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Ethereum, la rivoluzione economica oltre Bitcoin

Bitcoin è la più famosa delle criptomonete ma non l'unica. Ha alimentato una rivoluzione che è solo agli inizi e che ora sta cambiando grazie alla tecnologia di base. Si tratta della blockchain, che negli ultimi mesi ha trovato una nuova forma in Ethereum e altre nuove criptovalute.

Ethereum, la rivoluzione economica oltre Bitcoin

Ethereum, la rivoluzione economica oltre Bitcoin

Ethereum, la rivoluzione economica oltre Bitcoin

Nota introduttiva: questo articolo è il primo di una nuova serie con cui Tom's Hardware cercherà di esplorare, comprendere e spiegare il fenomeno delle criptovalute. Per farlo la redazione si avvale di un nuovo collaboratore, Andrey Vedishchev, che ha gentilmente offerto la propria competenza alla nostra testata. Questo primo articolo, in quanto introduzione, non ha pretese di completezza. Nelle prossime settimane ne pubblicheremo altre, cercando di rispondere a tutte le vostre domande; a tal proposito, l'area dei commenti è a vostra disposizione.

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Si parla di Bitcoin da qualche anno ma di recente il dibattito sul tema si è fatto un po' più acceso. Comprensibile, considerando che in primavera questa criptomoneta ha superato il valore dell'oro. Inoltre BTC, questo l'acronimo usato per indicare i Bitcoin, è tristemente famoso anche per essere la valuta usate per i riscatti del ransomware - famoso il recente caso Wannacry.

Leggi anche Attacco Ransomware Wannacry: tutto finito? Neanche per idea

Il fatto è che Bitcoin è parte integrante, forse anche causa primaria, di una vera e propria rivoluzione culturale, economica e tecnologica iniziata nell'ormai lontano 2009. Da allora sono cambiate molte cose, o per meglio dire si sono evolute; si è venuto a creare un vero e proprio settore industriale. Un settore neonato e in continuo mutamento.

Blockhain, fulcro del cambiamento

È davvero Bitcoin la vera innovazione? Si potrebbe dire di no. Bitcoin è più il dito, ma la Luna è la blockchain. Bitcoin sta infatti alla blockchain come l'email sta ad Internet: la prima non è che una delle applicazioni della seconda.

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La domanda che a questo punto sorgerebbe spontanea è: "Ma quali sono le altre applicazioni della Blockchain?".

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Per rispondere bisognerebbe dapprima guardare alla mission di Bitcoin. Quest'ultimo infatti aveva originariamente l'ambizione di portare un'innovazione nel modo con cui le persone si sarebbero scambiate il denaro: il famoso Satoshi Nakamoto diede i natali alla sua creatura proprio mentre l'ultima grande crisi economica iniziava a sconvolgere il mondo. L'obiettivo era realizzare uno strumento impossibile da manipolare, uno strumento anonimo, trasparente, uno strumento che potesse essere riserva di valore e mezzo di scambio per la regolazione di transazioni. Un obiettivo che è stato raggiunto, con luci e ombre.

L'aspetto importante da comprendere è che le criptovalute, delle quali BTC è il rappresentante più famoso, sono una forma di denaro svincolata da banche e stati. Un dettaglio che aiuta a prevenire manipolazioni speculative, ma da solo non basta. Una criptovaluta è basata su un meccanismo matematico che rende molto difficile a chiunque di assumerne il controllo - uno scenario noto come attacco del 51%.

Ethereum

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Quello di Bitcoin è dunque un meccanismo solido ma ovviamente migliorabile. E tra i molti tentavi di miglioramento negli ultimi mesi ne è emerso con forza uno. Si tratta di Ethereum, a detta di molti il più serio competitor.

La mission di quest'ultimo è "promuovere e supportare la ricerca, lo sviluppo e la conoscenza necessarie per portare i protocolli decentralizzati e gli strumenti necessari allo sviluppo direttamente nelle mani dei programmatori, così che questi possano realizzare la prossima generazione di app decentralizzate (DApps), e creare con noi una Internet più accessibile, libera e democratica" (da ethereum.org)

Per capire cosa siano le DApps è opportuno fare un piccolo passo indietro, e ripensare a un elemento base di Internet. Vale a dire la relazione client/server. Noi usiamo un dispositivo, diciamo lo smartphone o il PC, per accedere e usare contenuti su un altro computer - il server - che fisicamente può trovarsi ovunque sulla Terra. In effetti più di una, se parliamo di sistemi cloud.

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Immagine: @aa-w / Depositphotos

D'altra parte uno computer moderno sarebbe stato un super-computer solo pochi anni fa, e ne usiamo la potenza solo in parte. Per memorizzare credenziali, salvare file e fare piccole (ma importanti) operazioni di calcolo. In questo modo il servizio è vulnerabile a possibili attacchi informatici: un DDoS (Distributed Denial of Service) potrebbe mettere in ginocchio il server e rendere inaccessibile il servizio al quale desideriamo accedere.

