Doro 8031, lo smartphone per anziani e tecnofobici

Lo smartphone è diventato una parte del nostro vivere quotidiano, un oggetto talmente ordinario che lo diamo per scontato. E com'è naturale con il passare del tempo tutti ne vogliono uno; questo ormai comprende anche categorie che una volta non avremmo preso in considerazione, come gli anziani e in generale le persone poco avvezze alle tecnologie moderne.

E qui insorge un possibile problema: un moderno smartphone potrebbe sembrare semplice alla maggior parte di noi, ma tutte quelle icone sullo schermo, così tante possibilità di toccare quella sbagliata, parole che spesso hanno significati oscuri. Sono tutti ostacoli che lo rendono un oggetto molto complicato, che può anche incutere un po' di timore.

Alcuni produttori di smartphone cercano di rispondere con una versione semplificata dell'interfaccia (Samsung, Huawey e altri). Non è male, ma a volte non è abbastanza. Ecco perché Doro ha trovato un notevole successo. L'azienda propone diversi modelli tutti accomunati da una sola caratteristica: la ricerca della semplicità innanzitutto, mirata in particolar modo agli anziani.

Una semplicità che, come vedremo, si riassume in un software progettato ad hoc. Sotto al cofano c'è sempre Android, naturalmente, ma quello che ci si ritrova tra le mani è un oggetto molto diverso da quelli a cui siamo abituati. Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo dato un rapido sguardo al Doro 8031.

Primo impatto

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Uno smartphone solido, decisamente grande se pensate al design ricercato di un iPhone o un Galaxy. Ha il vantaggio però di garantire una presa salda. Un gran vantaggio in effetti, considerando il pubblico a cui si dirige questo smartphone. Se penso al mio nonno novantenne, credo proprio che sarebbe preoccupato solo all'idea di maneggiare il mio Mi 5 o un altro smartphone sottile e leggero. Gli sarebbe difficile, lo troverebbe troppo piccolo, troppo leggero, troppo scivoloso (per non parlare del testo troppo piccolo).  

Per la stessa ragione sono particolarmente apprezzabili i tre tasti fisici sotto allo schermo, che rimandano alle classiche funzioni di Android. A proposito di pulsanti, a sinistra ci sono quelli del volume e attivazione; ben distanziati e facili da individuare, sono anche marchiati in Brail. A destra, in basso ce n'è invece uno per scattare fotografie. Poco sopra c'è il connettore microUSB.

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Un altro pulsante speciale è posizionato dietro al telefono, dove alcuni produttori mettono il sensore di impronte digitali: serve ad attivare segnali di emergenza. Per esempio, premendolo per tre secondi può chiamare un numero selezionato. È una funzione configurabile. Sempre dietro, troviamo anche la fotocamera principale e una feritoia per l'altoparlante che è piuttosto potente.

Oltre al telefono, nella confezione troviamo anche un paio di auricolari, il cavo per la ricarica e una base di appoggio. Inserendovi il Doro 8031 non solo si ricarica, ma si attiva anche una speciale modalità che, sostanzialmente, lo trasforma in un orologio da tavolo. Ed eventualmente sveglia, se impostata. La posizione non è ideale per un eventuale videochiamata, ma potrebbe andar bene per guardare un video. In ogni caso, non ci sono molti smartphone che offrono questo accessorio nella confezione - in effetti è un caso più unico che raro.

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Solido e ben costruito, con pulsanti facili da trovare anche per chi ci vede poco, il Doro 8031 si presenta come uno smartphone ideale per un anziano o un antitech.

Software

Doro ha realizzato i suoi smartphone basandosi su un progetto specifico, sostenuto in particolare da due colonne: la personalizzazione dell'interfaccia e l'applicazione Doro Connect&Care (in precedenza MyDoro Connect).

Possiamo affermare senza esitazioni che Android è completamente sconvolto e quasi irriconoscibile. Una cosa che farebbe accapponare la pelle ai puristi, e in generale non diremmo che è una buona interfaccia secondo i soliti standard. Ma ancora una volta qui il punto non sono "i soliti standard", ma invece realizzare uno smartphone che sia prima di tutto semplice da usare. Un obiettivo che Doro ha raggiunto in pieno.

Le novità si vedono sin dal primo avvio, con una serie di schermate "didattiche" che ci accompagnano durante la prima configurazione. Rispetto alla prima fase con Android la procedura è più lunga, comprensibilmente, perché impostata sul modello domanda e risposta. Il software chiede cosa e come vogliamo fare, e ci offre le sue risposte. Nel giro di qualche minuto, siamo pronti a partire. È un momento in cui è consigliabile che ci sia un'altra persona ad aiutare, oltre a chi effettivamente userà il telefono.

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Ci troviamo dunque di fronte a un'interfaccia davvero insolita. In Homepage troviamo tre grandi pulsanti etichettati con Chiama, Visualizza e Invia. Sono il primo segnale del paradigma usato da Doro nello sviluppo della sua UI; un paradigma basato sull'azione immediata. Semplici verbi all'indicativo, nella maggior parte dei casi, che rimandano a ciò che voglio fare.

Difficile sbagliare, dunque: se voglio chiamare tizio userò Chiama. Se voglio vedere una foto o leggere o una mail userò Visualizza. Se voglio mandare qualcosa, toccherò Invia. E infatti ognuno di questi comandi rimanda a un secondo menu, dal quale potremo scegliere con più precisione. Toccando su Invia, per esempio, si apre una nuova lista con SMS, email e così via; stessa cosa per visualizza.

