Uniti.

L’influenza di Galep e l’evocativa copertina di Massimo Carnevale

Se Boselli si muove ipoteticamente a metà strada fra tradizione avventurosa e una innovazione votata all’azione, le matite di Roberto De Angelis recuperano il gusto del western più legato a John Ford omaggiando ovviamente il grande Galep (al secolo Aurelio Galeppini) creatore grafico del personaggio.

De Angelis fa sua la lezione del maestro e pioniere Galep unendo ad un tratteggio puntuale, volto ad aumentare il realismo complessivo dell’anatomia delle figure e degli ambienti, molto curati già di per sé, quel dinamismo e quell’urgenza del “primo” Tex. Il tutto si traduce in scene d’azione mai esagerate ed estremamente verosimili e quel gusto per la drammaticità espressiva esaltato da un uso dei primi e primissimi piani mai fine a sé stesso.

Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto!, recensione

Di contro, nella costruzione della tavola, non mancano piani lunghi e lunghissimi (ancora una volta il cinema di Ford è un riferimento) e qualche piano americano mentre il layout e la disposizione dei riquadri è fortemente debitore del classico schema bonelliano favorendo uno storytelling estremamente chiaro e una invidiabile scorrevolezza nella lettura.

Molto buono il lavoro al colore di GFB Comics che esalta le matite di De Angelis anche se in alcuni frangenti indugia un po’ troppo su tinte piatte dove magari qualche sfumature in più o effetto di luce avrebbe giovato.

Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto!, recensione

Così come accaduto per la sceneggiatura di Boselli, anche graficamente Roberto De Angelis cerca di essere graffiante ma senza discostarsi molto dalla impostazione della serie classica. Un approccio che matura già nel secondo arco narrativo merito forse di una ambientazione più urbana.

Impossibile non citare l’evocativa copertina di Massimo Carnevale che utilizza un approccio opposto ma complementare a quello di Maurizio Dotti, copertinista della serie da edicola. Se quest’ultimo infatti predilige una composizione più classica (più simile a quella di Claudio Villa giusto per dare un riferimento più ampio) volta a sottolineare la dinamicità dell’azione, Carnevale ha un approccio pittorico che riporta alla mente non solo certe locandine cinematografiche ma anche, grazie all’utilizzo di toni gialli che sfumano verso arancioni e ocra, a certi maestri dell’illustrazione agli albori del fumetto come Alex Raymond capaci di cogliere l’attimo “patinato” tipico della cinematografia del grande cinema degli anni ’30.

Il volume

Apprezzabile la cura carto-tecnica del volume confezionato dalla SBE in cui c’è da segnalare la puntuale e programmatica (per le premesse da cui nasce la serie e per i suoi intenti narrativi) introduzione firmata dallo stesso sceneggiatore Mauro Boselli nonché l’ottima resa grafica dei colori. Il volume non presenta extra di alcun tipo.

Tex Willer Vol. 1 – Vivo o Morto!


Tex Willer Vol. 1 - Vivo o Morto! è un volume, e un inizio, decisamente intrigante che paga dazio sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista grafico al Tex "classico" e al suo carattere estremamente avventuroso. Si tratta quindi di una lettura appagante che si innesta nel solco della tradizione cercando, e in parte trovando, nuovi spunti narrativi: un volume ideale per iniziare a leggere Tex, seppure in questa declinazione giovanile, e soprattutto capace di solleticare l'attenzione anche di quei lettori non avvezzi al genere e al personaggio.

Pro

  • storia sorprendentemente complessa e dal gusto avventuroso
  • buone sequenze d'azione e grande facilità di lettura grazie ad un approccio grafico chiaro
  • un inizio appagante e capace di coinvolgere lettori neofiti

Contro

  • i vari filoni narrativi non sempre si incastrano alla perfezione
  • il ritmo e l'intreccio sono quelli tipicamente bonelliani
  • non tutti i lettori potrebbero apprezzare l'operazione di innovazione nel solco della tradizione