Inoltre i nostri dati sono soggetti ai termini e alle condizioni dell'impresa: Facebook è libera di rivendere al miglior offerente insights riguardanti le nostre abitudini, le nostre passioni. Un vero danno per la privacy, che tuttavia siamo disposti ad accettare per usare il servizio.La Blockchain rappresenta una possibile inversione del paradigma. Non c'è più alcun server centrale, alcun single point of failure. Le applicazioni, le cosiddette "DApps" vengono ora eseguite su tutti i nodi che eseguono le transazioni della Blockchain in una logica peer-to-peer. Non c'è più, dunque, un server da attaccare; ma migliaia, o centinaia di migliaia di "microserver" che nessuno può davvero controllare. L'idea potrebbe risultare famigliare a chi conosce il trasferimento via torrent.

In pratica

 

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Immagine: @klamb_s / Depositphotos

L'utente installa il client della blockchain in questione ― per esempio Ethereum ― sul proprio computer, scarica l'intera Blockchain sul proprio computer (si tratta di decine di GB), ed eventualmente invia al proprio Client un quantitativo di Ether che ha in precedenza acquistato. L'Ether è da intendersi come la valuta utilizzata all'interno di Ethereum. Et voilà! Il client inizierà ad approvare transazioni sulla Blockchain ed il cosiddetto sistema Proof of stake garantirà all'utente una remunerazione periodica in Ether, la cui valutazione di mercato è qui reperibile.

Abbiamo dunque la valuta che si chiama Ether e la relativa blockchain che si chiama Ethereum. Fino a qui è tutto piuttosto simile a Bitcoin.

Per un approfondimento sulle transazioni e l'approvazione delle stesse rimandiamo alla lettura di Bitcoin: la moneta digitale che ci libera dalle banche.

Se nel paradigma client/server fra l'utente ed il server si frappongono delle API che garantiscono il corretto funzionamento del servizio, qui il compito è svolto dai cosiddetti smart contracts - l'aspetto innovativo di Ethereum. Sono dei veri e propri programmi che eseguono del codice e, al verificarsi di determinate condizioni, consentono il trasferimento di Ether da un utente all'altro.

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Siamo dunque di fronte ad una rivoluzione epocale: con l'avvento di Ethereum e dei servizi BaaS - Blockchain as a service - concorrenti, interi protocolli quale il famosissimo HTTP non avranno più senso di esistere, almeno potenzialmente. Quest'ultimo diverrà probabilmente obsoleto in favore dell'IPFS (InterPlanetary File System), protocollo realizzato proprio per semplificare le comunicazioni peer-to-peer. 

Sì perché il sistema non serve solo a creare e scambiare valuta virtuale, ma si può usare anche per sostenere una vera e propria "Internet alternativa" o forse sarebbe meglio dire "nuova Internet.

Chiunque avrà voglia di mettere in piedi una startup non dovrà più porsi il cruccio della scelta del provider, del servizio di cloud computing dove far eseguire i task pesanti, di decidere dove ubicare i backup dello storage.

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Il problema diventerà quello di scegliere la Blockchain migliore per i propri fini, di procurarsi il "carburante" necessario per far funzionare il proprio servizio: per Ethereum è il "Gas". Da intendersi come un prezzo da pagare per far sì che le operazioni necessarie per far funzionare il proprio portale web vengano effettivamente eseguite dai miners sulla Blockchain.

Il prezzo del Gas viene fissato nella transazione, e se i miner lo ritengono sufficiente, provvedono ad inserire la transazione nella Blockchain. Una volta che questa viene eseguita viene scalato un controvalore in di Ether dal client dell'utente. Ether sta dunque ad Ethereum come la benzina sta al motore di un'automobile.

Miner: letteralmente "minatore", è un individuo, un gruppo o una società che usa le proprie risorse hardware per generare criptovalute e far funzionare le transazioni.

Secondo diversi osservatori siamo di fronte ad una rivoluzione pari a quella a cui si assistette a metà anni '90 con l'avvento di Internet. Solo il tempo ci dirà se le cose stanno davvero così, ma le premesse sono in effetti entusiasmanti.

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Un entusiasmo che ha già portato alla nascita di diverse imprese: per esempio ci sono Sia, Storj e MaidSafe che si pongono l'obiettivo di diventare delle alternative economiche e più sicure ai più noti Google Drive, Dropbox ed iCloud. Sta nascendo Status, piattaforma di instant messaging con il desiderio di diventare un WeChat realmente globale, protetto da crittografia asimmetrica. Ethlance vorrebbe invece farti lavorare da remoto e pagarti in Ether.

Ma la rivoluzione è solo all'inizio: centinaia, migliaia di nuove "imprese decentralizzate" nascono ogni mese.  Cosa arriverà domani? Benvenuti nella Blockchain Economy.

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