Potrebbe sembrare controintuitivo, e di certo lo è per chi è ormai abituato a usare uno smartphone Android. Ma per chi non lo ha mai fatto prima, e magari non ha mai usato nemmeno un computer, è una scelta azzeccata.

Tutto il software Doro segue questo approccio, con un risultato che è allo stesso tempo semplice ed efficiente. Sapendo che cosa si vuole fare, basta seguire pochi semplici passi per arrivarci. La curva di apprendimento non è ripida né lunga, a tutto vantaggio dell'utente Doro ideale. 

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Scorrendo dal basso verso l'alto si accede a qualche opzione aggiuntiva, tra cui l'app per fare fotografie. Per raggiungere le impostazioni "classiche" di Android ci vuole qualche tocco in più del solito; anche in questo caso, è una scelta del tutto coerente. Ci si aspetta che il proprietario di un Doro si limiti a usare un telefono, senza mai dover impostare alcunché. All'occorrenza, con ogni probabilità chiederà aiuto a qualcuno - magari anche solo per installare una nuova app.

Ed è proprio questa la seconda colonna portante, concretizzata nell'applicazione preinstallata Doro Connect&Care. Tramite essa il proprietario o un suo famigliare potrà creare una rete di persone fidate. Ognuna di esse potrà installare a sua volta l'app, disponibile per iOS e Android sui rispettivi store.

L'idea di questa rete è di fornire aiuto alle altre persone. Chi ha bisogno di qualcosa non deve far altro che usare l'app, specificare la richiesta e aspettare che uno degli altri membri la prenda in carico. Diciamo che Tizio ha bisogno di due cose: che qualcuno lo accompagni dal dottore domani sera, e che qualcuno lo aiuti a spostare un mobile oggi. Farà quindi due richieste, a cui risponderanno Caio e Sempronio.

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Connect & Care costa 2,99 euro l'anno per ogni rete - il prezzo è assoluto, non dipende dal numero di persone incluse. L'azienda offre un anno di utilizzo gratuito, più che sufficiente per provare il servizio e capire se vale la spesa. Considerando che si potrebbe dividere in più persone, non si può certo dire che sia oneroso.

Nell'insieme l'interfaccia Doro è pienamente riuscita, ideale da proporre a una persona anziana che desidera uno smartphone ma ne è anche un po' spaventata. Lo smartphone Doro risponde a tutte le necessità egregiamente: potrebbe essere il primo, per poi passare a un modello più sofisticato, ma non necessariamente.

Ancora più importante, forse, è la gestione remota. Realizzata in collaborazione con Team Viewer, questa funzione permette di agire sullo smartphone a distanza. Sembra un dettaglio ma in questo contesto è determinante.

Perché se oggi il nonno non riesce più ad alzare il volume o a chiamare sua sorrella, vi tocca prendere l'auto e andare di persona a vedere che succede. Se ha un Doro, vi basta accendere il PC e controllare, stando comodamente seduti a casa vostra. 

Fotografia, prestazioni e altro

Guardando agli aspetti più comuni, dobbiamo constatare che nel caso del Doro 8031 le prestazioni sono piuttosto basse. L'interfaccia tende a risultare lenta e poco reattiva - qualche anno fa lo avremmo definito un telefono "scattoso". D'altra parte all'interno c'è un SoC Qualcomm Snapdragon 210 abbinato a 1 GB di RAM.

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Non è certo hardware all'ultimo grido, così come la versione di Android, ferma alla 5.1.1. Ci sono poi 8 GB di storage, dei quali circa 4 effettivamente utilizzabili, ma è possibile aggiungere una scheda microSD se fosse necessario.

Lo schermo è un LCD da 4,5 pollici con risoluzione 480x845 pixel, sufficienti per vedere le grandi icone e leggere il testo - che probabilmente sarà ingrandito. Una risoluzione bassa, tra l'altro, compensa la poca potenza hardware.

Parliamo di nonni, che probabilmente vorranno fare qualche foto ai nipotini. Senza troppe pretese però, perché il sensore da 5 megapixel non può fare miracoli; ma è sicuramente adatto a una foto ricordo veloce.

L'autonomia invece è più che interessante; con una singola ricarica il Doro 8031 può durare senz'altro almeno 24 ore usato secondo i nostri standard. Ma con scenari di utilizzo diversi e meno pesanti, arriva tranquillamente a due, anche tre giorni. Il che è sicuramente un aspetto determinante per un prodotto come questo.

Conclusioni

In termini assoluti non consiglieremmo il Doro 8031, che viene proposto a un prezzo ufficiale appena inferiore ai 180 euro - ma su Amazon lo trovate a circa 140 euro e su ePrice costa ancora meno. D'altra parte dovremmo metterlo in competizione con prodotti come il Meizu M5 o il Lenovo G4 Play.

Ma faremmo un torto a tutti: gli smartphone Doro giocano in un altro campionato, e ne escono vincitori sotto ogni aspetto. Il Doro 8031 è un telefono che prima di tutto si maneggia con grande sicurezza, che tra le mani si fa sentire (per dimensioni e peso), e non ti fa pensare che ti potrebbe cadere da un momento all'altro. E in ogni caso è piuttosto resistente.

Alla buona fattura bisogna aggiungere un'interfaccia studiata apposta per gli anziani. E anche con il software Doro ha fatto un lavoro eccellente. Non solo perché ha creato uno smartphone che tutti possono usare, ma anche perché con esso ha dato vita a uno strumento - Doro Connect&Care - che può davvero rendere la vita più facile tanto agli anziani quanto a chi si occupa di loro. Per queste ragioni, il Doro 8031 trova la nostra piena approvazione.

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