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Un’estate senza mamma: quando il fumetto diventa poesia

Ogni paese, piccolo o grande che sia, ha la propria storia, fatta di eventi, lieti o tragici, che diventano parte della memoria locale. Una ricchezza che viene a volte considerata un tesoro prezioso da conservare, da esibire con orgoglio in presenza di visitatori, mentre in altre occasioni assume la forma di sussurri sofferti atti a ricordare capitoli dolorosi, ma indelebili. E’ a uno di quest’ultimi che è legata la genesi di Un’estate senza mamma, emozionante graphic novel dell’artista francese Grégory Panaccione, che grazie ai tipi di Renoir Comics trasforma una tragedia in un racconto di pura poesia, un balsamo per l’anima sofferente di che ne è stato testimone o protagonista.

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Come è possibile che un artista transalpino si faccia interprete di una vicenda nostrana? Tutto può accadere, specie se un giovane disegnatore francese traferitosi a Milano incontra una donna italiana, che gli racconta una vicenda che nella sua famiglia ha lasciato un segno profondo. È così che Gregory viene a conoscenza della tragedia della motonave Annamaria, che il 16 luglio 1947 affondò al largo della costa ligure, nei pressi di Albenga, mentre era in navigazione verso la vicina isola Gallinara con a bordo decine di bambini, ospiti di una colonia estiva. Fu una vera tragedia,  ferita mai guarita per la città ligure che ancora oggi ricorda questo lutto, ma anche origine di incredibili storie di amicizia, di legami profondi tra i pochi piccoli sopravvissuti e i loro salvatori. Una storia d’altri tempi, perduta nel passato, ma la cui intensità non poteva lasciare indifferente un narratore come Grégory Panaccione.

Un’estate senza mamma: curare le ferite dell’anima con la poesia

Candidato al premio Eisner, Panaccione, dopo un passato nel mondo dell’animazione, approda al fumetto, un incontro decisamente felice che lo porta a mostrare una sua personale visione della narrazione per immagini. Collabora con un mostro sacro come Bruno Bozzetto, in Italia pubblica per case editrici come BAO e Renoir, ma a dare la cifra della sua incredibile bravura è una capacità invidiabile di interpretare al meglio il racconto emotivo, che in Un’estate senza mamma tocca dei livelli di incredibile poesia.

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Cogliere l’essenza di una tragedia come quella della Annamaria, riuscire a trasformare quel dolore in una catarsi emotiva che avvolga il lettore non è un compito facile. Ci sono emozioni complesse da gestire, ma è proprio sull’emotività che si fonda il tessuto narrativo di questo graphic novel, visto che Grégory decide di offrirci una lettura quasi senza parole, con pochissimi balloon, affidati a personaggi molto particolari. Un fumetto silenzioso ma non muto, perché dove non arrivano i dialoghi possono giungere le emozioni, veicolate da espressioni e gestualità dei protagonisti.

Una scelta stilistica ragionata nei minimi dettagli da Grégory, che trova una spiegazione logica per sostenere questa intuizione: i protagonisti non parlano la stessa lingua, non si capiscono. Inevitabile, considerato che la piccola Lucie, bimba francese, viene portata dalla madre presso amici italiani, sulla costa ligure, ad Albenga. Nessun parla francese, Lucie non conosce una parola d’italiano e quindi come fare a capirsi? Ovviamente, tramite piccoli gesti universali, tramite un timido sorriso o uno sguardo malinconico. Panaccione crea un nuovo linguaggio, fatto di espressioni delicate e di gestualità vivide, mostrandoci la semplicità con cui Lucie riesce tramite questa nuova lingua a fare amicizia con Riccardo, bambino italiano anche lui in vacanza.

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A loro si unisce un altro compagno di avventure, Roberto. Uno strano esserino, che vive negli anfratti dei muri della casa in cui soggiorna Lucie, intenzionato a cercare la loro amicizia, con la stessa naturalezza con cui riescono a farlo i bambini. Da questo incontro, Lucie e Riccardo entrano in un mondo onirico, fatto di incredibili scoperte e raccontato da Panaccione con una dolcezza e una poesia commoventi. La sensibilità dell’artista francese, infatti, lo porta a realizzare una narrazione che intreccia avventura, spensieratezza e toni più drammatici in una visione sinergica impeccabile, giocando mirabilmente sul filo del fantastico. Una fantasia che pur appoggiandosi alla fanciullezza dei protagonisti tocca corde emotive senza età, dando ai giovani ai lettori quella sferzata empatica che li porta a identificarsi con i protagonisti, mentre i più adulti possono lasciarsi cullare dal nostalgico ricordo di estati lontane.

