Fedex Italia, licenziamenti anche se c'è il boom e-commerce

FedEx, uno dei colossi mondiali delle spedizioni, ha annunciato un piano di ristrutturazione e licenziamenti in Italia con la chiusura di 24 filiali su 34. Per questo motivo i sindacati hanno indetto uno sciopero generale per oggi, che verrà replicato anche il 31 maggio e il primo giugno. Il 25 maggio invece vi sarà un incontro tra le parti presso il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Cattive notizie per un settore che da una parte festeggia il boom dell'e-commerce e dall'altra è costretto a confrontarsi con il calo delle tariffe per rispondere alla crescente competizione.

fedex

L'acquisizione nel 2015 della concorrente olandese Tnt Express avrebbe dovuto servire ad alimentare l'espansione e consolidare l'attività in Europa. A distanza di tre anni ora sta per scattare il licenziamento collettivo per 361 corrieri (315 di Fedex e 46 di Tnt) e il trasferimento di altri 100.

Eppure i conti sono in salute. Dal 2015 al 2017, come ricorda Business Insider, il fatturato del Gruppo Fedex è aumentato del 27%, superando i 60 miliardi di dollari e raggiungendo utili di esercizio pari a 2,9 miliardo (era 1 mld nel 2015). Ogni giorno gestisce la spedizione di 11,5 milioni di colli in 220 paesi.

I sindacati ovviamente sono sul piede di guerra. Secondo Cgil Toscana  - dove operano 300 corrieri di cui 8 in esubero - sostiene che il piano "è fortemente negativo, in quanto esclusivamente caratterizzato da tagli del personale immotivati". Concorda Gabrio Guidotti di Filt Cgil: "È assolutamente inaccettabile che in una fase di espansione dell'economia e delle attività di trasporto delle merci, anche per la crescita dell'e-commerce, si possa pensare di licenziare le persone che rappresentano il motore vivo del business aziendale".

L'azienda, anche di fronte alle accuse di "svendita dei diritti dei lavoratori" e mancato confronto con il sindacato ha risposto nettamente.

"FedEx Express e Tnt confermano che il processo di consultazione con le rappresentanze sindacali è stato avviato in data 20 aprile, con l'obiettivo di riorganizzare le loro reti di trasporto e rendere più efficiente l'organizzazione vendite nel paese. I cambiamenti che l'azienda sta apportando sono frutto di una decisione non facile. Tuttavia, sin dall'inizio del percorso di integrazione, l'azienda ha avuto la convinzione che il razionale che sottende questi piani permetterà di raggiungere la sua vision: ottenere sostenibilità economica nel medio lungo periodo e diventare un competitor più forte nel mercato italiano", si legge nella nota recapitata a Business Insider.

"L'azienda è consapevole delle implicazioni determinate da questi piani ed è del tutto impegnata a aprire un dialogo trasparente, completo e costruttivo con le rappresentanze sindacali e con le Istituzioni per valutare congiuntamente tutte le possibili misure volte a mitigare l'impatto della riorganizzazione. L'azienda si atterrà rigorosamente al rispetto di tutte le disposizioni di legge, durante l'esecuzione dei piani".

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