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X-Files: dal 10 settembre 1993, un cult della fantascienza

Una sigla iniziale dalle note echeggianti di mistero; cieli stellati che nella loro vastità si fanno custodi di verità inconcepibili per l’uomo; una coppia di agenti dell’FBI chiamati a risolvere quei casi ai quali la scienza convenzionale non ha saputo dare risposta, alla ricerca delle fuggevoli verità contenute tra le stelle. X-Files è una serie TV divenuta un cult talmente celebre che basterebbe una simile descrizione per identificarla immediatamente senza alcun dubbio (in realtà, sarebbe sufficiente udire le note della sua sigla d’apertura!). Ideata e scritta da Chris Carter, X-Files è andata in onda su Fox per la prima volta il 10 settembre 1993, preparandosi a una lunga serie di successi che di lì a poco l’avrebbero resa un must per gli appassionati di sci-fi e thriller. La creatura di Carter è cresciuta a tal punto da diventare un cult che con le sue teorie del complotto, i suoi fenomeni paranormali, le sue creature d’orrore e le onnipresenti entità extraterrestri, fa ancora da cassa di risonanza per altri film e serie TV 28 anni dopo il suo debutto. Ecco allora tutto quello che c’è da sapere su X-Files, nel giorno del suo “compleanno”.

X-Files

Com’è nato il cult

Nel tempo X-Files ha raccolto un vasto numero di “proseliti” in tutto il mondo, con un fandom che negli anni ’90 ha visto una crescita esorbitante soprattutto su forum online dove, chi era già appassionato di teorie su complotti governativi o credeva nell’esistenza di creature aliene, aveva trovato un prodotto mediale che poteva riunirlo agli altri cultori. Il successo della serie, tuttavia, non fu subito così eclatante. Sembra infatti che la prima stagione di X-Files avesse registrato circa 12 milioni di spettatori, un numero che per la Fox non sembrava poi così alto, benché incoraggiante per produrre le stagioni successive. Com’è nato, però, lo show televisivo e come è giunto, dopo 28 anni, a essere considerato quasi leggendario?

La sua ideazione porta la firma di Chris Carter: nato nel 1956 a Bellflower, ha lavorato per un certo periodo come giornalista freelance per una rivista dedicata al Surf, prima di diventare uno sceneggiatore per gli studi Walt Disney, dove ha scritto diverse serie TV per giovani e famiglie. Nel 1992, con la decisione della Fox di dirigersi verso terreni ancora insondati per il suo comparto televisivo, l’incarico di sceneggiare una nuova serie TV che potesse battere la concorrenza fu affidato proprio a Carter, che aveva così la possibilità di passare dai prodotti per famiglie a qualcosa di più maturo. Chris Carter non era nuovo a show che trattavano di fenomeni paranormali e creature d’incubo: lo sceneggiatore era infatti un grande fan di Kolchak: The Night Stalker, serie TV horror andata in onda negli anni ’70 su ABC, che aveva per protagonista il reporter Carl Kolchak impegnato a risolvere crimini inerenti a fenomeni inspiegabili.

X-Files

Inutile dire che per il suo nuovo impiego Carter si ispirò sicuramente a Kolchak: The Night Stalker, attingendo tuttavia anche alla realtà che lo circondava. Un dato, in particolare, pare sia stato la molla che ha permesso allo sceneggiatore di scrivere la trama di X-Files: nei primi anni ’90, circa 3,7 milioni di americani dichiaravano in un sondaggio di essere stati rapiti dagli extraterrestri. Carter aveva già l’idea in testa, bastava svilupparla creando dei personaggi che potessero indagare su tali eventi misteriosi, senza inciampare nella “casualità” cui andava incontro di volta in volta la serie degli anni ’70. Nacquero così Fox Mulder e Dana Scully: due agenti dell’FBI incaricati di risolvere i casi archiviati come irrisolvibili a causa della loro natura inspiegabile o sovrannaturale.

Com’è nato il cult parte II

Il primo è il più “credente” tra i due, deciso a spiegare i misteri degli X-Files con spiegazioni inerenti alla presenza di creature sovrumane, UFO e alieni; il personaggio deve il suo nome, Fox, a quello di un amico d’infanzia di Carter, mentre il cognome Mulder è quello da nubile di sua madre. La seconda è invece la più scettica del duo, affiancata a Mulder con l’intento di smontare le sue teorie su una base scientifica con fondamenti dimostrabili: il cognome Scully le fu dato da Chris Carter in onore del noto radiocronista sportivo Vincent Scully, mettendo in luce la sua passione per il football. Per dare vita ai suoi personaggi, lo sceneggiatore si ispirò inoltre a un altro prodotto cinematografico, ovvero Il Silenzio degli Innocenti: l’agente dell’FBI Clarice Sterling rappresentò per Carter lo spunto ideale per far sì che i protagonisti del suo X-Files fossero due agenti dello stesso Bureau incaricati di risolvere, di volta in volta, casi diversi.

