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Zagor contro Hellingen – Ora Zero!, recensione: abbattere la democrazia

Zagor contro Hellingen – Ora Zero! è il secondo volume della collana che ripropone in maniera integrale la pluridecennale sfida fra Zagor e il Professor Hellingen, uno dei suoi più acerrimi e temibili nemici. Se il primo volume della collana Zagor contro Hellingen – Sulle Orme di Titan (recuperate la nostra recensione) ci aveva introdotto il folle Professore e le incredibili macchine concepite dalla sua fonte ma disturbata mente, con questo secondo volume le trame diventano improvvisamente più robuste e realistiche, seppur anticipando di molto i tempi, non perdendo la loro peculiarità anticipatoria ma meno ingenua e fantascientifica.

Zagor contro Hellingen - Ora Zero! recensione

Zagor contro Hellingen – Ora Zero!: abbattere la democrazia

Dopo parecchi mesi di assenza causati da alcune rocambolesche avventure che li hanno portati a girare in lungo ed in largo per gli Stati Uniti, Zagor e Cico ritornano a Darkwood. Tuttavia lo spettacolo che si para dinnanzi ai loro occhi è desolante: gli insediamenti indiani sono deserti, alcuni semi-distrutti da quelli che sembrano incendi ma tutti gli effetti personali sono stati lasciati nelle capanne. Zagor pensa subito ad una fuga frettolosa e improvvisa, ma cosa può aver spaventato anche i più valorosi guerrieri?

Lo Spirito con la Scure e il messicano proseguono quindi nella loro esplorazione e con grande sorpresa trovano anche tutti i rifugi dei trapper deserti. Darkwood è diventata una zona fantasma. Zagor teme il peggio e anche il racconto dell’unico trapper superstite, nascosto e impaurito, Jones non sembra rassicurarlo. Jones parla infatti di misteriosi fulmini caduti improvvisamente ma senza tuoni e di un cambio al comando di Fort Bravery a cui sono seguiti rastrellamenti e divieti di stazionamento nella zona ai trapper.

Dopo essere stati vittima di un agguato da parte di un gruppo di soldati troppo zelanti, Zagor si incammina, con un Cico ferito, proprio verso Fort Bravery dove l’accondiscendenza del Colonnello Kraizer non fa che irritare lo Spirito con la Scure che decide subito di investigare per conto proprio insieme ad un Cico ormai ristabilitosi. Questo porta ad una nuova imboscata da parte di un altro gruppo di soldati sventata dal provvidenziale di Tonka, sakem dei Mohawks.

Zagor contro Hellingen - Ora Zero! recensione

È proprio Tonka a fornire un indizio fondamentale a Zagor e Cico. Perché dei convogli militari si dirigono ad intervalli regolari nei pressi del vulcano inattivo noto come l’Occhio del Diavolo? Zagor ed i suoi alleati, con astuzia e un pizzico di fortuna, riescono a penetrare all’interno del vulcano scoprendo una base la cui tecnologia è sinistramente familiare allo Spirito con la Scure. Per quanto incredibile, il Professor Hellingen è vivo e il suo nuovo piano è terribile e forse impossibile da sventare.

Con il suo incredibile intelletto, e anticipando di molto i tempi, Hellingen ha infatti costruito una vera e propria base missilistica. Una tecnologia stupefacente e impossibile da contrastare con la quale ha intenzione di ricattare Washington e assumere così il controllo degli Stati Uniti.

Zagor, caduto prigioniero, sembra davvero sull’orlo della sconfitta: solo l’ingegno e il sangue freddo, e una piccola dose di incoscienza, permettono allo Spirito con la Scure di liberarsi e sconfiggere ancora una volta il più temibile dei suoi nemici. Ma sarà davvero la sconfitta definitiva?

