Cinema e Serie TV

The Right Stuff: Uomini Veri, anteprima della nuova serie su Disney +

The Right Stuff: Uomini Veri è la nuova serie TV, originale National Geographic, disponibile su Disney+ a partire dal 9 Ottobre 2020. Lo show televisivo conta nel cast Patrick J. Adams, Jake McDorman, Colin O’Donoghue, Aaron Staton, James Lafferty, Micah Stock e Michael TrotterLa parte femminile, invece, è composta da alcune attrici di rilievo tra cui Nora Zehetner, Eloise Mumford e Shannon Lucio.

La serie TV è tratta dal famoso romanzo bestseller di Tom Wolfe dal titolo La Stoffa Giustada cui, nel 1983, è stato realizzato il film Uomini Veri per la regia di  Philip Kaufman che, durante gli Academy Award del 1984, portò a casa ben quattro Oscar.

Abbiamo avuto il piacere di guardare i primi due episodi di The Right Stuff in anteprima, abbiamo raccolto le idee attorno a quello che sembra essere uno dei prodotti più maturi e interessanti proposti dal catalogo Disney+. La piattaforma di streaming online sembra, in questo caso, concentrarsi, non solo sugli appassionati dei classici prodotti Disney, ma anche su un pubblico più ampio, catturando l’attenzione della compagine genitoriale e delle nuove e più mature generazioni di utenti.

La trama di The Right Stuff

Stati Uniti 1959. Siamo in piena guerra fredda e la corsa allo spazio riempie le prime pagine di tutti i giornali internazionali. Dopo il lancio dello Sputnik nel 1957 da parte dell’URSS, gli Stati Uniti D’America capirono che fosse giunto il momento di pensare a un progetto che prevedesse il lancio nello spazio di navi con equipaggio. Nasce così il Programma Mercury, proprio per arginare la corsa allo spazio e lo strapotere, in questo capo, dell’Unione Sovietica.

The Right Stuff

Le prime puntate dello show televisivo The Right Stuff seguono le vicende dei piloti coinvolti nel Programma Mercury. Dapprima vediamo la difficile scelta, da parte dei funzionari governativi, dei piloti più adatti. La scelta cade su quei militari dell’aeronautica che avessero all’attivo più di mille ore di volo e avessero dimostrato destrezza e preparazione in fase di test, con aeroplani adatti a superare la barriera del suono.

I primi nomi, ad entrare nella rosa dei candidati, furono quelli del Maggiore John Glenn, interpretato da un ottimo Patrick J. Adams, e del Tenente Comandante Alan Shepard (nella serie TV ha il volto di Jake McDorman), ad oggi ricordato come uno dei migliori piloti collaudatori dell’aeronautica statunitense. Oltre a questi due grandi nomi della storia made in USA, gli altri cinque membri del Mercury Seven furono il Tenente Gordon Cooper (Colin O’Donoghue), Wally Schirra (Aaron Staton), Scott Carpenter (James Lafferty), Deke Slayton (Micah Stock) e Gus Grissom (Michael Trotter), quest’ultimo diverrà il secondo uomo ad andare nello spazio.

The Right Stuff

Una narrazione tra propaganda e verità romanzesca

Come abbiamo già ricordato, The Right Stuff è tratto dal celeberrimo romanzo di Tom Wolfe che racconta le vicende reali, con un pizzico di verità romanzesca, del Programma Mercury targato USA, iniziato nel 1959. I Mercury Seven, i sette astronauti che ebbero la possibilità e l’onore (nonché l’onere) di partecipare alla missione spaziale, furono, all’epoca, dipinti come dei veri e propri eroi. A contribuire alla loro fama di veri eroi nazionali, furono i media dell’epoca, soprattutto il magazine LIFE.

Anche l’ufficio stampa della NASA fece in modo che i sette astronauti potessero entrare costantemente nelle case degli americani grazie a quello che oggi chiameremo marketing d’assalto. Gli USA, con il Programma Mercury, non vollero solo arrivare nello spazio e competere con l’Unione Sovietica, ma vollero proporre ai cittadini un vero e proprio modello di uomo a cui ambire. 

The Right Stuff

Le donne volevano sposare uomini come i sette militari della NASA, mentre gli uomini volevano essere proprio come loro: belli, intelligenti e famosissimi. Questo fu reso possibile proprio grazie a una studiatissima campagna pubblicitaria. In piena guerra fredda, quella della NASA e degli altri media partecipanti al progetto, fu una mossa a dir poco vincente. Si propose un modello di vita patriottico che, anche i più scettici, potevano fruire.

Il Progetto Mercury, però, non fu una passerella piena di lustrini, prime pagine e interviste e tutti coloro che furono coinvolti in esso risentirono molto dello stress e delle aspettative, a questo punto, non solo del governo ma dell’intera popolazione degli Stati Uniti D’America. Le prime due puntate di The Right Stuff mettono in evidenza proprio questo, lo stress degli astronauti e la volontà degli organi statali di “inventare” un ideale da proporre ai cittadini per contrastare l’egida spaziale dell’URSS.

The Right Stuff

Quello che, però, mostrerà la serie TV originale National Geographic, non sarà solo la positività di questa operazione, ma, soprattutto, quello che si cela dietro la macchina della comunicazione legata a un evento dalla portata epocale. Quindi, se Gagarin è stato, effettivamente, il primo uomo nello spazio i Mercury Seven hanno regalato al mondo la loro vita e la loro esperienza, come a voler dire che tutti avrebbero potuto farcela.

In conclusione

The Right Stuff sembra una serie promettente che, però, nulla toglia e nulla aggiunge al romanzo di Tom Wolfe e al film di Philip Kaufman. Le prime due puntate che abbiamo avuto il piacere di vedere, trasudano non poco testosterone ma, al contempo, criticano una società maschilista e gli anni del presidente Eisenhower, quelli della guerra fredda fatta a suon di marketing d’assalto per la massa.

The Right Stuff

Lo show televisivo avrà, sicuramente, la possibilità di mettere in luce le dinamiche comunicative degli Stati Uniti dell’epoca e della massiva opera di condizionamento della popolazione. Manipolazione fatta proprio attraverso la l’informazione, a favore di un ideale, di per sé positivo, volto a spingere le masse verso una grande idealizzazione dei Mercury Seven, visti come una sorta di eroi nazionali, chiamati a cambiare il destino di un intero Paese.

In compenso, il cast di The Right Stuff è davvero esemplare e porta sul piccolo schermo delle interpretazioni ineccepibili, accompagnate da ambientazioni suggestive e realistiche, anche nella messa in scena più impegnativa. Si apprezzano anche la regia e le scelte musicali che fanno da elemento narrativo nel corso delle puntate e richiamano, nella mente dello spettatore, gli anni a cavallo tra il 1959 e il 1963, quando il rock’n’roll era la colonna sonora delle giornate di tutti, anche dei funzionari della NASA.

Se volete approfondire le vicende dei Mercury Seven che vedrete nella nuova serie TV su Disney Plus, vi consigliamo l’acquisto del blu-ray del film di Kaufman a questo link.