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eSIM, una rivoluzione che rischia di rimanere incompleta

A febbraio 2016 la GSM Association, realtà rappresentativa di 800 operatori telefonici di tutto il mondo, ha riconosciuto la eSIM come nuovo standard. L'adozione nel settore smartphone stenta però a decollare, evidentemente frenata dalle stesse telco.

eSIM, una rivoluzione che rischia di rimanere incompleta

La eSIM, acronomio di Embedded Subscriber Identity Module, potrebbe rivoluzionare il settore della telefonia mobile. Utilizzare il condizionale è però d'obbligo, a causa dei tanti soggetti coinvolti che

dovrebbero spingerne l'adozione all'interno degli smartphone. Un limite che potrebbe rallentare questo cambiamento potenzialmente epocale.

L'evoluzione della SIM

La carta SIM (Subscriber Identity Module) è una smart card - quindi di fatto un chip - che viene inserita in un telefono cellulare e consente di archiviare in modo sicuro l'IMSI, un numero univoco associato a tutti gli utenti di telefonia mobile di reti GSM o UMTS, acquisito dall'utente nel momento in cui viene stipulato un contratto con un operatore telefonico. Una vera e propria identità mobile.

eSIM
L'evoluzione del formato delle SIM

È bene sottolineare che, in base a quanto stabilito dalle condizioni di contratto della maggior parte dei gestori telefonici, la SIM è di proprietà del gestore stesso, cui deve essere restituita su richiesta. Essa non costituisce infatti il servizio venduto al cliente, bensì lo strumento attraverso il quale il cliente viene identificato e, quindi, usufruisce del servizio.

La prima SIM è stata prodotta nel 1991 dall'azienda Giesecke & Devrient di Monaco di Baviera, che ha vinto l'appalto per la realizzazione di 300 SIM per l'operatore telefonico finlandese Radiolinja.  

Oltre al formato maxi, dismesso nell'elettronica di consumo nel 1996, sono attualmente disponibili i seguenti formati: Mini-SIM (anno di produzione 1996), Micro-SIM (anno di produzione 2003), Nano-SIM (anno di produzione 2012), Embedded-SIM (anno di produzione 2016).

iPhone-5-nano-sim
iPhone 5, primo smartphone con Nano-SIM

Le specifiche fisiche di ognuna di queste tipologie, sono state definite nel dettaglio dalla GSM Association, realtà rappresentativa di oltre 800 operatori telefonici a livello mondiale.

SIM card Lunghezza (mm) Larghezza (mm) Spessore (mm)
Full-size 85,60 53,98 0,76
Mini-SIM 25,00 15,00 0,76
Micro-SIM 15,00 12,00 0,76
Nano-SIM 12,30 8,80 0,67
eSIM 6,00 5,00 <1,00

Si tratta dunque di veri e propri standard, che inevitabilmente non possono essere modificati a piacimento dai vari operatori telefonici o dagli stessi produttori di smartphone e dispositivi connessi. Per tale ragione Apple SIM (introdotta nel 2014 con iPad Air 2), ovvero quello che potrebbe essere considerato il primo vero tentativo di eSIM, rimane uno standard proprietario dell'azienda di Cupertino.

La regolamentazione della eSIM

A differenza delle altre tipologie, la eSIM è integrata direttamente nel dispositivo. Si tratta dunque di SIM programmabili nelle quali, in un futuro ipotetico, poter attivare dei piani tariffari multipli, da poter utilizzare a seconda delle specifiche esigenze. In questo caso è giusto parlare di "futuro ipotetico" in quanto la regolamentazione della GSM Association parla chiaro.

Allo stato attuale delle cose la eSIM non può supportare carrier multipli su un singolo dispositivo. È possibile salvare più profili di operatori differenti, ma se ne può utilizzare soltanto uno. Un utilizzo dunque che rispecchia quello delle attuali SIM, derivato essenzialmente dalla tipologia di dispositivi attorno ai quali questo standard è stato concepito.

