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Dalle bufale ai falsi ricordi, come la Rete plasma la realtà

In Rete non si diffondono solo le bufale, ma addirittura falsi ricordi collettivi. Dalla post verità il Web ci porterà verso il post passato?

Dalle bufale ai falsi ricordi, come la Rete plasma la realtà

Vi è mai capitato di essere assolutamente convinti di una cosa o di un evento perché ne serbate memoria, tranne poi scoprire che non è mai accaduto? Niente di preoccupante, è normale. Ma se questo meccanismo mentale viene rafforzato attraverso la rete - e in particolare i social network - e da individuale diventa collettivo, allora inizia a diventare preoccupante.

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Ultimamente si fa un gran parlare di fake news, bufale e post-verità in grado di orientare il pensiero e le valutazioni di milioni di persone sul Web, partendo da presupposti errati o palesemente falsi, ma questo fenomeno è potenzialmente ancora più grave. "Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato", suggeriva George Orwell in 1984. Da un presente di post verità ci stiamo insomma avviando verso un futuro di post passato? È presto per dirlo, ma ci sono alcuni segnali che varrebbe la pena comprendere e approfondire maggiormente.

Ti ricordi di Nelson Mandela?

Di storie di questo tipo è pieno il Web. Su Reddit ad esempio c'è una vasta comunità di persone che condivide il ricordo nitido di un film per bambini degli anni '90, chiamato Shazaam e interpretato dallo stand-up comedian statunitense David Adkins, meglio conosciuto come Sinbad. Film che ovviamente non è mai esistito, ma che dalla trama e dal titolo ricorda Kazaam, col campione NBA Shaquile O'Neil.

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Un altro caso molto diffuso riguarda invece la grafia del nome degli orsi Berenstain, personaggi libreschi assai popolari negli USA: molti ragazzi sulla ventina sono pronti a giurare che si chiamassero Berenstein, con la E. Ma si potrebbe continuare all'infinito, sempre su Reddit ad esempio c'è chi addirittura è sicuro che la forma dell'Italia non sia sempre stata quella "a stivale".

Esistono poi molti estimatori di un cartone animato degli anni '70, dai contenuti a dire il vero piuttosto disturbanti, Candle Cove, di cui però non esiste alcuna traccia, mentre molte altre persone hanno vissuto per decenni nella convinzione che Mandela fosse deceduto in carcere negli anni '80, ricordando anche i telegiornali, il lutto in Sud Africa e addirittura le notizie di alcuni scontri razziali (Mandela invece è deceduto nel 2013, 23 anni dopo la sua scarcerazione, avvenuta nel 1990 NdR).

Dai Creepypasta alla riscrittura del passato collettivo

Di spiegazioni per questo fenomeno ce ne sono diverse, dalle cospirazioni globali degne di Philip Dick a quelle più scientifiche, passando appunto per il cosiddetto Mandela Effect e per i Creepypasta.

Il primo, legato alla storia di Mandela che abbiamo già ricordato, suggerisce l'esistenza di un complotto teso a nascondere l'esistenza di universi paralleli e la possibilità di passare dall'uno all'altro (forse anche a nostra insaputa?), possibilità che questi disallineamenti tra ciò che ricordiamo e ciò che apparentemente è, rivelerebbero.

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Eternal Sunshine Of The Spotless Mind

I Creepypasta invece sono un fenomeno del Web, versione horror dei cosiddetti copypasta, racconti sovrapponibili alle cosiddette leggende metropolitane, da cui differiscono perché la loro creazione e diffusione avviene esclusivamente attraverso la Rete.

In realtà, per il fenomeno individuale esiste anche una spiegazione scientifica, che ha a che fare con la mente e il modo in cui gestisce i ricordi, eliminando gli aspetti che riteniamo, inconsciamente o meno, irrilevanti, al fine di conservare solo quelli rilevanti e farceli ripescare più velocemente. Insomma, ricordare in una certa misura significa anche dimenticare e falsificare, perché il nostro cervello tende a "ottimizzare" i ricordi e questo porta a ignorare ciò che non ci interessa o non condividiamo, rafforzando invece quello che meglio si attaglia al resto delle nostre convinzioni.

Sul Web c'è l'eco

Come dicevamo finché il fenomeno riguarda il nome di una famiglia di orsetti o l'esistenza di un film è apparentemente innocuo. A noi però interessa la sua dimensione sociale e collettiva, che ha come vedremo ben altra portata. L'essere umano è un animale sociale e lo è in tutti gli aspetti della sua vita. Da alcuni studi recenti infatti è emerso ad esempio che se tante persone discutono di uno stesso evento la tendenza sarà quella di convergere verso un'unica visione condivisa, che non è detto sia anche la più corretta.

Più i gruppi sono eterogenei e debolmente connessi più le versioni della verità differiranno, ma all'aumentare della coesione sociale prevarrà una sola versione, che finirà per fissarsi nella memoria anche di quegli individui inizialmente latori di ricordi discordanti.

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Questo comportamento sociale è amplificato dal Web. Forum e social network infatti facilitano la formazione di comunità chiuse e fortemente coese attorno a un'idea o a una visione del mondo o di un singolo argomento. Al suo interno tenderanno dunque a circolare sempre più notizie unicamente in grado di confermare e rafforzare quella visione, mentre elementi in contrasto saranno rigettati, a prescindere dalla loro obiettività e validità. Sono le cosiddette Echo Chambers.

Nella casa degli specchi ci si può perdere

Ricordi falsi che si cristallizzano in memorie collettive comunitarie sono quindi assai pericolosi potenzialmente, perché è su queste visioni condivise che costruiamo la nostra stessa identità e le nostre opinioni, sociali e politiche.

Al momento questa è solo un'ipotesi, ma partendo dalla recente diffusione ad arte di fake news su Google e Facebook in occasione delle elezioni statunitensi, chi può negare che sarebbe teoricamente possibile per un pool di sociologi, mass mediologi ed esperti di comunicazione e marketing, influenzare o indirizzare importanti eventi politici manipolando i ricordi e il passato tramite la diffusione ad hoc di alcune suggestioni?

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Ieri stavo guardando l'OAV Ghost In The Shell: Arise, in cui i personaggi vivono in un mondo in cui, a causa dei cervelli cibernetici, è ormai possibile essere ingannati sugli eventi passati, i ricordi possono essere cancellati o sostituiti e non si può più essere certi di quale sia la realtà oggettiva. È il destino della nostra specie?

Per il momento non possediamo ancora cervelli artificiali messi in Rete e i social network non sono Il Grande Fratello. Tuttavia non c'è dubbio che, come detto già diverse volte, l'unica via sarebbe non chiudersi nelle echo chambers e aprirsi invece al confronto con pensieri diversi, perché la verità è una costruzione sociale basata su un lavoro di confronto continuo tra idee e fatti.

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