Delicatezza, poesia e dramma in una perfetta sintonia

Panaccione interpreta al meglio questo tenore emotivo, prendendosi i giusti tempi, lasciando emergere lentamente i dettagli di questo travolgente racconto. Che si tratti di un piccolo indizio come una foto appesa al muro, o un ricordo dolorso e ritratto con un incredibile equilibrio tra dramma e sensibilità, la storia di Un’estate senza mamma si muove sulle pagine con una vitalità tipica dei bambini, con l’attenta costruzione delle esplorazioni di un nuovo ambiente in cerca di avventure o la spontanea accettazione del diverso, del magico tipica dei bambini. Ed è proprio con questa sensibilità pura che Panaccione racconta la tragedia dell’Annamaria, è la sincerità degli sguardi di Lucie e Riccardo a farci cogliere la sofferenza e la rabbia di Roberto, a trasformarlo nell’incarnazione della nostra sofferta incapacità di accettare certe tragedie.

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Grégory Panaccione mostra una padronanza del ritratto emotivo incredibile. Con uno stile personale, capace di valorizzare la giovane età dei personaggi, riversa su carta una gamma emozionale ricca e avvolgente, gioca con noi esagerando alcune situazioni in modo comico con la stessa facilità con cui realizza un mondo magico assurdo ma bellissimo, nuovamente legato ai misteri del Mar Ligure come il recente Luca, ma arricchito di una simbologia specifica per questa storia, mostrando di aver imparato al lezione di maestri come Moebius e Jacovitti. L’elemento magico di Un’estate senza mamma è parte integrante di un mondo autentico, palpabile, che si tratti di ritrarre in modo perfetto il centro storico della città ligure o di mostrare al lettore la magia insita nel mare, rendendolo nuovamente ‘quell’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo’ che vi vedeva Verne. Panaccione lo popola di creature incredibili, lo arricchisce di mondi inimmaginabili e ci consegna un mare magico, capace di grandi meraviglie ma anche silenzioso custode di anime perdute.

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Non serve essere a conoscenza della tragedia dell’Annamaria per apprezzare l’incredibile talento di narratore di Panaccione. Gregory, saggiamente, mette il riferimento storico al termine dell’albo, un conciso trafiletto che spiega l’accaduto, lasciando che diventi l’ultimo tassello della sua storia, il dettaglio che mette nella giusta prospettiva l’idea che il lettore si è costruito nella sua mente. Renoir ha consegnato ai lettori un graphic novel meraviglioso, un racconto emozionante adatto a ogni età e che riesce a toccare con un’incredibile delicatezza temi di straziante drammaticità. Una lettura imperdibile, che lascerà piccoli insegnamenti a tutta la famiglia.

Cultura Pop Award

estate senza mamma premio

La redazione di Cultura Pop ha deciso di premiare Un’estate senza mamma con il Cultura Pop Award. Il Graphic novel di Gregory Panaccione è una lettura emozionante e travolgente, capace di trasformare il silenzio in un nuovo linguaggio, animato da una sintassi emotiva fatta di espressioni vivaci e gesti delicati, strumenti narrativi dosati con dovizia e rispetto per ritrarre una tragedia del mare reale, trasformandone il ricordo in un messaggio di accettazione e catarsi emotiva.

Un’estate senza mamma


Il Graphic novel di Gregory Panaccione è una lettura emozionante e travolgente, capace di trasformare il silenzio in un nuovo linguaggio, animato da una sintassi emotiva fatta di espressioni vivaci e gesti delicati, strumenti narrativi dosati con dovizia e rispetto per ritrarre una tragedia del mare reale, trasformandone il ricordo in un messaggio di accettazione e catarsi emotiva.

Pro

  • Storia struggente e poetica
  • Disegni espressivi ed emozionanti
  • Delicatezza e poesia si intrecciano per raccontare un dramma reale
  • Panaccione ha una visione del racconto emotivo impeccabile

Contro

  • Non pervenuti