L'esercito USA si prepara a un futuro distopico molto brutto

Il nostro futuro è quello della fantascienza distopica, quello rappresentato in quei film dove la tecnologia e il progresso rendono il mondo un luogo angosciante e opprimente. La distopia in letteratura è l'utopia che finisce per essere distorta, ma secondo il Pentagono è anche il nostro inevitabile destino.

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La testata The Intercept ha infatti ottenuto un peculiare video che

i militari statunitensi usano per la formazione interna. Si intitola Megacities: Urban Future, the emerging complexity, che si traduce in "Megalopoli: Futuro Urbano, la complessità emergente". È materiale didattico presso la Joint Special Operation University del Pentagono.

Un cortometraggio di circa 5 minuti che sembra voler fondere film come Robocop, Elysium, 1997 Fuga da New York, Blade Runner e altri dello stesso filone. Città con decine di milioni di abitanti sono costantemente sull'orlo del caos, e secondo gli autori del video solo le Forze Armate USA possono impedirlo.

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"Le megacittà", dice la voce fuori campo, "sono sistemi complessi dove persone e strutture sono compresse in modi che sfidano la nostra comprensione della pianificazione urbana e della dottrina militare. Questi sono anche i futuri terreni di crescita, incubatori e rampe di lancio per avversari e minacce ibride".

Uno scenario che dovrebbe servire per formare gli agenti e le truppe speciali che si occuperanno di combattere il terrorismo nei prossimi anni. Al momento si ritiene che il personale non sia preparato ad azioni in contesti urbani di quel tipo. L'esercito "non ha mai avuto a che fare con un ambiente così complesso e al di là delle sue risorse", si legge su un memorandum militare del 2014. Un altro documento riporta invece come "l'esercito US è incapace di operare all'interno della megacittà". Esiste infatti un programma chiamato Thunderdom Spiral, che dovrebbe servire appunto a trovare nuove idee per affrontare la questione. 

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Immagine: DeviantArt

Il video inanella una serie di minacce terribili: reti criminali, infrastrutture sotto gli standard, tensioni etniche e religiose, povertà, bassifondi, fognature sovraccariche, una crescente massa di disoccupati e così via. Non mancano estesi labirinti sotterranei e aree con un proprio governo indipendente da quello ufficiale. Un contesto nel quale la minaccia informatica ha un ruolo centrale, con "gli hacker" in grado di colpire infrastrutture sensibili dove e quando vogliono. Tutto concentrato in un fazzoletto di terra altamente popolato.

Il riferimento generico è a grandi città del terzo mondo, in Asia, in Africa, in America del Sud. Ma a un certo punto compare anche New York, a suggerire che certi scenari potrebbero verificarsi molto più vicino di quanto si potrebbe immaginare.

Il video "fu creato per un pubblico militare interno, per far luce sulle sfide delle operazioni in ambienti di megacittà", ha spiegato a The Intercept un portavoce dell'esercito. "Fu prodotto pro bono nella primavera del 2014 basandosi su Megacities and The United States Army (PDF)". Verrebbe da pensare che i militari statunitensi si siano lasciati un po' prendere la mano, e dato troppo spazio alla fantasia. Non si può però liquidare tutto con una battuta, considerato che questo è il pensiero su cui baseranno almeno in parte le operazioni e le decisioni militari dei prossimi anni.

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