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The Map of Tiny Perfect Things: la recensione

La stessa giornata che si ripete, un breve lasso di tempo sublimato nell’eternità in cui gli avvenimenti si susseguono sempre uguali. Vi sono evidenti vantaggi nel sapere sempre cosa accadrà, ma anche parecchi svantaggi nel non poter vivere il “domani”, quello vero, fatto di cambiamenti e sorprese. È quello che accade in The Map of Tiny Perfect Things, il nuovo film del catalogo Amazon Prime Video diretto da Ian Samuels, su sceneggiatura dello scrittore e giornalista Lev Grossman: un loop temporale in cui due adolescenti, Mark e Margaret, sono rimasti intrappolati. The Map of Tiny Perfect Things è approdato sulla piattaforma streaming il 12 febbraio 2021, commedia young adult che esplora due modi diversi di vivere il tempo: da una parte, la voglia di sperimentare tutte le possibili esperienze che il futuro riserva alle nostre esistenze; dall’altra, il desiderio di fermare l’attimo per sempre, congelarlo, per non dover affrontare l’ignoto, il dolore, le esperienze negative, che si celano dietro a ogni nuova giornata. Vi raccontiamo qui il film di Ian Samuels.

The Map of Tiny Perfect Things

Accadrà tra 3, 2, 1…

Mark (Kyle Allen) è un diciassettenne brillante e intelligente, che ama l’arte e un po’ meno la matematica. Al suo risveglio, ogni mattina, sa sempre perfettamente cosa accadrà: una tazza che cade, un automobilista che rischia di scontrarsi con un altro, una ragazza che non sa come raggiungere la piscina. Mark conosce ogni esatto momento della giornata perché da qualche tempo a questa parte quella stessa giornata si ripete sempre, in maniera identica: un loop temporale con cui il ragazzo ha imparato a convivere sfruttando il “tempo” a sua disposizione per ampliare sempre un po’ di più le sue conoscenze sulla città e sul mondo in generale.

Durante una delle solite, identiche giornate, accade però qualcosa di diverso: una ragazza mai vista prima fa la sua comparsa alterando lo schema. Il suo nome è Margaret (Kathryn Newton), conosce bene la matematica e vuole diventare un’astronauta. E come Mark, anche lei è bloccata nel loop. I due quindi si avvicinano e imparano qualcosa di nuovo l’uno dall’altra sugli avvenimenti intorno a loro, cercando di capire come uscire dal cerchio infinito che ogni giorno ha termine a mezzanotte e ricomincia alle otto del mattino.

The Map of Tiny Perfect Things

Mark e Margaret trovano così una possibile soluzione: approfittare del tempo a loro disposizione per godere delle piccole cose perfette che accadono quotidianamente e che perdiamo sempre di vista, persi come siamo nelle nostre frenetiche vite. Brevi, fugaci attimi carichi di emozioni: i due giovani credono quindi che quando riusciranno a scovare l’ultimo di essi, saranno in grado di spezzare il loop e ripristinare la normalità del tempo. C’è solo un piccolo problema. Se Mark vuole uscire da questo cerchio infinito, Margaret invece vuole restarvici per sempre, per motivi che non è incline a rivelare. In che modo i due gestiranno questo piccolo grande dilemma?

Sei ancora in grado di stupirti?

The Map of Tiny Perfect Things è un film young adult dai toni romantici, e come tale potrebbe essere visto con qualche riserva da chi non è avvezzo al genere. Tuttavia, a dispetto delle premesse, si tratta di una pellicola fresca e brillante la cui visione scorre fluida e senza intoppi, senza mai risultare appesantita da quella romance tra i protagonisti che già dalla locandina è telefonata. Una storia ispirata da uno tra i più celebri loop temporali cinematografici, quello di Ricomincio da Capo (Groundhog Day), con una componente però più giovane e briosa, seppur agrodolce e amara in più punti.

Si tratta infatti di una narrazione che fa l’occhiolino in più punti alla cultura pop odierna e sfrutta le tecniche visive vicine allo stile della fotografia che tanto va in voga attualmente, ma non per questo The Map of Tiny Perfect Things è superficiale o dai toni eccessivamente teen. Non si tratta infatti di una semplice storia d’amore, ma di una riflessione agrodolce che sboccia quasi timidamente per poi schiudersi con la potenza delle emozioni che implica. Una delle questioni di base che viene trattata è questa: come reagire allo scorrere del tempo?

Inizialmente Mark prende con filosofia il suo trovarsi bloccato in un loop, si gode la vita e approfitta di questo attimo eterno e sempre uguale per trascorrere più tempo in biblioteca o affinare le sue doti artistiche col disegno. Lentamente però si rende conto che vivere costantemente la stessa giornata vuol dire non sapere mai cosa riserva il futuro: non crescere mai, non poter vivere le normali esperienze che la vita mette sul nostro cammino, per quanto talvolta esse possano risultare spiacevoli, insomma non vivere realmente.

Chi di noi non ha mai sognato di poter fermare il tempo in un particolare momento della nostra vita per poterlo vivere ancora e ancora? Un desiderio che parte dal cuore, ma si scontra inevitabilmente con la ragione del comprendere che tutto il resto, il corso dell’esistenza e di ciò che essa ha in serbo per noi, resterebbe “chiuso fuori” dal nostro piccolo angolo temporalmente perfetto. The Map of Tiny Perfect Things si spinge però più in là, quando ci mostra il rifiuto di Margaret di andare avanti: dalle parole della stessa protagonista, realizziamo che la vita è composta in buona sostanza da tutta una serie di problematiche attraverso le quali è difficile talvolta vedere la luce (“terapia matrimoniale, debiti di studio, quel libro che non hai mai scritto… e poi hai 80 anni“).

