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F/A‐18 Super Hornets che sganciano sciami di droni

Gli sciami di droni intelligenti sono l'ultima novità dello U.S. Department of Defense e del Naval Air Systems Command. Possono essere sganciati dagli aerei.

F/A‐18 Super Hornets che sganciano sciami di droni

Uno sciame di mini-droni sganciato da caccia militari è l'ultimo orgoglio tecnologico dello U.S. Department of Defense e del Naval Air Systems Command.

Lunedì è stato confermato il buon esito di un test in volo avvenuto a ottobre con tre F/A‐18 Super Hornets presso China Lake, in California. In pratica i velivoli hanno sganciato 103 mini-droni - chiamati Perdix in onore della mitologia greca - specializzati in sorveglianza, rilevamento obiettivi, riconoscimento e altre attività di intelligence a bassa quota.

perdix 33

La peculiarità dei Perdix è di muoversi sulla base di una sorta di intelligenza collettiva; ecco spiegato il motivo per cui sono passati ben quattro anni dai primi studi avviati presso il MIT Lincoln Laboratory.

perdix drones

"Considerata la natura complessa del combattimento, i Perdix non sono unità indipendenti pre-programmate sincronizzate, ma un organismo collettivo, che condivide un cervello per prendere decisioni e adattarsi gli uni altri come gli stormi in natura", ha spiegato il Direttore dello SCO William Roper durante la trasmissione "60 minutes". "Dato che ogni Perdix comunica e collabora con gli altri, lo stormo non ha un leader e può adattarsi in armonia ai droni che entrano o fuoriescono dalla squadra".

L'idea è di impiegare piccoli droni economici invece che poche singole unità ad alto costo per attività di intelligence. L'ultima versione del Perdix (Gen 6) ha un corpo lungo 16,5 cm, un'apertura alare di 29,9 cm e un peso di 290 grammi.

L'autonomia è di soli 20 minuti - l'obiettivo della Gen 7 è di incrementarla - mentre la velocità è compresa tra i 40 e i 60 nodi (74 - 111 km/h). Nel test dello scorso autunno è stato possibile spararne fuori una trentina per aereo sfruttando i dispenser di flare a una velocità di Mach 0,6 e con una temperatura ambientale  di -10° Celsius.

La prossima sfida sarà quella non solo di migliorare le prestazioni dei mini-droni ma anche di ottenere dalla Defense Industrial Unit‐Experimental (DIUx) una capacità produttiva annuale per il 2017 di almeno 1000 unità.

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