Cinema e Serie TV

The Witcher: intervista ad Andrzej Sapkowski il creatore di Geralt

Abbiamo avuto la possibilità di incontrare Andrzej Sapkowski, il creatore della saga letteraria The Witcher, che ha poi ispirato l’omonima serie TV, in arrivo su Netflix il 20 dicembre, presso la Sala Stampa del Lucca Comics & Games. Durante l’intervista l’autore ci ha spiegato qual è stata la genesi della sua opera, qual è la sua idea di opera d’arte e di artista e le sue prime impressioni sulla serie The Witcher e sul cast. Di seguito, vi riportiamo l’intervista completa ad Andrzej Sapkowski.

Lucca Comics & Game 2019

Come mai ha inserito così tanto il tema della scienza nella saga letteraria e se questo tema emergerà anche nella serie Netflix?
Quarant’anni fa, in Polonia, era difficile trovare qualcosa nel fantasy che fosse davvero originale. Ma, grazie al tema della scienza, ho trovato il modo di essere originale nonostante fosse apparentemente impossibile.

I personaggi di The Witcher sono estremamente profondi e tutti hanno un percorso molto diverso. Sono collegati o ispirati a qualcosa o a qualcuno? 
Per scrivere una buona storia serve, prima di tutto un eroe, che è il paletto centrale che regge il tutto, come se fosse una tenda. La tenda è la storia, il paletto centrale e l’eroe e tutti i picchetti sono i personaggi secondari. Un altro elemento è la dama che accompagna l’eroe. E’ molto semplice in realtà, ma va fatto molto bene. La gente spesso mi chiede se io vedo ciò che scrivo, se vedo le mie storie, ma io vedo solo le lettere. E’ tutto ciò che riesco a vedere.

Quanto è stato coinvolto nella realizzazione della serie TV? 
Come ho già detto io vedo solo le lettere, non so esattamente che cosa succede. Quando ieri ho visto il trailer ho detto “Wow, voglio vederlo subito!“, ma ciò che vedo sono solo le lettere. Potrebbe sembrare strano, ma io conosco solo le lettere e so metterle nel giusto ordine. In fondo è quello che fa anche l’attore, legge solo le lettere.

Lei conosce molte lingue, ha avuto modo di leggere le traduzioni dei suoi romanzi? Si è confrontato anche con i traduttori?
Come si dice traduttore-traditore. Il traduttore deve sempre “tradire” l’opera originale. Il mio libro è stato tradotto in 35 lingue, incluso il cinese. Non posso giudicarle tutte ma solo quelle nelle lingue che conosco, ovviamente. Ho avuto la possibilità di leggerle e giudicarle e devo dire che nessuna di loro mi ha soddisfatto, tranne quella in ceco. Conosco molto bene il traduttore, mi sono confrontato con lui ed è davvero bravo.

Lei ha cominciato con una raccolta breve di racconti, che ha avuto un successo inaspettato. Quando ha realizzato di essere diventato uno scrittore professionista e qual è stato il suo percorso? 
  E’ difficile da spiegare. Io so come fare il mio lavoro, conosco il modo ma non saprei spiegarvelo.

Che ne pensa del successo che ha avuto The Witcher che ha poi generato giochi di ruolo, videogiochi, gadget etc.? 
Spesso mi chiedo “Cosa ho fatto?”. Vedo che tutti creano cose tratte dalla mia opera, videogiochi, serie tv, film, gadget… Tutti possono fare ciò che vogliono con la mia opera, ma devono sapere che è mia e solo mia. Sono io che l’ho creata. Per il resto possono fare ciò che vogliono.

Può raccontarci come tutto è iniziato? Quando ha deciso di scrivere The Witcher? 
 La prima storia l’ho scritta per vincere un concorso. L’ho scritta appositamente per vincere quella gara, anche perché sapevo che c’erano tanti altri racconti bellissimi. Ma ho trovato il modo di vincere.

Lei è un grande lettore di fantasy. C’è un autore in particolare che l’ha colpita? 
 Tantissimi. Sono un grande fan di Tolkien. La prima volta che sono stato a casa della mia prima moglie, ho notato che aveva sullo scaffale dei libri di Tolkien. Le ho chiesto di cosa parlassero e lei mi ha risposto che non sapeva se mi sarebbero piaciuti, perché erano un po’ speciali. Li ho letti e le ho detto che sì, erano davvero speciali. Lei viaggiava molto per lavoro, quindi avevo molto tempo libero e sono arrivato a leggere circa 200 libri all’anno. Conosco tutta la letteratura fantasy, non mi sfugge nulla.

Rimanendo in tema fantasy, lei conosce giochi di ruolo come Dungeons & Dragons o Pathfinder? Ha mai giocato di ruolo? 
Io non gioco mai. Io sono sempre stato il master nei giochi di ruolo. Conosco i giochi, ma non sono mai stato un giocatore, perché io ero sempre il game master.

Ha detto di conoscere molte lingue, qual è la sua preferita? 
Nel corso della mia vita ho imparato molte lingue, circa 14, ma la lingua che mi piace così tanto da farmi svegliare di notte è il russo. Ma apprezzo anche il tedesco e l’italiano.

Riguardo la ritrattazione dei diritti di The Witcher con CD Project Red, cosa è successo? 
Io sono convinto che loro possano fare ciò che vogliono. Non mi interessa e non mi riguarda.

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