La soluzione che viene proposta attraverso l’idea di Mark sembra essere molto semplice ma anche piuttosto efficace. Trovare quegli attimi, quei fugaci momenti di pura bellezza che il mondo ci regala e che il più delle volte non sappiamo cogliere, le piccole cose per le quali soprattutto i più piccoli sanno ancora stupirsi e che gli adulti nemmeno riescono a vedere, ingarbugliati nel caos delle proprie esistenze. Il loop temporale in cui i due protagonisti di The Map of Tiny Perfect Things sembra assumere così i contorni del momento di transizione tra l’infanzia e l’età matura: quel periodo della nostra vita in cui abbiamo ancora la capacità di trovare la bellezza nelle “piccole cose perfette”, sapendo che potremmo perdere tale “potere” una volta adulti e spinti verso altre preoccupazioni.

Il segreto, ci dice Grossman con la sua storia, è allora tracciare la mappa delle piccole luci che illuminano le nebbie della vita e lasciarsi guidare dalla loro purezza, per rimanere vivi e non perdere di vista l’importanza della felicità.

Il giorno della marmotta e gli altri

La pellicola diretta da Ian Samuels scorre piacevolmente sotto ai nostri occhi non solo per la storia fresca e pura di Mark e Margaret messa in scena, ma anche per gli elementi della nostra pop culture che contiene. I protagonisti sono infatti due giovani brillanti e anche parecchio nerd e attraverso di essi è facile cogliere le numerose citazioni disseminate qua e là all’interno del film. Prima fra tutte, Ricomincio da Capo, che viene menzionato quasi a voler sottolineare che “sì, sappiamo a cosa ci siamo ispirati e non abbiamo paura di ammetterlo”.

The Map of Tiny Perfect Things

Ma anche Edge of Tomorrow, film in cui il Tom Cruise protagonista è costretto a rivivere sempre la stessa identica giornata ogni volta che muore sul futuristico campo di battaglia su cui combatte, cercando di volta in volta il minimo cambiamento per uscire da questo loop infinito. E poi ancora Taxi Driver, Batman, I Banditi del Tempo e un videogioco che sembra essere un misto tra Doom e Gears of War. The Map of Tiny Perfect Things è vicinissima alla nostra cultura pop in molti modi, quindi, ma c’è anche un altro prodotto di tale cultura che anche se non viene citato esplicitamente deve avere di certo in qualche modo influenzato la realizzazione del film: Life is Strange.

Anche qui infatti ritroviamo i paradossi temporali, anche qui la storia dell’unione tra due adolescenti invischiati insieme nei capricci del tempo, ma anche della vita da diciassettenni in generale: le aspettative da parte degli adulti, la dolorosa perdita di un genitore, le fumose ambizioni per il futuro e i dubbi su ciò che si è o si vorrebbe essere, il distaccarsi da sè per poter vedere anche i drammi altrui con empatia. La colonna sonora di The Map of Tiny Perfect Things, curata da Tom Bromley, è molto vicina alle sonorità emozionali, agrodolci, talvolta trasognanti presenti anche all’interno del celebre videogioco, e si accostano con cura e aderenza alle immagini.

The Map of Tiny Perfect Things a livello visivo

Fin dalle prime scene in cui vediamo Mark, il protagonista, assistiamo a riprese che sembrano essere girate con camera a spalla, con leggeri movimenti di macchina che richiamano in qualche modo scene realistiche di vita quotidiana, nonostante la presenza di sottofondo di un irrealistico loop temporale. Una scelta che tuttavia funziona, accompagnata in apertura da un bel piano sequenza che vede Mark destreggiarsi con agilità tra i vari piccoli avvenimenti cittadini senza colpo ferire. Sarebbe stato bello vedere magari ancora altri piani sequenza dedicati alle vicende dei due protagonisti insieme sul set, ma la composizione delle scene fatte delle loro piccole avventure in giro per la città, come brevi istantanee di attimi fugaci, va a braccetto con la materia trattata e gli si aderisce molto bene.

La fotografia predilige tonalità chiare, fatte quasi perlopiù da colori “pastello” che ricordano in un certo senso alcuni filtri di Instagram. E benché all’interno del film il social media sia menzionato come uno dei “mali della società”, non si può fare a meno di notare che tuttavia lo stile delle immagini è molto vicino a quello della fotografia odierna. Non disturba particolarmente nell’economia generale di The Map of Tiny Perfect Things, ma colori più brillanti forse avrebbero accentuato maggiormente il contrasto tra la purezza giovanile e le amare questioni affrontate lungo la storia.

The Map of Tiny Perfect Things

In generale, tuttavia, il film si mostra piacevole da guardare, non risulta appesantito da scene esplicite o dialoghi volgari, così come la sceneggiatura è fluida e scorrevole anche le immagini sono caratterizzate da una sorprendente freschezza visiva. Arrivare alle ultime scene della pellicola lascia poi con una domanda, inesorabile ma importante: e noi, stiamo tracciando la nostra mappa delle piccole cose perfette?

Il Funko Pop! dedicato a Ricomincio da Capo, film con uno dei più celebri paradossi temporali del cinema: lo potrete trovare cliccando qui.