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Il fact checking non fa cambiare opinione sulle falsità

Secondo uno studio della Ohio State University correggere false convinzioni, maturate da notizie online, richiede una vera e propria persuasione. Non sembra sufficiente dare un'informazione accurata.

Il fact checking non fa cambiare opinione sulle falsità

Verità dei fatti e "fact checking" online non sono sufficienti per far cambiare le opinioni precostituite del popolo della Rete. È davvero una doccia fredda per chi si impegna nel fare chiarezza sulle bufale e i dati fasulli - fatti girare ad esempio in campagna elettorale. Un recente studio della Ohio State University ha confermato che il pregiudizio degli utenti online è più forte della confutazione delle notizie.

fact checking

Un team di ricercatori ha sottoposto a un campione di 574 adulti un finto blog che conteneva affermazioni false sulla capacità delle autorità statunitense di avere libero accesso alle cartelle cliniche elettroniche. Il gruppo è stato poi diviso in tre sotto-gruppi. Al primo è stata mostrata quasi immediatamente una smentita autorevole (comunque considerata tale dai partecipanti). Al secondo la smentita è giunta a tre minuti dalla lettura del blog. Al terzo non è giunto nulla.

Ebbene, quando alla fine del test è stato chiesto ai partecipanti, fra altre domande, quanto fosse facile per le autorità spiacere le cartelle cliniche solo il primo gruppo ha dimostrato maggiore precisione nell'esposizione dei fatti. "Solo chi ha dichiarato prima del test di essere favorevole alle cartelle elettroniche ha recepito la correzione mentre i contrari sono rimasti della loro idea", ha commentato Kelly Garrett, uno dei ricercatori".

"Correggere false convinzioni richiede una vera e propria persuasione, non è sufficiente dare una informazione accurata. Questo spiega perché ad esempio un americano su sei ancora crede che il presidente Obama non sia nato negli Usa nonostante un fact checking più che esaustivo".

In sintesi si può affermare, sopratutto considerando questo momento di campagna elettorale, che divulgare informazioni inesatte o verosimili è uno strumento chiave per fare gruppo con persone che condividono la stessa opinione su taluni argomenti.

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