Cinema e Serie TV

The Expanse: la nostra intervista a Steven Strait e Dominique Tipper

The Expanse è senza dubbio una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Tratta dai romanzi di James A. Corey, pseudonimo degli scrittori Ty Franck Daniel Abraham, lo show è stato prodotto dal canale Sci-Fi, dove è andato in onda per tre stagioni, fino alla sua cancellazione. Sembrava tutto finito quando è stato acquistato da Amazon, che ha prodotto la quarta stagione, che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video in prima visione assoluta tra qualche mese.

In occasione della promozione della nuova stagione abbiamo potuto intervistare alcuni degli interpreti. In un altro articolo potete trovare la nostra intervista a Cas Anvar (che nella serie interpreta Alex Kamal), Shoreh Aghdashloo (Chrisjen Avasarala) e Frankie Adams (Frankie Draper).

Negli scorsi mesi abbiamo assistito ad una conferenza di apertura dove i cinque attori presenti hanno parlato della quarta stagione ed è stata mostrata una breve clip in anteprima in cui alcuni di loro atterrano (con una certa difficoltà) su un nuovo pianeta inesplorato, il che apre scenari entusiasmanti per la serie.

Di seguito trovate la nostra intervista a Steven Strait (James Holden nella serie) e Domique Tipper (Naomi Nagata), che si sono dimostrati estremamente disponibili.

Al momento dell’intervista, veniamo accolti da un radioso Steven, allegro ed emozionato all’idea di promuovere la nuova stagione, e un’elegantissima Dominique, fasciata in un abito da gala azzurro.

 

 

Dominique, cos’hai provato nel girare questa quarta stagione?

  E’ una stagione diversa, è stato bello cambiare, vedere un altro lato dello show. Penso che il primo episodio sia il migliore mai visto finora!

 

Cosa pensate dell’evoluzione dei vostri personaggi nel corso della serie?

 

 Quello che amo dell’interpretare James Holden è la sua evoluzione dalla prima alla terza stagione. Quando lo incontriamo all’inizio lui scappa dalle sue responsabilità. Deve tirare fuori le sue emozioni, deve costantemente vivere con queste circostanze. Volevo mostrare quanto sia complesso e confuso questo processo, ho empatizzato molto con lui. Puoi sentire la sua colpa, ciò che gli brucia. Ho voluto costruirlo come un eroe: nella terza stagione pensiamo che stia diventando pazzo, è stato molto divertente interpretare quelle emozioni. Non può vivere con le sue responsabilità, non può riparare a ciò che ha fatto. Gli scrittori stavano adattando i libri con noi, praticamente, mentre vivevamo le esperienze dei personaggi.

 

  Abbiamo ancora molte cose interessanti da fare con i personaggi. Vediamo spesso mamme estraniate dai propri figli e adoro questa tematica. Ci passano molte donne, sento molta pressione, ma sono fiera di poter ritrarre quel tipo di donna. Nella quarta stagione ho dovuto mostrare tutta la forza del personaggio, fisicamente è stata una vera sfida.

 

Qual è stato e qual è ora il vostro rapporto con i libri da cui è tratta la serie?

 

Prima di iniziare a girare la prima stagione della serie non conoscevo i libri. Sei molto fortunato quando hai uno show con questa materia, Naomi ad esempio  è caratterizzata diversamente rispetto ai libri, ma è questo il bello. ci sono molti riferimenti che considero veri privilegi.

Io invece ero un grande fan dei libri e non sapevo li volessero adattare. Per me i romanzi sono stati fondamentali per capire meglio i sentimenti. Per capire perché James si comportasse in quel modo era importante, per me come attore, credere a quello che faceva il personaggio e spiegarne il motivo. Abbiamo deciso con gli showrunner di prenderci il lusso del tempo per costruire questi personaggi.

Cosa ti ha dato quest’esperienza con la serie?

 E molto gratificante, una delle migliori esperienze della mia carriera. Ancora, abbiamo questi due scrittori fantastici e li abbiamo usati per estrarre tutto il potenziale dalla storia che stavamo raccontando, perchè è davvero una gran bella storia.

  Sono molto soddisfatta. Per me è molto importante come è stata percepita la serie dal pubblico.

 

Qual è il vostro rapporto con la fantascienza?

 

 E’ un buon rapporto, mi piace. Io adoro Ai confini della realtà, lo avevo quasi dimenticato prima di iniziare a girare questa serie. La fantascienza è sempre stata una grande parte della mia vita.

 

Non leggo generalmente molta fantascienza, ma quello che amo di The Expanse è che non è la solita fantascienza, perché si basa molto sulla psicologia dei personaggi. Ho guardato molti film di fantascienza però, come Blade Runner o  Alien, grandissime esperienze cinematografiche.

 

Steve, quanto pensi che continuerà la serie?

Non lo sappiamo. Io voglio finire di raccontare la storia fino alla fine. Non importa quanto ci vorrà, come ho detto, è una grande storia e vogliamo che duri quanto basta per poterla raccontare come si deve, è per questo che siamo stati contenti quando è stata confermata la nuova stagione, perchè potevamo finire ciò che avevamo cominciato!

 

Si conclude così questa interessante intervista a due interpreti di una grande serie. Non si sono sbilanciati troppo con le anticipazioni, ma si vedeva che erano entusiasti di quanto è stato fatto da Amazon e anche noi non vediamo l’ora di scoprire come sarà questa attesa quarta stagione.

 

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