Zagor contro Hellingen – Ora Zero!, ritorno al futuro

Sulla scia di una delle grandi storie dell’epopea zagoriana, Odissea Americana, Guido Nolitta imbastisce uno spettacolare ritorno per il Professor Hellingen ritenuto morto dopo il secondo incontro con Zagor e come visto alla fine del primo volume di questa collana. Si tratta di un ritorno che per incipit, atmosfera e risoluzione è lontano dalle atmosfere ingenue e spiccatamente di “anticipazione” dei primi due incontri e più radicato, seppur con elementi decisamente fantascientifici, nel tessuto storico e sociale degli in cui venne pubblicato per la prima volta.

Zagor contro Hellingen – Ora Zero! è infatti costruito come un sottile commentario alle tensioni più o meno crescenti della Guerra Fredda, al suo apice negli anni ’70, in cui è facile rintracciare, nel diabolico piano di Hellingen, gli echi delle tensione della celebre Crisi Missilistica di Cuba. Ma Nolitta era un narratore ormai esperto e da sempre capace di mescolare in maniera convincente e personale realtà e finzione trasformando così Ora Zero! in un racconto che parte in maniera circospetta con un lungo prologo il cui obbiettivo evidente è quello di eliminare qualsiasi elemento familiare per il lettore e qualsiasi alleato per Zagor: Darkwood diventa per questo motivo luogo inospitale e ricco di insidie insospettabili.

Zagor ci avverte subito che qualcosa non va a Darkwood ma il lettore è troppo invischiato nel mistero legato alle sparizioni a Darkwood e alla nuova politica dell’esercito da non sospettare neanche lontanamente che possa essere coinvolto Hellingen che invece ricompare improvvisamente trionfante tanto da catturare Zagor. Con Cico e Tonka come unici alleati, Zagor è davvero messo a dura prova da Hellingen che lo fiacca non fisicamente, come altri suoi celebri antagonisti, ma psicologicamente. 

Zagor contro Hellingen - Ora Zero! recensione

Anche in questo senso il piano di Hellingen è fine. Si tratta di un ricatto alla fine dei conti ma dalle proporzioni catastrofiche qualora il Governo degli Stati Uniti dovesse cedere come accade, a sua discolpa terrorizzato dalla potenza di fuoco tecnologica del Professore. Zagor allora deve rischiare il tutto per tutto per tentare di sventare il piano del Professore, ricambiandolo con la stessa arma, l’inganno, e mettendo a repentaglio addirittura la propria vita perché la posta in gioco non è più una “generica” dominazione del mondo e il riconoscimento da parte del genio del Professore ma la perdita della libertà e il declino della democrazia.

Zagor contro Hellingen – Ora Zero! fotografa in questo senso una virata nella narrazione zagoriana, seppur ancora decisamente calata in un gioioso sincretismo, verso una maggiore consapevolezza dell’attualità, basti vedere l’epilogo in cui lo stesso Zagor mette in dubbio le intenzioni del Governo riguardanti l’arsenale di Hellingen. In questo senso Ora Zero! è una storia che anticipa narrativamente di qualche mese alcuni temi e stilemi di Mister No (che debutterà nel 1975) e trova riscontro in alcune storie di Tex dal taglio più maturo ed “introspettivo” pubblicate in quel periodo.

Zagor contro Hellingen – Ora Zero!, recensione: abbattere la democrazia

Franco Donatelli illustra con personalità Ora Zero! trovando alcune interessanti soluzioni per rendere, anche graficamente, interessante la lettura. In questo senso il primo elemento che salta immediatamente all’occhio del lettore è il diverso registro fra la prima parte e la seconda parte della storia. A differenza infatti da quelli che sono gli stilemi tipici del suo stile, Donatelli parte con matite molto dense, con neri che vengono minuziosamente scavati per creare una Darkwood familiare ma diversa e soprattutto spettrale.

La costruzione della tavola si fa sinistramente regolare anche in seno alla onnipresente gabbia bonelliana. Due riquadri in alto e in basso con un riquadro lungo e orizzontale centrale. Tutto è votato a scardinare il senso di sicurezza del lettore tant’è che la prima parte della storia si chiude con la sequenza, ottimamente ma semplicemente organizzata, che porta al ferimento di Cico.

