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Tunnel di ossa, recensione del secondo volume della trilogia di Cassidy Blake

Parigi è nota per essere la ville lumière per antonomasia, ma sa nascondere anche tanti altri segreti ombrosi e… “spettrali”. Non è solo palcoscenico di serie Netflix come Lupin o Emily in Paris (di cui attendiamo la seconda stagione) ma anche di parecchi romanzi che hanno punteggiato la letteratura classica e non. Dopo il primo volume Città di spettri della trilogia di Cassidy Blake, ora Victoria Schwab torna sugli scaffali delle librerie dallo scorso 28 settembre con il secondo romanzo, Tunnel di ossa, edito da Mondadori nella collana Oscar Fantasia e pronto a offrirci una storia che abbiamo letteralmente divorato in pochissimo tempo, per gustarne tutte le sfumature dark fantasy di questa storia fresca e adatta in particolare a un pubblico giovane e amante delle vicende legate a fantasmi e misteri.

Addentriamoci dunque in questa nuova avventura per scoprire, senza troppe anticipazioni, cosa attende gli aficionados del genere e, soprattutto, i fan della trilogia.

Tunnel di ossa, una Parigi poco luminosa e parecchio spettrale

Siamo appena scesi da un treno in compagnia di Cass, il suo “amico immaginario” Jacob, ossia un fantasma che solo lei può vedere e con cui può interagire, oltre ai suoi genitori per andare alla scoperta dei luoghi più infestati di Parigi, seconda tappa del tour televisivo dei Fantadetective, i genitori di Cassidy che tengono appunto questo programma. Per chi non conoscesse la vicenda narrata nel volume precedente, vi diamo subito qualche spunto per capire meglio la trama: Cassidy ha scoperto di essere una Traversante e di poter vedere e interloquire con gli spiriti, in quanto lei ha rischiato davvero grosso la vita, a un passo dalla morte, e salvata per miracolo da questo spirito che ora è una sorta di compagno di viaggio onnipresente.

tunnel di ossa

Non è l’unica al mondo con questo potere chiaramente: è in contatto con tale Lara, che aveva conosciuto poc’anzi, e ora si sentono anche mentre la ragazzina è in viaggio verso la capitale francese, una città all’apparenza elegante e chic, come Edimburgo, ma che si rivela essere sfondo di numerose storie misteriose e terribili, oltre a ospitare tantissimi spettri. Mentre a Edimburgo il Velo si percepiva leggero a ogni passo e più pesante nei luoghi storici, Parigi sembra non destare alcun segnale fino a che non si perlustrano i luoghi più significativi e altrettanto famosi, come le Catacombe, la bellissima Notre-Dame o il cimitero di Père-Lachaise, tutti luoghi dove il Velo preme su Cassidy.

La ragazzina però, a questo punto, è più forte e riesce a resistere alla tentazione, anche se la curiosità di visitare quei luoghi macabri nel Velo è tanta. Ad esempio, nelle Catacombe cede anche solo parzialmente e trova qualcosa di inaspettato e molto, molto pericoloso…

Un secondo volume dal sapore standalone

Questo secondo tassello della trilogia può tranquillamente essere letto anche da coloro che sono a digiuno del primo capitolo, in quanto la comprensione non viene inficiata in alcun modo grazie alla ripresa, seppur veloce, di alcuni passaggi pregressi che ci consentono in ogni caso di riprendere le fila del discorso senza alcuna fallacia narrativa. Ora inoltre possiamo comprendere come funzioni il Velo e perché Cassidy deve andarci, aggiungendo un nuovo mistero e un nuovo pericolo che tiene il lettore attratto e attaccato alle pagine del romanzo in questa nuova storia.

Una narrazione inoltre che risulta essere strettamente focalizzata sulla città in cui ci troviamo, ben ambientata tra luoghi realmente esistenti, come Les Jardins des Tuileries o le Catacombe, e altri di fantasia, come l’albergo dove alloggia la famiglia. Qualsiasi spazio presente nella narrazione però viene descritto magistralmente, in tutte le sfumature vivide e consentendoci di vedere di fronte ai nostri occhi l’azione che si sta svolgendo.

tunnel di ossa

Di questo romanzo, abbiamo apprezzato la modalità di espressione della protagonista che utilizza termini assolutamente facili da capire, aderenti al linguaggio e alla capacità media di un’adolescente di elaborare la realtà e di descriverla, motivo per cui il target principale di lettori, come dicevamo, è proprio quello pertinente con questa fascia di età. La storia viene descritta in prima persona, dove Cassidy è la narratrice e dunque possiamo ancor di più immedesimarci nella sua esperienza, descrivendo qualsiasi azione con dovizia di dettagli: dall’assaggio di una crêpe al cioccolato, alle sensazioni che prova quando si interfaccia con il mondo “extracorporeo”.

Infine, anche i personaggi restano ben costruiti e sfaccettati: Cassidy ha più confidenza e savoir-faire nelle sue capacità, ma sente anche il peso della responsabilità di dover aiutare queste anime che non trovano pace. Al contempo, cresce in lei la preoccupazione per Jacob, temendo di doverlo mandare “oltre”, prima o poi e rinunciare alla presenza del suo migliore amico. Quest’ultimo infine risulta essere un personaggio con parecchie sfaccettature, determinate non solo da momenti di ironia e goliardia con lei, ma anche da parentesi riflessive e drammatiche.

Un romanzo giovane e fresco per adolescenti (e non solo) in gamba

Nonostante conti circa 350 pagine, il volume si presenta in formato più piccolo del normale e le pagine presentano talvolta una grafica davvero interessante per segnalare il passaggio dalla narrazione ai momenti di scambio di messaggi per telefono, rinnovandone la freschezza e rendendolo davvero scorrevole nelle sue cinque parti per ventinove capitoli complessivi. La storia finisce davvero in fretta, ma non nella sua vicenda: non vediamo l’ora, giunti a questo punto, di vivere il terzo e ultimo capitolo di questa saga.

Tunnel di Ossa


Che si tratti di un romanzo “giovane” non è solo per il linguaggio e per l’età della protagonista, ma anche per la presenza in retrocopertina di diversi hashtag con cui eventualmente accompagnare la pubblicazione di post sui social network della lettura di questo libro, che merita assolutamente la nostra attenzione. Tunnel di ossa è un libro caldamente consigliato, per leggerezza e per temi, a un pubblico non solo piuttosto giovane, ma anche agli appassionati di dark fantasy.

Pro

  • narrazione scorrevole
  • grafica differente per i messaggi scambiati

Contro

  • una dovizia di dettagli talmente meticolosa da risultare talvolta pesante e ridondante