Cinema e Serie TV

The Circle, la clip in esclusiva per Tom’s Hardware

Domani nei cinema italiani arriva The Circle, uno dei più inquietanti film sulla società ai tempi dei social network e per l'occasione Tom's Hardware vi propone una clip in esclusiva, che comunica bene l'atmosfera del film. "Questo non è un romanzo sul potere di Google sulle nostre vite, ma su quello che rimane delle nostre vite nell'era di Google". La frase con cui lo scrittore Dave Eggers ha elegantemente condensato l'argomento del suo best seller del 2013 si attaglia perfettamente anche alla pellicola di James Ponsoldt.

Nel film infatti la protagonista, assunta al Cerchio – la più influente azienda nella gestione di informazioni web, a metà strada tra Facebook e Google – si troverà presto a interrogarsi sulle questioni della memoria, della privacy, della democrazia e dei limiti, valicabili o meno, della conoscenza umana.  

L'inquietante azienda si occupa di intrecciare tra loro i dati provenienti da mail, social network e conti bancari, in una società dove la trasparenza è sempre più una parola d'ordine a discapito della privacy e in cui la vita al di fuori dell'azienda si trasforma man mano in un lontano miraggio, man mano che diventa sempre più pubblica e trasparente al mondo esterno.

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The Circle può contare su un cast di prim'ordine, che annovera Emma Watson nei panni della protagonista, John Boyega (Star Wars – Il Risveglio della Forza) e soprattutto Tom Hanks, il carismatico capo di The Circle, tutto t-shirt e look minimal, a metà strada tra Mark Zuckerberg e Steve Jobs.

Il film, così come il libro è dunque un thriller psicologico dalle profonde implicazioni sociali, piuttosto ambizioso. L'esordiente Ponsoldt però sembra essere il regista giusto, essendosi già occupato con successo di letteratura contemporanea, con The End Of The Tour, road movie sulla figura di David Foster Wallace, mostro sacro della letteratura statunitense postmoderna. Il regista inoltre ha "l'età giusta" per comprendere le implicazioni sociali e personali di questa storia, così come Emma Watson, che tra l'altro ha anche esperito direttamente gli effetti della visibilità e della sovraesposizione mediatica ai tempi in cui, poco più che bambina, recitava nella saga di Harry Potter.