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Diesel: richiamo di 5 milioni di auto, Germania sotto choc

Dieselgate. I primi effetti della sentenza di Stoccarda. Richiamate 5 milioni di auto. Saranno sottoposte ad un aggiornamento del software per ridurre le emissioni di ossidi di azoto, a spese dei costruttori. In Italia - forse, chissà - le auto a combustibili fossili potrebbero essere bandite a partire dal 2040.

Diesel: richiamo di 5 milioni di auto, Germania sotto choc

L'enorme striscione di Greenpeace - Willkommen in Fort NOx - sulla facciata del Ministero dei trasporti a Berlino e le prime pagine dei quotidiani tedeschi rendono oggi l'idea di che aria si respiri in Germania per gli ultimi sviluppi del cosiddetto Dieselgate. Un'atmosfera mefitica. Il paese è sotto choc.

Vertice sul diesel a Berlino
Vertice sul diesel a Berlino

La notizia di ieri è il vertice con i costruttori di auto presso il ministero, con la decisione - d'accordo con il governo - di richiamare 5 milioni di vetture diesel e modificare il software per far calare del 25-30% le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Tutto a spese delle case automobilistiche (si calcola circa 100 euro per auto). All'incontro con il governo c'erano i vertici di Porsche, Volkswagen, Mercedes, Audi, Opel, Ford, Bmw. 

Frankfurter Allgemeine
La prima pagina di Frankfurter Allgemeine

Non si poteva fare altrimenti, dopo la sentenza della corte amministrativa di Stoccarda di qualche giorno fa, con la previsione del blocco totale delle auto diesel fino alla categoria Euro 5 per far calare i tassi di inquinamento. La decisione dei giudici ha impresso un'accelerazione alla vicenda. D'altronde Stoccarda è una città simbolo, tra le più inquinate, ed è lì che hanno sede Mercedes e Porsche.

Leggi anche: Stoccarda, stop alla circolazione delle auto Diesel Euro 5

L'accordo raggiunto ieri prevede l'aggiornamento del software ma non gli interventi di retroffitting, cioè la ben più costosa sostituzione e/o integrazione di catalizzatori o filtri. Solo gli aggiornamenti software su circa due milioni di automobili costeranno circa 300 milioni di euro. D'altronde si tratta di adeguare i diesel più vecchi alla normativa europea sui limiti delle emissioni di ossido di azoto.  

Bild
La prima pagina di Bild

Insomma, per il diesel in Germania sono tempi duri e cupi, e il dieselgate a quanto pare sta facendo breccia negli acquisti. A luglio - la fonte è Il Sole 24 Ore Radiocor Plus - le immatricolazioni diesel sono scese del 12,7%. Traggono vantaggio dalla situazione le vetture a benzina, con una quota di mercato salita dell'11,2% sempre a luglio. Bene anche le alimentazioni alternative: +103,7% le ibride e +131,8% le elettriche.

E se la Germania soffre, c'è un futuro poco roseo per il diesel anche in Francia e Regno Unito, che prevedono di vietare le vendite di veicoli a combustibile fossile dal 2040. Anche l'Italia ha battuto un sia pur timido colpo. Ieri la commissione ambiente e la commissione lavori pubblici del Senato hanno approvato una risoluzione che impegna il governo a valutare il divieto di commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili dal 2040.

Si, avete letto bene: si tratta di una risoluzione che impegna il governo a valutare. Mettiamoci comodi, mancano 23 anni. Il Fort NOx italico è inespugnabile e Stoccarda e Berlino sono molto lontane.  


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