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Da oggi la ricetta medica elettronica, ma la carta resta

Da oggi c'è la ricetta medica elettronica, ma la carta resta, perché il medico stampa comunque un "promemoria". Entro il 2016 arriverà, speriamo, anche il Fascicolo Sanitario Elettronico, che farebbe risparmiare circa 2,2 miliardi di euro.

Da oggi la ricetta medica elettronica, ma la carta resta

Evviva. Da oggi c'è la ricetta medica elettronica. Non si può parlare di vera e propria dematerializzazione, perché comunque il medico stampa la prescrizione e la carta resta. Il modulo rosso è, sì, archiviato ma è sostituito dal "promemoria" bianco. La vera novità è che il cittadino può andare in ogni farmacia italiana, ottenere il farmaco prescritto dal proprio medico e pagare il ticket previsto dalla regione di residenza (o non pagare se esentato).

Attenzione, però. In caso di assenza di collegamento telematico - fa sapere Federfarma - la farmacia applica il ticket in vigore nella sua Regione. Se si è costretti ad assumere farmaci costosi e si ha l'esenzione dal ticket, conviene dunque fare scorta prima di mettersi in viaggio, per evitare brutte sorprese.

ricetta medica

Un piccolo passo avanti, ma la dematerializzazione è un'altra cosa. Il percorso virtuoso è quello adottato da molti anni in numerosi paesi europei. E cioè, il cittadino va dal medico di famiglia e si va visitare, dopo aver consegnato la sua tessera sanitaria con microchip. Il medico accede online al Fascicolo Sanitario Elettronico, che contiene la "storia sanitaria" del paziente.

Se c'è bisogno di farmaci, il medico compila la prescrizione sul computer e la invia online al sistema centrale. Il cittadino va in farmacia e consegna la sua tessera sanitaria. Il farmacista infila la tessera nel lettore, legge la prescrizione e consegna i medicinali. Contestualmente il sistema centrale registra che il farmaco è stato fornito al cittadino. Non c'è burocrazia, né carta. Il controllo della spesa farmaceutica è minuzioso e costante, a prova di sprechi e brogli. Un giorno, chissà, accadrà anche da noi. 

Già, il Fascicolo Sanitario Elettronico. Dopo la ricetta medica, sarà quello il nuovo banco di prova per la sanità pubblica. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 178 del 29 settembre 2015 ne prevede l'attuazione entro il 2016, ma in realtà sono poche le Regioni che ce la faranno. I tempi slitteranno, così com'è successo per la ricetta elettronica, la cui introduzione era prevista da due decreti del 2008 e del 2011. Tempo perso che significa denaro sprecato, se è vero - come sostiene il Politecnico di Milano - che le strutture sanitarie potrebbero risparmiare circa 2,2 miliardi di euro soltanto grazie al Fascicolo Sanitario Elettronico.

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