X-Files

Quando l’ideatore della serie presentò il suo progetto ai dirigenti della Fox, questo fu dapprima visto con estrema sufficienza dall’allora vicepresidente per lo sviluppo di serie drammatiche, Bob Greenblatt, che decise comunque di dare una seconda chance all’idea. X-Files venne proposto così a Sandy Grushow, oggi ex presidente della Fox Entertainment Group, che leggendo la sceneggiatura commissionò la realizzazione del pilot. Questo fu l’inizio di un progetto destinato, di lì a pochi anni, a diventare cult, fondendo in sè sci-fi, thriller, dramma ed elementi polizieschi e orrorifici. Lo step successivo fu a quel punto quello di scritturare gli attori che avrebbero dovuto interpretare Fox Mulder e Dana Scully. Alle audizioni per il casting sembra che si fossero presentati molti attori, ma dopo aver visto all’opera David Duchovny e Gillian Anderson, Chris Carter non ebbe dubbi su chi sarebbero stati i suoi due agenti dell’FBI.

X-Files

Nonostante sul primo avesse qualche riserva ritenendolo “poco sveglio”, mentre per la seconda i dirigenti avrebbero voluto vedere sullo schermo una presenza più prominente (à la Pamela Anderson, per intenderci), Carter fece molte pressioni affinché i due attori venissero ingaggiati per i loro rispettivi ruoli. Oggi, sarebbe impensabile immaginare X-Files senza Duchovny e Anderson a interpretare Mulder e Scully. Sembra tra l’altro che anche Gillian Anderson abbia preso come modello di riferimento per le sue interpretazioni future nella serie la stessa Clarice Sterling interpretata da Jodie Foster ne Il Silenzio degli Innocenti, cui Carter faceva riferimento. Il 10 settembre 1993 il pubblico ebbe così l’occasione di vedere al lavoro per la prima volta quelli che sarebbero diventati i due agenti dell’FBI più amati della televisione, con il pilot Al di là del tempo e dello spazio. Per l’arrivo in Italia, si sarebbe dovuto attendere il 29 giugno 1994, con l’approdo di X-Files su Canale 5.

X-Files, la struttura, la mitologia

Andato in onda per la prima volta 28 anni fa, X-Files è stato trasmesso dal 1993 al 2002 per un totale di 9 stagioni, con 2 lungometraggi tra di esse: il primo, X-Files – Il Film, distribuito in sala nel 1998 e che si colloca temporalmente tra la quinta e la sesta stagione; il secondo, intitolato X-Files – Voglio Crederci, distribuito invece nel 2008, non segue la trama orizzontale della serie TV installandosi come una pellicola stand alone dopo la nona e ultima stagione. A causa delle riprese del primo film, produrre in contemporanea anche gli episodi della serie TV non fu una questione semplice e anche i protagonisti furono così impegnati da apparire poco in essa. Chris Carter, a questo proposito, dovette ingegnarsi per mantenere viva l’attenzione del pubblico verso lo show televisivo pur senza la presenza di Mulder e Scully: è in questo periodo che viene girato quindi l’episodio Insoliti Sospetti, con i 3 Pistoleri Solitari Langly, Frohike e Byers protagonisti del futuro spin-off The Lone Gunman.

X-Files

Non era la prima volta che Carter pensava ad escamotage per sopperire all’assenza dei protagonisti nella sua serie: durante la seconda stagione di X-Files, ad esempio, Gillian Anderson era incinta del suo primo figlio (che nella vita reale si chiama Felix, anagramma di X-Files), perciò si pensò di ideare un suo rapimento da parte delle creature extraterrestri sulle quali Mulder e Scully indagavano, così da rendere più credibile l’assenza dell’agente in scena. In generale, tuttavia, durante i 202 episodi trasmessi tra il 1993 e il 2002, Fox Mulder e Dana Scully sono sempre stati i personaggi cardine dello show, affiancati di volta in volta da alcune figure ricorrenti, come Walter Skinner, il vicedirettore dell’FBI interpretato da Mitch Pileggi, o gli agenti John Doggett (Robert Patrick) e Monica Reyes (Annabeth Gish). Nel loro ruolo di agenti dell’FBI dediti alla risoluzione di casi inspiegabili, Duchovny e Anderson sono stati impegnati per ben 9 stagioni che si sono snodate attraverso una struttura narrativa particolare.

X-Files si configura infatti come una serie di episodi a sè stanti e autoconclusivi, tra i quali si sviluppa tuttavia una trama orizzontale definita la “mitologia” della serie: questa è incentrata sulla scoperta, da parte di Mulder e Scully, di un complotto governativo in atto per mantenere segreta l’esistenza di creature aliene “in visita” presso la Terra. Fondamentale, a questo proposito, la figura dell’Uomo che Fuma, interpretato da William B. Davis: apparso per la prima volta nell’episodio pilota di X-Files senza un ruolo ben definito, Davis si guadagnò una presenza pressoché costante nella serie TV grazie alle sue eccezionali doti attoriali (insegnava infatti recitazione alla Bishop’s University). Quando Chris Carter notò la sua preparazione, decise di affidargli un ruolo più importante, rendendolo di fatto uno dei capi del Consorzio, ovvero l’organizzazione governativa segreta incaricata di mantenere il silenzio sulle presenze aliene.