Zagor contro Hellingen - Ora Zero! recensione

Nella seconda parte della storia i neri si diradano. Zagor capisce subisce, per quanto non possa essere incredulo, che si trova nuovamente a fronteggiare il suo acerrimo nemico Hellingen. La costruzione della tavole è sempre rigorosamente scandita dalla gabbia bonelliana ma il tratto tipico di Donatelli inizia divenire più familiare con i molti richiami ai grandi maestri della scuola americana (Hal Foster uno su tutti).

Se spariscono i neri profondi e la linea pulita e continua del disegnatore prende il sopravvento, anche le inquadrature passano dai campi medi a quelli ravvicinati, più usuali per il disegnatore. C’è da dire che la drammaticità del tratto di Donatelli ben si adatta alla sceneggiatura la cui tensione va in crescendo ma soffre nelle poco sequenze di vera azione perdendosi in qualche passaggio forse un po’ troppo sintetico.

Il volume

Sergio Bonelli Editore (potete visionare le novità previste ad ottobre 2021 grazie al nostro articolo dedicato) ripropone, con la stessa semplice ed elegante veste grafica del primo volume, un brossurato corposo in bianco e nero formato 16×21 cm dalla tradizionale carta usomano e dall’ottima rilegatura. La copertina del volume riprende quella del mitico albo Zagor 108 – Ora Zero! albo che dà, come facilmente intuibile, anche il titolo a questo secondo volume della raccolta.

Dal punto di vista editoriale, continua l’esaurientissimo excursus di Moreno Burattini, il curatore della serie. Il corposo redazionale che apre il volume parte tracciando l’evoluzione dell’archetipo del mad doctor a cui è ispirato anche il Professor Hellingen mostrando come tale evoluzione, parallelamente a quella della scrittura di Guido Nolitta in seno alla produzione zagoriana, assuma progressivamente tratti grotteschi ma non meno pericolosi, audaci e temibili. Interessante è però soprattutto la seconda parte del redazionale dal taglio più “storico”. Innanzitutto ci si sofferma sui personaggi storici realmente esistiti che compaiono nel volume (più precisamente su quale Presidente quello incontrato “virtualmente” da Zagor e da cui riceverà una importante onorificenza) e poi sul contesto socio-politico e storico degli anni in cui venne pubblicata per la prima volta questa storia e da cui Ora Zero! è giocoforza influenzato.

Il lungo redazionale è impreziosito da una serie di illustrazioni originali realizzate per la mostra “Hellingen: io, il Nemico” allestita in occasione di Albissola Comics 2015. Come già accaduto per il primo volume infine anche qui sono indicati gli albi originali contenuti all’interno del volume compresi ovviamente autori e date di pubblicazione ma non sono presenti le copertine degli albi originali.

Zagor contro Hellingen – Ora Zero!


Zagor contro Hellingen - Ora Zero! fotografa una virata nella narrazione zagoriana, seppur ancora decisamente calata in un gioioso sincretismo, verso una maggiore consapevolezza dell'attualità, basti vedere l'epilogo in cui lo stesso Zagor mette in dubbio le intenzioni del Governo riguardanti l'arsenale di Hellingen. In questo senso Ora Zero! è una storia che anticipa narrativamente di qualche mese alcuni temi e stilemi di Mister No (che debutterà nel 1975) e trova riscontro in alcune storie di Tex dal taglio più maturo ed "introspettivo" pubblicate in quel periodo.

Pro

  • incipit insolito che si trasforma in robusto "thriller psicologico"
  • grande perizia di Guido Nolitta nell'intercettare suggestioni dalle attualità del tempo e fonderle nel canone zagoriano

Contro

  • nella seconda parte del volume, Franco Donatelli impiega qualche tavola per trovare la giusta formula grafica