Cinema e Serie TV

The Matrix e Uncharted, ripresa dei lavori in dubbio

Pessime notizie per i fan di The Matrix e Uncharted, nonché per lo staff tedesco che stava lavorando alla loro preproduzione nelle sale berlinesi dello Studio Babelsberg: tutti gli operatori e i tecnici sono stati licenziati poiché è impossibile stabilire “se e in che modo i lavori saranno ripresi”.

Sia il sequel della trilogia fantascientifica delle sorelle Wachowski, che il film di ispirazione videoludica con Tom Holland erano in mano a Studio Babelsberg, prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria causata da Covid-19. Noti internamente come “Project Ice Cream” e “Girona”, ambo i lungometraggi si sono arenati ancor prima di iniziare le riprese, con Uncharted sospeso a pochi giorni dall’inizio lavori.

Il licenziamento in tronco dispiace certamente ai cinefili, i quali si iniziano a preoccupare che questi film rischino di non vedere mai la luce, ma soprattutto affligge la crew, ora priva di impiego e scoperta dalle agevolazioni economiche proposte dal Questore Governativo Federale alla Cultura e ai Media (BKM) e supportate dai fondi regionali e dalla Federal Film Board.

Il pacchetto di aiuti del BKM dovrebbe sostenere i costi delle produzioni ritardate o interrotte, ma solo di quelle che hanno ricevuto fondi regionali o federali. The Matrix 4 e Uncharted avrebbero richiesto alla Germania solamente un’agevolazione fiscale del 25%, in più, non avendo ancora dato via ai rispettivi progetti, non è chiaro se le due produzioni siano integrabili nel piano governativo. Anche se fossero idonei, comunque, la ridistribuzione monetaria andrebbe a coprire gli investitori, non i lavoratori.

In questo senso, più di 300 tecnici indipendenti si sono riuniti nel movimento Wir sind Babelsberg, Noi siamo Babelsberg, per chiedere agli studios di appellarsi all’amministrazione tedesca, nella speranza di ottenere ulteriori aiuti o, perlomeno, una corsia che permetta di accedere all’assistenzialismo già stanziato dal governo. La Germania ha infatti rilasciato aiuti affini al “Cura Italia” nostrano, mettendo in campo €50 miliardi destinati ai lavoratori indipendenti e alle piccole aziende.