X-Files

Il 2002 rappresentò però il canto del cigno per lo show televisivo: gli ascolti, via via sempre più in calo, subirono una discesa drastica dopo i terribili eventi dell’11 settembre 2001, tanto da far ultimare la serie con la nona stagione. Un revival di X-Files si ebbe solo anni dopo nel 2016, con la decima stagione intitolata anche X-Files – La Miniserie Evento composta da 6 puntate, e un undicesima stagione trasmessa nel 2018 organizzata invece in 10 puntate. Le due ultime stagioni più recenti sono state salutate molto calorosamente dai fan, all’annuncio del loro arrivo in TV, tuttavia sembrano aver diviso le opinioni a metà, tra chi è rimasto molto deluso dal loro finale e chi invece nutre ancora molte speranze su una loro possibile prosecuzione (per chi volesse recuperare la serie completa, trova qui il link per l’acquisto).

Alcune curiosità sulla serie

A cavallo tra fantascienza, thriller, horror e poliziesco, X-Files ha saputo mettere d’accordo ampie fette di pubblico anche diverse tra loro, ma soprattutto ha riunito un fandom che, in maniera sotterranea, aveva da sempre intavolato dei thread nelle comunità online intorno a rapimenti alieni, complotti governativi, creature misteriose. Con l’avvento di X-Files, tali comunità hanno trovato un terreno fertile nella serie TV di Chris Carter, formando un fandom i cui membri erano noti come X-Philes, in un gioco di parole che chiama in causa il termine greco “philos“, ovvero “amore, affinità per”. Tra tali fan, molto attivi negli anni ’90, non mancavano quelli che “shippavano” una possibile storia d’amore tra Fox Muldere e Dana Scully, producendo a tal proposito una grande quantità di fan fiction sulla coppia.

X-Files

Carter, a tal proposito, si è espresso ammettendo il reciproco sentimento d’amore provato dai due agenti protagonisti l’uno per l’altra, tuttavia ha dichiarato più volte che la tensione sessuale tra i due non avrebbe dovuto risolversi per non spezzare la perfetta alchimia tra i personaggi. Una sorta di promessa che l’autore della serie non è riuscito a mantenere, benché numerosi fan avranno di certo apprezzato la relazione instauratasi tra Mulder e Scully. Questi ultimi, negli anni, non sono stati esenti dal diventare protagonisti di alcune parodie (tra cui alcune anche a sfondo pornografico). La più celebre è sicuramente quella dell’episodio de I Simpson intitolato Springfield Files, che vede i due agenti dell’FBI presenti in forma “simpsoniana“, mentre David Duchovny e Gillian Anderson hanno prestato la loro voce per il doppiaggio. La stessa serie di X-Files contiene, tuttavia, una sorta di episodio-parodia: la puntata Hollywood A.D. della settima stagione vede infatti sul set una coppia di attori chiamati a interpretare dei finti Mulder e Scully. Benché Carter avesse pensato a Richard Gere e Jodie Foster per tali ruoli, la parte fu poi assegnata a Garry Shandling e Téa Leoni (quest’ultima, moglie di Duchovny fino al 2014).

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Un’altra curiosità legata ai personaggi è quella inerenti ai loro badge identificativi visibili nelle immagini della sigla d’apertura: su questi è riportata infatti la dicitura Federal Bureau of Justice anziché quella reale Federal Bureau of Investigation, in quanto negli Stati Uniti è illegale creare distintivi dell’FBI falsi, anche a scopo scenico. E che dire, poi, a proposito proprio della sigla iniziale? Le note echeggianti tanto celebri di X-Files sono state composte da Mark Snow, che ha ideato casualmente un tema musicale destinato a permanere nella cultura pop ad imperitura memoria: sembra infatti che il compositore, durante la realizzazione del tema, abbia poggiato un gomito sulla tastiera mentre la funzione Eco era attiva, avviando così per caso il riecheggiare delle note. Sempre in merito agli elementi ricorrenti che hanno contribuito a rendere la serie un cult, il poster riportante la frase I Want to Believe appeso alla parete dell’ufficio di Mulder: presente tra gli oggetti di scena conservati all’Hollywood Entertainment Museum di Los Angeles, sembra che sia una delle ultime copie originali rimaste, dal momento che il poster doveva essere rimpiazzato spesso a causa di “misteriose sparizioni” (e stavolta, non imputabili agli alieni).

Infine, il corposo elenco di premi vinti da X-Files nel corso degli anni: 16 Emmy Awards, 5 Golden Globe, 2 Satellite Awards, 6 Saturn Awards, 2 premi dall’American Society of Cinematographers, senza contare la lunga lista di nomination ricevute nel tempo. Niente male per una serie TV che ha cambiato il volto della cultura pop e degli show televisivi, ponendosi come faro per la realizzazione di numerose altre serie sulla scia delle sue tematiche: tra queste, Fringe, Supernatural, Dark Skies – Oscure Presenze, per citarne solo alcune.