Rispetto a quanto si possa pensare, la standardizzazione avvenuta a febbraio 2016 da parte della GSMA è stata relativa alle eSIM da inserire in smartwatch, fitness tracker e tablet. Il supporto agli smartphone è arrivato solo a giugno dello stesso anno, ed in tal senso alcuni segnali inequivocabili erano già arrivato da Apple.

ipad air 2
iPad Air 2, primo dispositivo con Apple SIM

L'azienda di Cupertino ha infatti introdotto la propria SIM virtuale nel 2014, all'interno di iPad Air 2. Non è un caso che non sia stata integrata nel prodotto che rappresenta il core business Apple, ovvero iPhone. La questione non è così semplice come si possa pensare in quanto gli operatori che lo vendono non forniscono solo il piano dati, ma anche i finanziamenti per poterlo acquistare.

Stringere accordi con le telco in questo caso è molto più complicato per l'azienda di Cupertino, e infatti per ora non c'è alcuna indicazione che la Apple SIM possa arrivare sullo smartphone della Mela. Occorrerebbe una diretta quanto improbabile partecipazione delle telco, che di fatto potrebbero subire una rivoluzione dei propri affari.

Infatti, oltre alla questione legata ai finanziamenti per l'acquisto di smartphone in abbonamento, ci sarebbe poi il discorso sulla flessibilità di cambio operatore da parte degli utenti. La eSIM infatti andrebbe semplicemente riprogrammata in caso di passaggio da un operatore all'altro, aprendo di fatto nuovi scenari ad oggi inimmaginabili.

Apple SIM
La schermata di attivazione di Apple SIM

La questione è estremamente complessa. Occorrerà di fatto adattare alla eSIM tutto ciò che ruota attorno ad una SIM tradizionale: dall'IMSI alla possibilità di supporto ai carrier multipli, dalle pratiche necessarie al passaggio di operatore a quelle legate alla disattivazione, chiarendo in che modo tutti questi elementi possano essere digitalizzati.

In un futuro ideale, qualora si volesse passare a un altro operatore, non dovrebbe essere più necessario recarsi fisicamente in un negozio. Si dovrebbe poter fare tutto attraverso un semplice menu del dispositivo. Ogni utente potrebbe crearsi un proprio portafoglio di offerte, attivando e disattivando i vari plug-in in commercio.

Ogni dispositivo potrebbe essere multi-SIM, potendo ipoteticamente abilitare un pacchetto telefonate voce con Wind, un'offerta SMS con TIM, un piano dati con Vodafone, un bonus sul roaming estero con TRE. Ogni profilo tariffario potrebbe essere attivabile scaricando pochi bit attraverso la rete.

eSIM
Inserimento nano-SIM in iPhone 6

Il settore della Internet of Things

Considerando la vastità degli elementi da dover regolamentare, è evidente come il primo terreno di sviluppo della eSIM sia quello della Internet of Things. In questo caso il supporto da parte delle telco è totale, in quanto consentirà di aprire un vero e proprio segmento di mercato oggi praticamente inesplorato.

Non a caso AGCOM si è già ampiamente mossa in tal senso, avviando in un anno tre azioni in relazione alle SIM M2M (machine-to-machine, quelle appunto inserite nei vari dispositivi connessi): indagine conoscitiva, Comitato tecnico, consultazione pubblica.

La prima indagine conoscitiva aveva come obiettivo l'esame dei fattori che influenzano i servizi M2M, la valutazione delle previsioni di sviluppo, le modalità di utilizzo e l'individuazione di eventuali barriere normative.

sim cards
Le SIM card full-size ormai scomparse

I risultati ottenuti dall'indagine hanno portato l'Autorità ad avviare un Comitato tecnico per lo sviluppo dei servizi di comunicazione M2M, ossia un gruppo di lavoro aperto ai principali soggetti interessati (sia pubblici sia privati).

