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Cinema e Serie TV

The Widow, un viaggio nel cuore di tenebra dell’Africa e dell’animo umano

The Widow è la nuova serie di Amazon Prime Video ambientata nelle lussureggianti foreste africane, in una storia di ricerca personale, schiavitù moderna e redenzione, con una protagonista d'eccezione per il piccolo schermo.

Rispetto alla concorrenza di Los Gatos, Amazon Prime Video ha una filosofia molto differente per quanto riguarda la produzione di contenuti originali. Se da una parte si predilige la quantità, dando luce verde a più contenuti possibili provenienti da tutto il globo, la piattaforma di Jeff Bezos punta invece al “pochi ma buoni”, un’idea un po’ in contrasto con lo spirito del colosso commerciale, ma allo stesso tempo una garanzia per gli spettatori. The Widow, di cui oggi parliamo in modo più approfondito rispetto alla nostra anteprima, è una prova riuscita di questa filosofia.

The Widow  ci immerge nell’epopea di Georgia Wells – interpretata da una super Kate Beckinsale – una vedova alla ricerca disperata del marito dato per morto tre anni prima durante un incidente aereo nel cuore dell’Africa Centrale. Con solo una ripresa televisiva come prova circostanziale, la donna si imbarca in un pericoloso viaggio per la Repubblica Democratica del Congo, un ambiente quanto più lontano dalla fredda Gran Bretagna, fra climi tropicali, tante tensioni civili e istituzioni corrotte o inefficienti. Lungo il suo viaggio, scoprirà una serie di inquietanti rivelazioni, tradimenti e cospirazioni dietro all’incidente aereo.

The Widow si fonda su una premessa abbastanza classica, ma non scontata nel suo svolgimento. Famosa per essere la vampira eroina della serie Underworld, la Beckinsale sbarca sul piccolo schermo con un ruolo principale convincente e ben recitato: Georgia la incontriamo al suo peggio, quando vive in semi isolamento sulle colline del Galles, incapace di superare il lutto. La scintilla di speranza che si accende in lei cambia radicalmente il suo atteggiamento, rendendola determinata a fare cose impossibili pur di scoprire la verità. Anche senza reali talenti o qualità particolari, la nostra protagonista si trasforma in un’inarrestabile eroina che non si pone dei limiti morali per trovare risposte sul marito. Nonostante una buona base e una recitazione convincente, il personaggio di Beckinsale non spicca efficacemente sul resto del cast, forse a causa della stessa sceneggiatura che spezza troppo le sue vicende per concentrarsi sui comprimari.

I personaggi secondari sono infatti un piccolo fiore all’occhiello della storia, che riesce a caratterizzarli molto meglio in un puntata di quanto faccia con la protagonista nel resto delle puntate: molti di questi sono i comprimari di Georgia, che da semplici aiutanti classici della narrazione diventano contenitori di segreti, storie toccanti e drammatiche narrate via flashback di uomini e donne infranti che per qualche ragione sono rimasti invischiati nel turbine di complotti e misteri celati dall’incidente aereo. Grazie anche a degli attori molto capaci (segnaliamo su tutti Alex Kingston, la River Song di Doctor Who, e Charles Dance, il grandissimo Tywin del Trono di spade) queste piccole vicende narrate in massimo un episodio rappresentano i momenti migliori dell’intreccio e affrontano tematiche forti e rilevanti. The Widow si regge con forza proprio grazie

Il setting è un altro punto molto forte di questa produzione: dalla capitale Kinshasa, il viaggio di Georgia si dipana nelle lussureggianti foreste africane fino ai villaggi rurali dell’entroterra del continente, mostrando il lato povero, abbandonato e disadattato di una nazione. Qui fanno il nido le organizzazioni paramilitari che, come comprendiamo dal prologo del primo episodio, non si fanno problemi a dare un kalashnikov a dei bambini per il proprio profitto personale. Lo show non si risparmia sulla violenza concettuale e visiva di questa tematica spesso ignorata, rendendola presto centrale nel racconto.

Le ultime due puntate forniscono la chiave di lettura necessaria per comprendere il quadro generale, trasformando radicalmente il senso della storia. Da una storia di una donna in cerca di risposte la narrazione diventa di più ampio respiro, raccontando una storia di sfruttamento di un popolo e delle persone che si arricchiscono alle spalle di quelle povere persone. Con una puntata abbastanza didascalica rivediamo ogni evento o punto oscuro del puzzle sotto una nuova luce e percezione. La vicenda di Georgia si trasforma rapidamente in un retelling moderno di quel Cuore di Tenebra ottocentesco di Conrad, con il marito scomparso a costituire la nuova versione del signor Kurtz. Ma non ci sta assoluta pazzia o perdita del senno nel centro della foresta, bensì assoluta lucidità e codardia al centro di una vicenda abitata da matti, assassini e mostri del capitalismo.

The Widow è una visione consigliata ai possessori del servizio streaming di Amazon, grazie a una storia inizialmente classica ma che nasconde diversi strati e idee uniche e una messa in scena pulita e scorrevole che non si fa pesare per le sue otto puntate. Seppur senza bucare lo schermo, la vicenda di Georgia getta luce su un lato oscuro delle realtà africane neanche troppo di fantasia.

Il ruolo più noto della Beckinsale è la vampira Selene in Underworld, una piccola ma significativa serie action-trash degli anni 2000. Qui potete recuperare il cofanetto completo dei cinque film!