Droni, realtà virtuale e veicoli autonomi, la miniera è 2.0

L'attività di estrazione dei minerali è tra quelle più impattanti sul nostro pianeta, ma è anche tra le più pericolose per chi ci lavora, specie se tutto ciò avviene in paesi in cui le norme sul lavoro e i controlli latitano.

Purtroppo è anche di quelle attività di cui il genere umano non può fare a meno. Il computer dal quale vi scriviamo e lo smartphone che avete tra le mani nascono proprio dai materiali estratti.

Quando si pensa a una miniera il pensiero va subito ai minatori con il piccone, ma un ruolo ancora più importante ce l'hanno le esplosioni. Di solito si tratta di esplosioni controllate, ma se qualcosa va storto, possono diventare mortali.

Quando i minatori non fanno misurazioni accurate o scelgono i punti sbagliati per posizionare gli esplosivi, le rocce possono rompersi in modi imprevisti, creando situazioni pericolose sia sottoterra che al di sopra della superficie.

minatori vr JPG

Come racconta la BBC però, la tecnologia può correre in soccorso e sta cambiando faccia a un lavoro antichissimo. "Immaginate di poter praticare questa rischiosa arte senza i pericoli inerenti, in una realtà virtuale simulata".

La compagnia sudafricana Simulated Training Solutions (STS3D) ha creato la prima rappresentazione al mondo in realtà virtuale di un muro per allenare gli addetti alla giusta collocazione degli esplosivi. La prima soluzione di questo genere è stata installata in Zambia nel 2016 presso la miniera di rame Mopani di Glencore, e da allora altri due "muri" sono stati installati in Sud Africa e un terzo è attualmente in fase di collocazione.

Come funziona il tutto? L'immagine di una parete rocciosa a grandezza naturale viene proiettata su una tela all'interno di una stanza di addestramento oscurata.

I tirocinanti usano una "bomboletta spray" elettronica per marcare i loro fori per lo scoppio controllato, esercitandosi a far esplodere tutto nella giusta sequenza e osservando come le rocce si fratturano e reagiscono.

rio tinto drone

Johan Bouwer, responsabile della realtà virtuale e delle nuove tecnologie presso STS3D, ha dichiarato che i muri sono una delle "rappresentazioni più vicine alla formazione sul lavoro per i minatori" e sono più efficaci dei metodi di allenamento tradizionali, come video ed esercizi su lavagne.

Operatori meglio addestrati comportano anche risparmi sui costi. Nelle miniere di metalli preziosi, un'esplosione andata male può ritardare la produzione e comportare costi di pulizia e di manodopera. Oltre alla realtà virtuale anche altre tecnologie stanno trovando spazio nelle miniere.

Rio Tinto, colosso globale dell'estrazione, è impegnato a implementare innovazioni in tutte le sue operazioni, in particolare nei suoi siti in Australia, dove sono già in uso trivelle e camion autonomi, così come i droni, usati per valutare il terreno, l'equipaggiamento e filmare gli scoppi. L'azienda dovrebbe inoltre lanciare il primo treno al mondo a trasporto pesante completamente autonomo entro la fine dell'anno.

"Stiamo rimuovendo le persone dalla linea di fuoco, riducendo l'esposizione della nostra gente ai rischi delle esplosioni e a quelli associati all'uso di attrezzature pesanti, come lesioni da affaticamento e anche distorsioni, sforzi e altre lesioni dei tessuti molli", ha dichiarato Stephen McIntosh, capo della divisione growth and innovation di Rio Tinto.

"Dal punto di vista della produttività, uno dei maggiori vantaggi che vediamo è nei dati che siamo in grado di raccogliere in tempo quasi reale per migliorare il processo decisionale - stiamo trattando i nostri dati come una risorsa".


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