Più recentemente AGCOM, compresa l'importanza del dibattito e la necessità di regolare il servizio di comunicazione Machine-to-Machine, ha avviato, con delibera n. 43/16/CIR, una consultazione pubblica al fine di acquisire dagli operatori valutazioni di mercato e regolamentari per un'eventuale integrazione del Piano Nazionale di Numerazione (PNN).

Per l'Internet of Things esiste dunque una prima base normativa, ed infatti in Italia è stato già proposto nel 2016 il primo wearable con a bordo eSIM. Si tratta del Gear S2 di Samsung, commercializzato in esclusiva da TIM, che ha creato una prima procedura per poter attivare un piano sulla SIM virtuale.

gears2
Il Samsung Gear S2

Dopo aver acquistato lo smartwatch infatti, basta scaricare sul proprio smartphone l'applicazione Samsung Gear, accoppiare il wearable, scansionare il QR code della TIM eSIM e scaricare dunque il profilo per l'attivazione.

TIM eSIM
La pagina di supporto della TIM eSIM

Secondo un'indagine condotta da Juniper Research, entro il 2020 la eSIM rappresenterà oltre il 50% delle connessioni M2M. Prodotti come automobili, wearable, elettrodomestici (solo per citarne alcuni), cominceranno ad essere realizzati con a bordo proprio questa soluzione, che consentirà di poter definitivamente far esplodere il fenomeno della Internet of Things, aprendo alle telco un mercato da miliardi di dollari.

I vantaggi della eSIM

Concludendo, è evidente come la eSIM aprirebbe ad una serie di vantaggi per buona parte dei soggetti coinvolti nel mercato della telefonia.

Innanzitutto i produttori di smartphone andrebbero ad eliminare un ulteriore componente, recuperando risorse e soprattutto spazio. In tal senso, basti pensare a quanto sta progressivamente accadendo al jack audio da 3.5 mm. Eliminato da Apple con iPhone 7 e 7 Plus, è di fatto destinato a scomparire definitivamente nei prossimi anni.

iPhone 7
iPhone 7 senza jack da 3.5 mm

L'azienda di Cupertino sta ovviamente costruendo un vero e proprio business sulle cuffie wireless (considerando le AirPods e i vari modelli commercializzati da Beats), ma l'esigenza di poter risparmiare fisicamente spazio negli smartphone è estremamente attuale.

Eliminando il jack da 3.5 mm, la stessa Apple ha potuto adottare batterie più capienti e spostare verso il basso il nuovo motore Taptic Engine, potendo dunque godere di vantaggi costruttivi tangibili. Un concetto molto simile a quanto di fatto accadrà per la eSIM.

In secondo luogo, la questione sicurezza. In caso di furto o di smarrimento, si potrà agire sulla eSIM nel giro di pochi minuti, eliminando anche in questo caso tutta la trafila necessaria oggi. Non solo, ma anche nell'ottica della lotta alla criminalità, la progressiva scomparsa delle SIM fisiche consentirà un controllo maggiormente efficace sull'identità e sul luogo di chi effettua l'attivazione.

Apple Airpods
Apple Airpods, pensate per sopperire alla mancanza del jack audio

Infine, i vantaggi per gli operatori telefonici. Se è vero, da una parte, che l'attuale modello di business potrebbe essere stravolto, dall'altra si potrebbe assistere ad un vero e proprio abbattimento dei costi, eliminando progressivamente i punti vendita ed avviando offerte e campagne winback totalmente online, con la possibilità di potersi accaparrare clienti in maniera più veloce ed efficace.

Tutto passerà da una perfetta cooperazione tra produttori, operatori telefonici ed autorità. Ecco perché la eSIM potrebbe rimanere ancora a lungo una rivoluzione incompleta, dovendo riuscire a fondere interessi economici di soggetti differenti. 

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