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The Voyeurs, la recensione del nuovo film originale Amazon Prime Video

Nel mondo ci sono miliardi di persone e altrettanti vizi e passioni. Tra questi vi è quello di spiare ignari passanti o vicini e provare a inventare delle storie su di loro, molto spesso erotiche e intriganti. Cosa succede, però, quando si esagera pericolosamente con questo piacere? The Voyeurs, il nuovo film di Michael Mohan e pubblicato su Amazon Prime Video, tenta di rispondere a questa domanda con un’interessante e coinvolgente narrazione sostenuta da un cast forte che dà il meglio di sé, nonostante alcune decisioni poco coerenti che portano la pellicola a dei livelli esageratamente spigolosi e improntati su un erotismo non propriamente necessario. Scoprite di più in questa nostra recensione che, come sempre, sarà priva di spoiler.

The Voyeurs

The Voyeurs: quando spiare diventa una malattia

Sydney Sweeney e Justice Smith sono i protagonisti di questo nuovo thriller erotico impertinente, a tratti divertente ed estremamente incasinato perfetto sia per le nuove generazioni di fan che si trovano per la prima volta a navigare nel folto bosco dei contenuti in streaming di Prime Video, sia per coloro i quali si sono fatti le ossa con i thriller erotici veramente selvaggi degli anni ’90 e sono alla ricerca di qualcosa di simile anche nell’era moderna. The Voyeurs, infatti, si pone a metà tra La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock e Omicidio a luci rosse di Brian De Palma.

La storia di Mohan inizia con il classico frutto proibito della vita in una grande città: la volontà di aprire una finestra sulla vita sessuale di altre persone. Pippa (Sydney Sweeney) e Thomas (Justice Smith) si sono appena trasferiti in un meraviglioso appartamento a Montreal, e proprio di fronte a loro c’è una splendida coppia che fa dell’erotismo un’arte. Durante il loro trasloco, i due protagonisti osservano tutte le attività dell’altra coppia e l’imbarazzo diviene prima fonte di ilarità e poi curiosità sfrenata. La coppia della porta accanto è formata da Seb (Ben Hardy) e Julia (Natasha Liu Bordizzo), un’ex modella che ha deciso di lasciare quella vita fatta di rinunce e costrizioni. Hardy è un fotografo eccessivamente sdolcinato ed esageratamente sessuale e sono proprio i suoi servizi fotografici con altre donne che portano i vicini, Pippa e Thomas, a pensare a qualche forma di tradimento.

The Voyeurs

All’inizio, sbirciare nelle vite lascive del fotografo e della sua ex moglie è un gioco divertente per Pippa e Thomas, e persino ravviva un po’ la loro relazione. Ma presto si lasciano trasportare dalle loro attività clandestine, arrivando anche a intrufolandosi in una festa in costume di Halloween per inserire un ricevitore in modo che possano ascoltare le conversazioni di Seb e Julia. Per Thomas, l’esperienza finisce per peggiorare la relazione. Pippa, tuttavia, diventa solo più assorta, specialmente quando Julia si presenta per coincidenza nel luogo in cui lavora. Quando i due scoprono alcuni segreti dell’altra coppia dalla finta relazione bollente, le cose iniziano a prendere una piega inaspettatamente tragica e calda.

Un caleidoscopio di emozioni da soap opera

Già dal breve riassunto della trama di The Voyeurs si può comprendere come la pellicola offra un poliedrico elenco di sentimenti, a partire da come Sweeney descrive la curiosità, la seduzione dello sguardo, il desiderio di vivere all’interno della proiezione mentale posta su qualcuno la cui vita sessuale è esaltata dal semplice sguardo attraverso un binocolo. La sceneggiatura è ben ritmata a tal punto da avere anche il tempo di essere divertente e giocosa, grazie soprattutto al fidanzato discreto e meno divertito dalla situazione Justice Smith che fa la parte della falsa e ipocrita voce della coscienza. L’alchimia generata dalla coppia protagonista è, tuttavia, molto sexy quando serve e raggiunge il suo apice quando le cose tra i due vanno in pezzi: è proprio in questo caso che The Voyeurs lotta per creare un potente nucleo emotivo. Lo spettatore, infatti, tenderà a preoccuparsi genuinamente della loro relazione corrosa dalla loro stessa fissazione diventata malattia.

The Voyeurs

Il film di Mohan, però, si perde in alcune bizzarre caratterizzazioni e in battute al limite dello stucchevole. Per pura casualità, Pippa è un’oculista quindi, guarda caso, ha proprio tutto l’occorrente necessario per spiare al meglio. Figurarsi, poi, se in una galleria d’arte potevano mancare scambi di battute come: “Non pensavo che saresti venuto” e “Sono venuto.” . Il tutto condito da tagli bruschi che servono a smorzare la tensione, ma a volte anche l’imbarazzo. Non mancano anche brevi scorci del lavoro di Thomas come compositore di musica commerciale per la TV, ma lo scrittore e regista Michael Mohan mostra poco della vita sia di Thomas che di Pippa.

Allo stesso modo, a parte una breve conversazione dopo che si sono trasferiti, non c’è molto che possa spiegare più dettagliatamente la relazione tra Pippa e Thomas e non è chiaro cosa li abbia inizialmente uniti come coppia. In poche parole, lo scopo di Mohan è solo quello di mettere in mostra l’erotismo ai massimi livelli, inserendo nel cast attori attraenti che il regista raffigura con un eccellente uso di controcampi e illuminazione ad hoc. Tra tutte le scene, la più memorabile è quando Julia fa visita a Pippa nell’ufficio dell’oculista dove lavora: senza ombra di dubbio è il controllo oculistico più sexy della storia del cinema.

The Voyeurs

I primi due terzi di The Voyeurs, quindi, sembrano una patinata soap opera che mostra un’ottima relazione che inizia a deteriorarsi grazie alla sua crescente ossessione per i vicini. C’è davvero poco thriller almeno per la sua prima ora (il film dura 116 minuti), poiché Pippa e Thomas osservano solo piccole indiscrezioni e alla fine la pellicola si trasforma in una crisi interiore che porta Pippa a perdersi nella sua ossessione, immaginando anche di partecipare alle interazioni più intime di Seb e Julia. È solo in questo caso che la situazione diventa più pericolosa, ma Pippa anche in questo caso prende decisioni così impulsive ed egoistiche che gli spettatori potrebbero trovarla frustrante tanto quanto Thomas che non si rende conto della situazione.

Conclusioni

Insomma, in conclusione The Voyeurs ha successo in ciò che si propone di fare perché è sexy, sciocco e super disordinato. Per coloro che hanno prosperato nell’era di Basic Instinct e di produzioni simili, Mohan offre un’interpretazione moderna che dimostra come si può realizzare un omaggio a un genere selvaggiamente sottovalutato e deriso. Purtroppo, però, il regista decide di mantenere uno stile da soap opera per quasi tutto il tempo, dimenticandosi totalmente di numerosi colpi di scena che potevano arricchire la trama. Poca caratterizzazione dei personaggi e scene esagerate fanno capire che la sostanza del film è quello di essere un puro esempio del genere erotico vecchia scuola, la cui rappresentazione è comunque raffinata.