Giochi di ruolo

Wizards of the Coast denunciata dai creatori di Dragonlance

Nessuna nuova, buona nuova recita il vecchio adagio: purtroppo questo non sembrerebbe adattarsi a quanto sta succedendo al brand di Dragonlance, il fantastico mondo creato oltre trentacinque anni fa dal duo Weis & Hickman.
Infatti le ultime notizie che riguardano questo fantastico mondo non sono delle più felici: il duo di autori ha recentemente presentato una denuncia presso la Corte Distrettuale USA contro la Wizards of the Coast.

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Quest’ultima sarebbe colpevole, stando all’accusa rivolta, di aver illecitamente interrotto il contratto in vigore.
Tale contratto riguardava la stesura di tre romanzi ambientati nel già citato mondo di Dragonlance. Parrebbe in effetti che i primi due volumi di questa trilogia (rispettivamente Dragons of Deceit e Dragons of Fate) fossero già finiti e il terzo fosse in corso di stesura.

Stando ai documenti depositati parrebbe che questa trilogia fosse stata commissionata nel marzo 2019 dalla Wizards of the Coast e che circa un anno e mezzo dopo, nell’Agosto 2020, l’azienda americana abbia bruscamente interrotto il contratto, nonostante fossero state rispettate tutte le scadenze fino ad allora richieste, sostenendo che non avrebbe approvato nessuna ulteriore bozza dei tre libri ponendo di fatto fine all’accordo preso e senza offrire nessuna spiegazione al riguardo.
La parte accusatrice sostiene che la WotC fosse a conoscenza, con abbondanza di dettagli, di come si sarebbe sviluppato l’arco narrativo dei tre volumi e di come questo avrebbe inciso sulla lore di Dragonlance, al punto di pre-approvare un accordo con la Penguin Random House per la loro pubblicazione.

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Nella denuncia si sostiene che tale interruzione sia illegale, abbia violato molteplici clausole del contratto di licenza e che non abbia alcuna base contrattuale. Tutto sembrerebbe essere andato secondo quanto stabilito fino a Giugno, quando la WotC decise di sostituire il team a capo della supervisione del progetto per poi porre fine allo stesso due mesi dopo circa.
Sempre stando a quanto riportato la Plaintiff-Creators (azienda a cui fanno capo i due autori) sostiene che tale interruzione dei rapporti sia dovuta a fattori totalmente estranei al lavoro svolto e sia più legata alle ben documentate vicende per cui l’azienda committente era risultata coinvolta in una serie di accuse di razzismo e misoginia.
La scelta di interrompere ogni rapporto sarebbe quindi stata dettata, sostiene l’accusa, dalla necessità di allontanare ogni altra possibile critica o protesta sulle proprietà dell’azienda.

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Non essendo noto il contenuto delle bozze dei primi due volumi, né tanto meno la trama del terzo, possiamo solo supporre (ma, è corretto ribadirlo, sono solo supposizioni) che quanto in esse contenuto avrebbe potuto scatenare delle proteste non gradite e che quindi la Wizards of the Coast, in accordo con la compagnia madre, abbia deciso di prevenire questa eventualità.
Sebbene non sia noto il risarcimento che la Wizards of the Coast potrebbe dover riconoscere in caso di condanna, la parte accusatrice sostiene che il danno subito sia nell’ordine di “anni di lavoro e oltre 10 milioni di dollari”.

In effetti non è difficile crederlo: nel corso dei decenni passati il marchio Dragonlance è stato al centro di alcuni dei prodotti più amati dai giocatori di ruolo di tutto il mondo e da milioni di lettori e non è difficile immaginare che questa trilogia, che ripondeva alla richiesta dei fan di rivedere all’opera Weis e Hickman, avrebbe potuto riscuotere  grande successo.
Da parte nostra possiamo solo constatare che questo potrebbe voler dire che non vedremo nuove opere ambientate in questo fantastico mondo per molto tempo a venire.

Se ancora non conoscete il mondo di Dragonlance potete trovare una selezione di libri ad esso dedicato qui